Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02298 presentata da DI MUCCIO PIETRO (FORZA ITALIA) in data 19940719
Ai Ministri delle poste e telecomunicazioni, del tesoro e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la legge 29 gennaio 1992, n. 58 recante "Disposizioni per la riforma del settore delle telecomunicazioni" ha sancito all'articolo 1 punto 3, la soppressione dell'Azienda di Stato per i Servizi Telefonici (ASST) istituita con Regio Decreto Legge n. 884 il 14 giugno 1925 convertito in legge 18 marzo 1926 n. 562; i servizi di Telecomunicazioni ad uso pubblico nonche' l'istallazione e l'esercizio dei relativi impianti dell'ex ASST, ai sensi dell'articolo 1 punto 1, sono stati affidati in conccesione esclusiva ad una societa' del Gruppo IRI appositamente costituita con "5 miliardi di capitale sociale" denominata IRITEL; con l'articolo 3 punto 1 sono stati trasferiti gli impianti, i beni mobili ed immobili sedi di impianti, di magazzini e di officine compresi quelli in corso di realizzazione e quelli per i quali sono stati emessi ordini di acquisto da parte dell'ex ASST e che lo stato, come previsto, dovra' finire di pagare; ai sensi dell'articolo 3 punto 2 e' stata istituita una commissione con il compito di valutare l'entita' dei beni e rapporti trasferiti dopo aver tenuto conto delle conclusioni a riguardo da parte di due societa' di certificazione; ai sensi dell'articolo 3 punti 6 e 7 la Societa' IRITEL era tenuta a rilevare i beni dell'ex ASST e pagare, nell'arco di 10 anni, il corrispettivo dei beni acquisiti versando le somme relative all'entrata del bilancio dello Stato; con legge 20 dicembre 1993 n. 531 e' stato convertito in legge, con modificazioni, il DL 10 novembre 1993 n. 444 che sovvertiva quanto previsto dall'articolo 3 punti 6 e 7 della legge n. 58 del 1992, disponendo che il corrispettivo dei beni e servizi valutati, anziche' essere versato all'entrata del bilancio dello stato, venisse trattenuto dall'IRI S.p.A. come apporto al capitale sociale; la Commissione denominata "ANCORA" incaricata dal Ministro delle Poste di fissare il valore dell'ex ASST, ne ha dato una stima di 4496 miliardi di lire; la stima in parola appare "ictu oculi" ridicola se paragonata al fatto che in questi giorni una societa' messicana si e' assicurata il 49 per cento della proprieta' dal sistema telefonico cubano pagando 3000 miliardi e Cuba ha un sistema di reti e impianti che risale al 1950 e quindi da rottamare. (Solo 5 cubani su 100 hanno un telefono, le reti esistenti non assicurano nemmeno un collegamento efficiente con le varie citta' interne al paese, mentre la rete internazionale e' praticamente inesistente); ben diversa era la posizione del sistema telefonico italiano rappresentato dall'ASST, sia dal punto di vista economico-finanziario che patrimoniale, prima della sua soppressione e conseguente affidamento all'IRITEL, se l'ASST rappresentava: 2.500 miliardi di ricavi annui; 2.000 miliardi di investimenti annui; 900.000 circuiti (con digitalizzazione all'80 per cento); 390.000 Km di fibre ottiche impiegate; 700 milioni di comunicazioni internazionali annue; se l'ASST svolgeva quali attivita' principali: collegamenti fra Italia - Europa e Paesi del Bacino Mediterraneo; realizzazioni in proprio nonche' concorrenza alla realizzazione di sistemi in cavi sottomarini per il traffico internazionale; partecipazione alla realizzazione del sistema via satellite a livello nazionale ed europeo; concorrenza alla gestione del traffico telefonico nazionale attraverso un proprio sistema integrato di reti, centrali, circuiti, ponti radio ecc. a tecnologia avanzata; gestione diretta ed esclusiva del traffico internazionale automatico e da operatore; fornitura di servizi innovativi all'utenza privata e all'utenza business; se l'ASST possedeva, quale patrimonio immobiliare, un complesso di edifici sedi di impianti stimati in: 694.626 metri quadrati coperti; 713.121 metri quadrati scoperti in gran parte ubicati, nel centro storico delle piu' grandi citta' italiane; se nei 4496 miliardi di stima sono stati considerati anche i beni e servizi pervenuti all'IRITEL dall'Amministrazione delle Poste per quanto riguarda il servizio