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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00895 presentata da TESTA ANTONIO (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19920512

Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso: che nel mese di maggio 1992 vi e' stata una "emergenza acqua" nella provincia di Padova interessante ben diciassette comuni; che gli inquinamenti degli acquedotti Euganeo Berico e della Bassa Padovana hanno reso non potabile l'acqua degli stessi; che in precedenza non si era mai verificata una situazione di questo genere; che tutto cio' ha provocato gravissime difficolta' alle vaste popolazioni interessate ed anche notevoli danni economici, soprattutto nella zona termale dove esistono moltissime industrie alberghiere in cui si e' dovuto sostituire l'acqua usata in grande quantita' con quella minerale -: a) quali indagini intenda disporre per accertare le cause dell'inquinamento degli acquedotti Euganeo Berico e della Bassa Padovana; b) quali iniziative intenda assumere per accertare responsabilita', risarcire danni e soprattutto bonificare in modo definitivo l'acqua degli acquedotti succitati, affinche' non si ripetano i fatti de quo. (4-00895)

In riferimento a quanto indicato dalla S.V. con l'atto parlamentare in oggetto, questo Ministero ha assunto elementi informativi presso i competenti organi territoriali. Risulta che, a seguito di determinazioni analitiche condotte dalle Sezioni Medico Biotossicologica e Chimico Ambientale del Presidio Multizonale di Prevenzione di Padova, i responsabili dei settori di Igiene Pubblica delle unita' sanitaria locale nn. 19 - 21 - 22 - 23 di Padova, in data 29 aprile 1992, hanno accertato la non conformita' ai requisiti previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988 n. 236 dei campioni di acqua potabilizzata erogata dalle strutture interconsortili prelevati nella zona del Lago di Camazzole (precisamente nei comuni di Carmignano di Brenta e Fontaniva, del Consorzio Acquedotto Euganeo Berico, del Consorzio Acquedotto dell'Adige, del Consorzio Acquedotto del Conselvano Roncajette e del Consorzio Acquedotto della Bassa Padovana). Il medesimo giorno, il presidente della Giunta regionale, a seguito della citata segnalazione e di alcuni incontri a livello tecnico, emanava l'ordinanza n. 272 di divieto dell'uso di acqua a scopi potabili ed alimentari per 17 comuni della provincia di Padova e disponeva l'attivazione dell'esistente pozzo sperimentale nonche' l'effettuazione di alcune modifiche alle attuali opere di presa per l'emungimento in via provvisoria di acque di falda. Successivamente, in data 8 maggio 1992, i Consorzi di Acquedotto interessati provvedevano alla sospensione dell'erogazione dell'acqua non conforme ai requisiti di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988 ed adottavano una serie di provvedimenti a carattere tecnico che consentivano la revoca del divieto per le acque ad uso potabile ed alimentare (ordinanza n. 286 del 7 maggio 1992 e n. 302 del 8 maggio 1992). La struttura acquedottistica in oggetto e' stata realizzata dai 4 Consorzi sopra indicati mediante un'opera di presa delle acque di supero del Lago di Camazzole ed una condotta di adduzione verso le reti idriche dei Consorzi. Tale fonte di approvvigionamento si integra con le diverse fonti di cui i singoli Consorzi dispongono. Le opere suddette, (la cui potenzialita' risulta essere di circa 800 l/s) sono state realizzate in via provvisoria, in attesa della definizione della precisa ubicazione e delle modalita' operative dell'attingimento, previste dalla "Variante al piano regolatore Generale degli Acquedotti per il Veneto", adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1655 del 4 aprile 1989, in attuazione dell'articolo 90 del decreto del Presidente della Repubblica 616/1977. L'attingimento in argomento e' stato avversato dalle forze locali (agricoltori, comuni e Consorzio di Bonifica) per il timore che comportasse un considerevole impoverimento della falda e che quindi non fosse compatibile con il bilancio idrico delle falde acquifere sotterranee e con le numerose utenze, soprattutto irrigue, in atto nella zona. La Giunta regionale, con deliberazione n. 6896 del 19 dicembre 1984, ha quindi finanziato il "Programma di Studi idrogeologici per la fattibilita' dell'attingimento sotterraneo per la centrale dello schema acquedottistico 6/1 nella zona di Carmignano di Brenta" presentato dal Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta. A conclusione di tali studi si e' evidenziato come l'attingimento della falda in prossimita' del Lago di Camazzole di una portata di 800 - 100 l/s non dovrebbe causare alcun impoverimento della falda stessa. Una risposta definitiva in merito potra' aversi, pero', solo dopo aver perforato i primi due pozzi e calcolato con le prove di portata i parametri idrogeologici locali dell'acquifero. Cio' consentira', inoltre, di individuare la migliore ubicazione degli altri tre pozzi e di ottimizzare l'eventuale deficit freatico. Qualora quest'ultimo si verificasse, si potra' sempre prevedere una ricarica artificiale delle acque sotterranee, il cui progetto sommario e' stato gia' predisposto. In tal mo'do il Consorzio Euganeo Berico ha recentemente provveduto alla terebrazione del primo pozzo sperimentale. Da ultimo, in data 4 maggio 1992, si e' tenuta presso la provincia di Padova una riunione tra il Presidente della Giunta regionale, il Presidente della provincia, i Presidenti dei Consorzi Acquedotti interessati alla situazione d'emergenza ed i tecnici regionali e del presidio Multizonale di Prevenzione di Padova. Nel corso di tale riunione si e' convenuto, tra l'altro, di arrivare alla definizione delle problematiche connesse alla realizzazione in via definitiva dell'attingimento, mediante pozzi, dalla falda locale. Peraltro, anche a causa delle suaccennate resistenze a livello locale, non e' stato ancora possibile proseguire fattivamente per tale strada. Per una migliore risoluzione del problema, la Giunta regionale Veneta, evidenzia, comunque, la necessita' di una celere approvazione della "Variante al Piano regolatore Generale degli Acquedotti" e della relativa attuazione, per un sistema di gestione della risorsa acqua potabile non piu' a livello locale e particolare, bensi' a livelli coerenti con dimensioni economicamente e tecnicamente ottimali. Tale variante prevede, infatti, la riorganizzazione delle esistenti strutture in un limitato numero di nuovi enti, cui affidare la gestione del servizio di distribuzione idropotabile. Il Sottosegretario di Stato per la sanita': Savino.



 
Cronologia
giovedì 7 maggio
  • Politica, cultura e società
    Antonio Cariglia lascia la segreteria del PSDI a Carlo Vizzini e ne assume la presidenza.

mercoledì 13 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune, integrato dai rappresentanti delle regioni, si riunisce per procedere all'elezione del Presidente della Repubblica.