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Portale storico della Camera dei deputati

Presidenti

Brunetto Bucciarelli Ducci

Nato a Terranuova Bracciolini (Arezzo, Toscana) il 18 giugno 1914
Deceduto il 4 febbraio 1994
Laurea in giurisprudenza; magistrato.

Biografia

Nasce a Terranova Bracciolini, in provincia di Arezzo, il 18 giugno 1914.
Dopo la maturità classica conseguita al liceo Francesco Petrarca di Arezzo, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Firenze, dove si laurea nel 1937.
Supera il concorso per uditore giudiziario nel 1940 ed entra in magistratura.
Durante il secondo conflitto mondiale è chiamato alle armi in qualità di ufficiale di artiglieria e successivamente presta servizio presso il tribunale militare di Bari, dove conosce Aldo Moro, allora aviere assegnato allo stesso tribunale, al quale resterà sempre legato da una profonda amicizia.
Al termine del periodo bellico riprende la carriera di magistrato come giudice istruttore presso il tribunale di Arezzo. Tra le numerose inchieste a lui assegnate, si ricorda in particolare quella per l'eccidio di Sante Tani, dirigente del Partito popolare di Arezzo, organizzatore della resistenza antifascista e presidente del Comitato provinciale di liberazione nazionale, trucidato dai tedeschi in cella, insieme al fratello sacerdote e ad un compagno di lotta, qualche giorno prima della liberazione della città nel 1945.

Sostenitore fin da giovane dell'associazionismo cattolico, diventa membro dell'Azione cattolica. Subito dopo la liberazione si avvicina alla vita politica nel clima della ricostruzione degasperiana e si iscrive alla Democrazia cristiana.
Su invito esplicito del direttivo del partito entra nella lista dei candidati della Democrazia cristiana nelle elezioni per la Camera dei deputati del 18 aprile 1948. È eletto deputato nella circoscrizione di Siena-Arezzo-Grosseto e riconfermato ininterrottamente fino alla VI legislatura.
Nell'esercizio del mandato parlamentare Bucciarelli Ducci si segnala sin dall'inizio per la sua particolare attenzione alle problematiche relative all'ordinamento giudiziario e all'amministrazione della giustizia, a cui affianca uno studio attento delle problematiche sociali con particolare riferimento a quelle attinenti al mondo agricolo, alla piccola proprietà terriera e agli artigiani, facendosi portatore delle relative istanze in Parlamento.
Parallelamente cresce il suo impegno negli organi direttivi della Democrazia cristiana e nel 1953 diventa vicepresidente del gruppo democristiano alla Camera, guidato da Attilio Piccioni, col quale stabilisce una forte intesa politica e intellettuale, fondata sulla completa adesione al pensiero e alla linea politica di De Gasperi, al quale Bucciarelli Ducci dedica pagine di intenso elogio.
Strenuo sostenitore della centralità del Parlamento, Brunetto Bucciarelli Ducci tiene per la prima volta in Italia un corso universitario di diritto parlamentare, rivendicando l'autonomia sostanziale della nuova disciplina rispetto al diritto costituzionale.
Le doti di fermezza e di equilibrio, oltre alla grande competenza giuridica, lo portano, quindi, ad assumere incarichi sempre più prestigiosi nella vita istituzionale. Il 12 giugno 1958 è eletto Vicepresidente della Camera e confermato anche nella successiva legislatura. Quando il Presidente della Camera Giovanni Leone è nominato Presidente del Consiglio, sul nome di Bucciarelli Ducci si registra la più ampia convergenza tra le forze politiche e nella seduta del 26 giugno 1963 è eletto Presidente della Camera. Palmiro Togliatti il giorno successivo chiarisce su L'Unità le ragioni del voto favorevole del gruppo comunista, dichiarando: «il candidato dava tutte le necessarie garanzie di competenza, di prestigio e di imparzialità».
Gli anni di Presidenza rappresentano il momento più alto e più intenso della carriera politica di Bucciarelli Ducci. Il quinquennio alla guida di Montecitorio viene a coincidere con la fase dei Governi di centro-sinistra e con un clima di generale fermento nella società italiana. Bucciarelli Ducci apre ed incoraggia alcune riforme, quale la scuola media unica, che vanno in direzione di una più compiuta attuazione del dettato costituzionale e riesce ad ancorare i necessari cambiamenti ad un ulteriore consolidamento delle istituzioni democratiche.
L'accertamento dell'impedimento del Presidente della Repubblica Antonio Segni, colpito nel 1964 da una gravissima malattia, situazione del tutto nuova non disciplinata da norme e regolamenti, resta senza dubbio una delle più delicate questioni istituzionali insorte durante il periodo di Presidenza della Camera. In opposizione alla tesi che afferma la preminente responsabilità del Presidente del Consiglio, Bucciarelli Ducci sostiene la tesi della responsabilità congiunta nell'accertamento dei Presidenti dei due rami del Parlamento.
Tale posizione, che egli sosterrà con grande equilibrio e saggezza, si rivela determinante nelle laboriose consultazioni che conducono alla soluzione della questione.
Nella V legislatura ricopre la carica di presidente della I Commissione affari costituzionali fino a maggio del 1972.
Al termine della VI legislatura decide di ritirarsi dalla vita politica. Il Parlamento in seduta comune lo elegge giudice della Corte costituzionale nella seduta del 27 gennaio 1977, insieme ad Alberto Malagugini e a Oronzo Reale. Nel suo impegno di giudice presso la Corte non manca di ispirare storiche sentenze, tra le quali la n. 102 del 1982, che ripristina l'integrazione al minimo delle pensioni di invalidità.
Terminato il mandato alla Corte costituzionale si ritira a vita privata nella sua casa di Arezzo, dove si spegne improvvisamente nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1994.

IV Legislatura della Repubblica italiana

Seduta del 26 giugno 1963

A seguito delle dimissioni di Giovanni Leone, diventato Presidente del Consiglio dei ministri, la Camera a distanza di poco più di un mese è nuovamente chiamata a eleggere il proprio Presidente. Nella seduta del 26 giugno 1963 l'esponente democristiano Brunetto Bucciarelli Ducci è eletto a larghissima maggioranza Presidente della Camera, con 546 voti su 587 votanti. Le sue riconosciute doti di imparzialità ed equilibrio gli guadagnano anche il sostegno del gruppo comunista. Nel discorso di insediamento, che segue immediatamente l'elezione, Bucciarelli Ducci conferma le linee programmatiche del suo predecessore per l'attività e la funzionalità dell'Assemblea e sottolinea l'insostituibile funzione dell'istituto parlamentare che «trovandosi al vertice dello Stato democratico ne condiziona la stabilità e determina le prospettive della sua evoluzione e del suo progresso».