Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04427 presentata da RATTO REMO (REPUBBLICANO) in data 19920806
Al Ministro per i beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: nella 41^ seduta della Camera del 6 agosto 1992 l'onorevole Sgarbi ha affermato che le pietre della piazza della Signoria in Firenze sono andate a finire in alcune ville di Fiesole -: se cio' sia a conoscenza del Ministro e quali indagini il Ministro stesso intenda adottare per appurare se effettivamente siano stati commessi reati, come affermato dall'onorevole Sgarbi. (4-04427)
L'area di Piazza della Signoria, pavimentata con lastricato, e' proprieta' del comune di Firenze e non e' vincolata. La rimozione di parte delle pietre formanti il lastricato fu iniziata negli anni Settanta, per consentire scavi e prospezioni archeologiche e per il cattivo stato nel quale si trovava il lastricato. Le pietre provenienti da queste prime rimozioni furono avviate nei depositi comunali secondo l'uso corrente, depositi ove sono ammassate notevoli quantita' di pietre provenienti dagli smontaggi di lastricati di alcune vie della citta' eseguiti sin dagli anni Trenta (via Tornabuoni e via Maggio per citare le strade piu' conosciute) nonche' da lavori di varia natura. Questi depositi servono per riparazioni e manutenzioni ordinarie e straordinarie dei lastricati cittadini. Il materiale recuperato dallo smontaggio veniva avviato all'impresa cui il comune di Firenze aveva appaltato i lavori per essere ricollocato nella piazza stessa dopo l'esecuzione degli scavi archeologici eseguiti per lotti. Da informazioni assunte e da quanto riportato dagli Organi di informazione risulta che la Magistratura aveva a suo tempo avviato un'indagine riguardante la supposta sparizione dai depositi del comune di elementi di lastricato che sarebbero stati reimpiegati in lavori privati. Di tutto cio' non e' mai stato fatto addebito a questa amministrazione avendo l'inchiesta di cui sopra riguardato altri settori, pubblici e privati, estranei al Ministero. Nel ribadire, pertanto, l'estraneita' di questa amministrazione all'eventuale sparizione di materiali lapidei, si fa presente che non e' dato ancora conoscere gli esiti dell'azione svolta dall'Autorita' Giudiziaria in merito alla questione. Il Ministro dei beni culturali e ambientali: Ronchey.