Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00052 presentata da RUTELLI FRANCESCO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19920720
La Camera, rilevato che l'Italia sta attraversando una profonda crisi politica e istituzionale, che ha alla sua radice sia il carattere "bloccato" del sistema politico sia la sua crescente frammentazione, la mancanza di alternativa, la divaricazione tra Costituzione formale e costituzione materiale, l'occupazione di tutti gli ambiti di potere istituzionale - ma, nella maggior parte dei casi, anche economico-finanziario e dell'informazione - da parte del sistema dei partiti; preso atto dello snaturamento del ruolo dei partiti rispetto alla funzione di partecipazione democratica prevista dall'articolo 49 della Costituzione e preso atto altresi' dell'estrema degenerazione partitocratica nell'intreccio tra politica ed affari; constatata la crescente divaricazione tra societa' politica e societa' civile e l'accelerato processo di delegittimazione del sistema politico e istituzionale; rilevato che le dimensioni della crisi politica e istituzionale attuale riguardano sia il sistema dei partiti sia il sistema istituzionale intrecciati nella degenerazione partitocratica, il gigantesco debito pubblico alimentato dallo sperpero di risorse pubbliche spesso con un devastante impatto ambientale, l'intreccio perverso tra criminalita', affari e droga, il collasso del sistema giudiziario e la giustizia denegata, la mancata tutela dei diritti civili e umani per gli strati piu' deboli della popolazione, il fallimento dell'attuale sistema regionale; sottolineato che - di fronte alla crisi di legittimazione del sistema istituzionale e alla crisi di credibilita' del sistema dei partiti, che spesso aprono il varco all'inserimento nei centri di potere politico ed economico-finanziario da parte della criminalita' organizzata - e' sempre piu' forte la necessita' e l'urgenza di una profonda riforma costituzionale ed istituzionale; ricordato che, a fronte delle crescenti aspettative riformatrici da parte dei cittadini, da oltre un decennio sono rimaste quasi totalmente prive di esito le procedure parlamentari messe in atto nell'arco di tre legislature per le riforme costituzionali ed istituzionali; preso atto della sollecitazione alla costituzione di una Commissione bicamerale per le riforme istituzionali espressa dal Presidente della Repubblica all'inizio della XI legislatura, nel discorso pronunciato davanti alle Camere all'atto del suo giuramento, e successivamente ripetuta in altre circostanze; ritenuta la prioritaria necessita' ed urgenza di varare la riforma delle leggi elettorali e di non ripetere precedenti esperienze di Commissioni per le riforme istituzionali "onnipervadenti", ma rimaste prive di alcun esito legislativo; in attesa della approvazione parlamentare di proposte di legge costituzionale in materia di istituzione di una Commissione bicamerale per le riforme costituzionali ed istituzionali, delibera di costituire - in forza di quanto disposto dall'articolo 22, comma 2, del Regolamento della Camera, - due Commissioni speciali formate ciascuna da venti deputati, nominati dal Presidente della Camera su designazione dei gruppi parlamentari, e composte in modo da rappresentare tutti i gruppi rispecchiando la proporzione tra i gruppi stessi. Ciascuna delle due Commissioni costituisce - insieme con l'analogo organo collegiale che il Senato decida eventualmente di istituire con autonoma iniziativa - una Commissione bicamerale. Ciascuna delle due Commissioni e' presieduta da un suo componente eletto dalla Commissione stessa, presenta le proprie conclusioni ai Presidenti delle Camere entro sei mesi dalla prima seduta e dispone dei poteri previsti dai Regolamenti delle Camere per le Commissioni permanenti. In particolare: 1) la prima delle due Commissioni ha il compito di presentare proposte di riforma delle leggi elettorali; 2) la seconda delle due Commissioni ha il compito di presentare proposte di riforma nelle seguenti materie: a) Parlamento; b) Governo; c) Presidente della Repubblica; d) Regioni ed autonomie locali; e) istituti di democrazia diretta. (1-00052)