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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06652 presentata da TERZI SILVESTRO (LEGA NORD) in data 19921022

Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: l'istruzione e' alla base di ogni vera professionalita'; le scuole sono strutturate e programmate in modo diverso nei singoli Stati membri; il dare a tutti i membri della Comunita' europea le stesse possibilita' di lavoro, in ogni singolo Stato, e' un dovere assunto dalla Comunita' stessa e in particolare da questo Stato; la libera circolazione delle persone e' spesso vanificata da una sperequazione dei livelli di istruzione personale, in quanto i titoli di studio solo apparentemente risultano equipollenti -: rispetto all'attuale situazione scolastica europea: sino a che livello le normative per la concessione dei diplomi negli Stati comunitari siano le stesse sotto il profilo di una effettiva uguaglianza; se sia stata considerata l'ipotesi di unificare le normative per la concessione dei diplomi negli Stati comunitari, in modo tale che gli studenti possano conseguire gli stessi diplomi per ogni ordine e grado; se sia stata considerata l'ipotesi che i programmi delle discipline piu' qualificanti di ogni singolo corso di studi siano unificati; se sia stata considerata l'ipotesi di permettere agli studenti di frequentare istituti di pari grado in paesi diversi. Cio' permetterebbe, oltre all'apprendimento di lingue diverse di vivere in unita' scolastiche diversificate e utilizzare differenti metodiche di apprendimento; se sia stata considerata l'ipotesi che gli esami finali, tesi all'ottenimento del diploma di scuola superiore, di laurea breve e di diploma di laurea, siano svolti secondo le stesse normative per ottenere una effettiva uguaglianza dei diplomi stessi. (4-06652)

La cooperazione comunitaria nel settore dell'istruzione trova il suo limite giuridico nella assenza, nei trattati istitutivi della comunita' Europea, di una comune politica dell'istruzione. Il Trattato di Roma, in particolare, avendo privilegiato gli aspetti relativi all'integrazione economica, ha circoscritto l'azione in campo educativo al solo settore della formazione professionale - disciplinandolo con l'articolo 128 - il quale e' comunque uno strumento della politica sociale a supporto di altra misure previste per realizzare il miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori dipendenti. L'esigenza di un inserimento dell'istruzione nei Trattati comunitari e' stata accolta nel Trattato di Maastricht con la previsione degli articoli specificamente destinati all'istruzione e alla formazione. La cooperazione tra gli Stati membri in materia e' stata e sara' comunque ispirata ai seguenti principi: rispetto della autonomia dei diversi sistemi educativi e delle culture ad essi sottese; carattere sussidiario della azioni comunitarie le quali devono conferire valore aggiunto ai programmi nazionali e non sostituirsi ad essi. Per il settore istruzione non e' quindi prevista ne' l'armonizzazione ne' tantomeno, l'integrazione delle singole legislazioni nazionali. L'azione della comunita' viene indirizzata in particolare: a sviluppare la dimensione europea dell'istruzione segnatamente con l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri; a promuovere la cooperazione tra istituti d'insegnamento; a sviluppare lo scambio di informazione sulle esperienze e sui problemi relativi ai sistemi di istruzione degli Stati membri; a favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori delle attivita' socioeducative; a incoraggiare lo sviluppo dell'istruzione a distanza. Una maggiore puntualizzazione dell'azione comunitaria e' prevista in materia di formazione professionale per la quale, se per un verso non si parla piu' di politica comune, dall'altro si apre un vasto campo di possibili interventi diretti a: promuovere una formazione professionale iniziale e continua in adeguamento alle trasformazioni industriali e al fine si facilitare l'inserimento nel mondo produttivo, la mobilita' e il reinserimento lavorativo; favorire la mobilita' degli istruttori e delle persone in formazione; stimolare la cooperazione tra gli istituti di insegnamento, di formazione professionale e le imprese; sviluppare lo scambio di informazioni e di esperienze sui problemi relativi ai sistemi di formazione degli Stati membri. Con Maastricht si puo' dire che da un lato il ruolo della comunita' in materia di formazione viene ampliato, includendo anche l'istruzione e dall'altro viene delimitato definendo i punti della sua azione. Cio' premesso ne deriva che allo stato attuale non si rende possibile procedere ad una qualsiasi forma di unificazione sia della normativa degli esami finali di maturita' e relativa concessione dei diplomi, che dei programmi scolastici. Per quanto riguarda, infine, la possibilita' per gli studenti di frequentare istituti in paesi diversi si fa presente che esistono molteplici iniziative comunitarie quali i progetti Petra ed Eurotecnet, ai quali partecipano, ovviamente, anche istituti scolastici italiani con programmi di formazione comune e relativi scambi di giovani. Il ministro della pubblica istru- zione: Jervolino Russo.



 
Cronologia
mercoledì 21 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Tommaso Buscetta e altri pentiti forniscono rivelazioni sulle connessioni fra mafia e politica.

venerdì 23 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 314 voti a favore e 24 contrari, l'articolo unico del disegno di legge A.C. 1581 di conversione del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, recante misure urgenti in materia di previdenza, di sanità e di pubblico impiego, nonché disposizioni fiscali, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia.