Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01883 presentata da GRAMAZIO DOMENICO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940630

Al Ministro della sanita'. - Per sapere: se abbia disposto o intenda disporre una urgente indagine presso l'IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, a seguito del grave fatto denunciato dalla stampa e attribuibile alla responsabilita' del Commissario straordinario di tale Istituto. Si tratta della possibilita', concessa ad un estraneo "e precisamente un sarto in pensione", di accedere in molte occasioni, fino al giorno del suo arresto, alla sala operatoria di cardio-chirurgia durante gli interventi, per assistere i suoi "clienti" per i quali otteneva, evidentemente dietro compenso, solleciti ricoveri e interventi. La circostanza di tale presenza in sala operatoria, confermata alla stampa dallo stesso primario cardio-chirurgo, e' stata sorprendentemente smentita dal Commissario straordinario dottor Marini, il cui allontanamento dal Policlinico San Matteo viene da tempo richiesto da piu' parti. Si ritiene, pertanto, urgente l'intervento del Ministro della sanita' per sanare la incresciosa situazione in cui si trova il prestigioso istituto ospedaliero. (4-01883)

In merito all'atto parlamentare summenzionato, sulla base degli accertamenti disposti riguardo all'incresciosa vicenda - in esso richiamata - dell'acceso e della prolungata presenza indebitamente consentiti ad un estraneo presso il reparto di cardiochirurgia del policlinico San Matteo di Pavia, si ritiene doveroso precisare quanto segue. E' vera, innanzitutto, la circostanza, ricordata nell'interrogazione, per cui il commissario straordinario dell'istituto, avvocato Danilo Morini, interpellato da un giornalista subito dopo le prime notizie di stampa in materia, aveva inizialmente smentito la veridicita' dei fatti denuncitati. Risulta essenziale rilevare, tuttavia, che lo stesso commissario straordinario - le cui specifiche attribuzioni di responsabile della gestione amministrativo-finanziaria dell'ente non contemplano, certo, la diretta conoscenza e soluzione dei correnti problemi organizzativo-igienistici dei singoli reparti, demandati alle dirette determinazioni dei rispettivi primari e della direzione sanitaria - aveva ritenuto a tal punto inammissibile ed inverosimile l'ingresso e la permanenza di soggetto estraneo all'ambiente sanitario in sala operatoria, da indursi senz'altro ad escluderne qualsiasi possibilita'. Quindi, solo in un secondo tempo il commissario si e' convinto della veridicita' della vicenda, dopo aver dovuto prendere atto delle sincere ammissioni del professor Vigano', direttore della divisione di cardiochirurgia. Senza dubbio l'episodio denunciato presenta tutte le caratteristiche di una spiccata anomalia alla luce dei criteri igienistico-organizzativi che dovrebbero informare una corretta gestione di un reparto di cardiochirurgia, soprattutto se si considera l'assenza di qualsiasi connotazione di professionalita' sanitaria nella persona del signor Paolo Rossi Borghesano - tale e' il nome del soggetto in causa - la sola che, in qualche modo, avrebbe potuto legittimare il suo accesso al reparto operatorio. E' certo, d'altra parte, che il problema di assicurare l'asepsi nelle sale operatorie e' ancora oggetto di studi sempre piu' rigorosi, che tendono, comunque, a restringere al massimo l'accesso di persone estranee all'e'quipe operatoria alle stesse sale. Cio' vale, a maggior ragione, in caso di interventi di lunga durata ed eseguiti su pazienti "ad alto rischio", come tutti quelli di cardiochirurgia, per la cui riuscita e' essenziale prevenire ogni possibile infezione post-operatoria. Non e' un caso che per alcuni di tali interventi, di particolare complessita', siano stati da taluno previsti peculiari protocolli operativi, che escludono persino la presenza "fisica" dell'anestesista. Tanto meno opportuna appare, percio', la reiterata ammissione, in un ambiente cosi' particolare e per definizione "protetto", di un soggetto privo di qualsiasi qualificazione sotto il profilo sanitario. E' evidente, quindi, che non v'e' e non vi puo' essere una giustificazione razionale accettabile sotto il profilo tecnico-sanitario. Invece, incredibilmente, dagli accertamenti condotti e' emerso che in sostanza il signor Rossi aveva talvolta la possibilita' di frequentare le sale operatorie di chirurgia generale del policlinico San Matteo, in qualita' di osservatore, gia' alla fine degli anni '50. A quanto risulta, fin d'allora capitava di incontrarlo nei corridoi insieme a pazienti, a medici e ad infermieri e gia' a quel tempo era conosciuto nell'ambiente ospedaliero il suo impegno nel prodigarsi a prestare aiuto ai ricoverati piu' in difficolta', mentre v'erano pazienti che spesso ricorrevano al suo appoggio anche prima del ricovero, per esserne consigliati e meglio indirizzati, tanto che non di rado era visto accompagnare malati abbisognevoli di visite specialistiche e di cure chirurgiche. Per quanto e' dato presumere, la sua figura era divenuta sempre piu' conosciuta e familiare nell'ambito del policlinico San Matteo. La sua personale, costante disponibilita' nei confronti dei pazienti che avessero bisogno di sostegno e di consigli ne aveva progressivamente avvicinato il ruolo a quello di una sorta di "assistente sociale", mentre la circostanza di trovarsi spesso presente come tramite di raccordo, sia pure assai singolare ed atipico, fra operatori sanitari e taluni pazienti era valsa, evidentemente, a guadagnargli, di fatto, la fiducia di parte dei medici e del personale di assistenza, che a poco a poco, inconsciamente, devono aver incominciato a trattarlo come se fosse anch'egli parte attiva dell'apparato sanitario. Soltanto un fenomeno di questo tipo puo' in qualche modo spiegare - ma non certo giustificare - fatti altrimenti incomprensibili: primo fra tutti, che abbia potuto chiedere ed ottenere da un direttore della divisione di cardiochirurgia di riconosciuto valore scientifico e professionale, quale il professor Vigano', il privilegio di assistere ad interventi chirurgici su pazienti che conosceva, adducendo vincoli affettivi particolari nei loro confronti o con i loro familiari, cui poi riferiva sullo svolgimento delle operazioni. Paradossalmente, proprio quest'ultima circostanza, del tutto comprensibile sotto il profilo umano (che' nulla e' piu' accetto e rassicurante per i familiari in trepida attesa da ore delle notizie provenienti dalla sala operatoria attraverso una persona di fiducia), lascia molto perplessi dal punto di vista della correttezza organizzativa e deontologica, essendo indubbio che riferire sullo svolgimento delle operazioni sia compito esclusivo dello staff medico e della caposala, persino per il rispetto dovuto ai familiari di altri pazienti operati, non altrettanto ... "assistiti". D'altra parte, e' anche presumibile che il signor Rossi Borghesano sia stato in qualche modo agevolato nell'accoglimento delle sue richieste dal particolare orientamento chirurgico del professor Vigano', assorbito dalla scuola parigina del professor Dubost, favorevole a consentire l'accesso alle sale operatorie a terze persone del mondo sanitario che ne facessero motivata richiesta (studenti delle cliniche universitarie, medici ospedalieri ed extra ospedalieri, personale infermieristico anche di altri reparti). E' evidente, in questo senso, che proprio per la particolare tipologia di interventi su cuore, polmoni e cuore-polmoni eseguiti nella divisione di cardiochirurgia del policlinico San Matteo sono sempre state assai numerose le richieste di operatori sanitari ospedalieri od universitari, italiani e stranieri, interessati ad assistere agli interventi chirurgici effettuati. Puo' soggiungersi, ancora, che altro terreno favorevole alle molteplici attivita' ed iniziative dello stesso signor Rossi Borghesiano nell'ambito del policlinico di Pavia puo' essere stato indirettamente offerto, ad esempio, dall'esservi stata approvata e diffusa fin dall'aprile 1985 la "Carta dei diritti del malato", laddove e' espressamente previsto che "ferme restando le esigenze di carattere medico, durante il ricovero i degenti devono poter mantenere i loro rapporti familiari e sociali", tanto che "a colui che assiste in modo continuativo un malato e' consentito il prelievo dei pasti dal carrello, previa prenotazione di un "buono-mensa" presso il caposala". Princi'pi certo rafforzati dalla legge regionale lombarda 7 gennaio 1986, n. 1, che, con netto anticipo sulla legislazione nazionale, definiva fin da allora "volontariato" il servizio reso dai cittadini, individualmente o in gruppo, in modo continuativo e senza fini di lucro, attraverso prestazioni personali, volontarie e gratuite nell'ambito delle strutture pubbliche o private di assistenza. Resta il fatto, in definitiva, che il commissario straordinario del policlinico San Matteo si e' trovato allora d'un tratto dinanzi ad un fenomeno abnorme (sia pur riferito a vicende ormai trascorse e definitivamente interrotte dalle sopravvenute vicissitudini giudiziarie dello stesso signor Rossi Borghesano), che non soltanto sconosceva del tutto - ne' avrebbe potuto conoscere, in mancanza di esposti o denunce, per il superiore livello "atecnico" delle sue funzioni - ma che addirittura, sulla base della sua consolidata esperienza ospedaliera, avrebbe giudicato impossibile a realizzarsi. Peraltro, almeno per quanto riguarda gli aspetti potenzialmente piu' preoccupanti della denunciata vicenda, cioe' quelli collegati all'illegittima quanto reiterata presenza del signor Rossi Borghesano in sala operatoria durante gli interventi di cardiochirurgia, gli amministratori del policlinico hanno avuto la possibilita' di rassicurarsi, dandone conto anche a questo Ministero, per la consapevolezza che ad essi fosse stato da tempo posto un argine definitivo a seguito del trasferimento della divisione di cardiochirurgia, dall'inizio del 1994, nella nuova sede destinata ai "Reparti speciali". Infatti, le attuali sale operatorie della divisione dispongono di un impianto televisivo "a circuito chiuso" che permette la riproduzione su "monitors", in tempo reale, di tutte le varie fasi degli interventi in corso. Il fatto che, non a caso, tali "monitors" siano stati sistemati, ad un tempo, nell'Aula Magna, nella Sala riunioni del reparto di degenza e nella Biblioteca della divisione ha consentito fin d'allora di soddisfare regolarmente le esigenze conoscitive e didattiche di chiunque nel modo piu' diretto ed efficace, evitando definitivamente ogni non necessario accesso al "blocco operatorio". Per il resto, soprattutto ad evitare che potesse ripetersi in futuro il rischio di frequentazioni indebite ed inopportune dei reparti del policlinico da parte di soggetti estranei all'organizzazione sanitaria non autorizzati, il commissario straordinario, con apposito "Ordine di servizio", ha avuto modo di richiamare all'attenzione di tutti i primari e dei direttori di cliniche convenzionate, fin dal giugno 1994, l'esigenza di vigilare nei modi piu' efficaci per inibire accessi troppo frequenti ed ingiustificati ai vari reparti agli estranei non legati da vincoli di parentela od affinita' con i degenti ovvero non formalmente riconosciuti dall'Amministrazione come dirigenti o soci di associazioni di volontariato accreditate. Il Ministro della sanita': Guzzanti.



 
Cronologia
mercoledì 29 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Sergio Fois, Gian Vittorio Gabri, Franco Fumagalli, Carlo Federico Grosso, Andrea Proto Pisani, Giovanni Fiandanca, Alfredo Pazzaglia, Agostino Viviani e Franco Franchi sono eletti al primo scrutinio membri del Consiglio superiore della magistratura.

venerdì 1° luglio
  • Politica, cultura e società
    Il Consiglio nazionale del PDS elegge segretario del Partito Massimo D'Alema, che prevale su Walter Veltroni.