radio-marittimo da e per tutto il mondo, nonche' il servizio telex in ambito europeo -: a seguito della legge n. 58 del 1992, quali poteri di vigilanza e di controllo ha esercitato il Ministro delle Poste nei confronti della Soc. IRITEL, dal momento che si e' proceduto a smembrare la Direzione Centrale Controllo delle Concessioni che avrebbe dovuto svolgere sull'intera operazione un'attivita' specifica di controllo tecnico-amministrativo. Risulta difatti che presso la suddetta Direzione Centrale svolge ora servizio il solo personale tecnico, essendo stato trasferito altrove, con compiti di natura diversa, il personale amministrativo con competenze contabili e giuridiche e quali provvedimenti intenda adottare per iar svolgere correttamente al Ministero le funzioni dovute, indispensabili in un momento di grandi trasformazioni e quindi estremamente delicato per la tutela delle prerogative ministeriali, sancite dall'articolo 11 del decreto-legge 1^ dicembre 1993 n. 487, e dei conseguenti interessi dello Stato che, in materia, sono tutt'altro che trascurabili; a seguito della legge n. 58 del 1992 e della successiva legge n. 531 del 1993 che ha convertito il decreto-legge n. 444 del 10 novembre 1993, a quanto ammonti il mancato introito annuo per le casse dello stato, se rapportato all'ultimo anno di gestione dell'ASST, in quale modo si sia ritenuto eventualmente di farvi fronte e a spese di chi; quali iniziative si vogliano assumere per verificare mediante un autonomo accertamento, la consistenza reale dei beni ex ASST ed ex PT trasferiti e la congruita' della stima di 4496 miliardi operata dalla Commissione "ANCORA" nel dicembre 1993. La eventuale sottostima dei beni trasferiti, se la congruita' della stima non sia opportunamente verificata, con urgenza, potrebbe a breve tradursi in un considerevole danno per il Tesoro nel passaggio di IRITEL in Telecom Italia, con il pericolo di veder contrabbandare una distrazione di pubblico denaro per salutare privatizzazione; se non sia opportuno fare chiarezza e trasparenza in un settore complesso e importantissimo (anche per gli enormi interessi economici che alimenta) ma soprattutto in un'operazione di riassetto delle Telecomunicazioni italiane poco comprensibile, sotto l'aspetto economico, per una sorta di black out sull'argomento da parte di tutti gli organi di informazione; se a 30 mesi dall'approvazione della legge di riforma del settore delle telecomunicazioni, avvenuta alla vigilia delle elezioni politiche del 1992, gli attori e i fautori del tempo hanno un conto aperto con la giustizia, e cioe': se il presidente della STET Biagio Agnes e l'Amministratore Delegato della SIP Vito Gamberale risultino inquisiti e perche'. (4-02298)
Al riguardo si fa presente che alla ex Azienda di Stato per i servizi telefonici era affidato lo svolgimento del servizio telefonico interurbano ad uso pubblico svolto su un'unica rete di telecomunicazioni realizzata congiuntamente alla SIP nonche' lo svolgimento dei servizi di telecomunicazioni internazionali ad uso pubblico tra l'Italia ed i paesi europei ed i seguenti paesi del bacino mediterraneo: Algeria, Cipro e Marocco (limitatamente al servizio telefonico ed alla cessione in uso di circuiti ad uso esclusivo telefonico o ad uso promiscuo), Egitto, Libia, Tunisia, territori extraeuropei della Danimarca, della Turchia, dell'ex URSS. Tali servizi venivano svolti in via automatica o tramite operatore (anche relativamente alle prenotazioni telefoniche interurbane ed internazionali ed i servizi informativi), ovvero utilizzando posti telefonici pubblici (servizi di telefonia pubblica). Per lo svolgimento del servizio l'Azienda si serviva di collegamenti fra centri di compartimento e di collegamenti trasversali nazionali; di reti internazionali, cavi sottomarini ed arterie internazionali; di sistemi trasmissivi per il collegamento tra rete nazionale di telecomunicazioni e stazioni terrestri della Telespazio; di sistemi trasmissivi necessari al collegamento degli impianti della societa' ITALCABLE tra loro e con la rete nazionale di telecomunicazioni, nonche' - in territorio italiano - alla costituzione di circuiti internazionali di competenza dell'A.S.S.T. Alla societa' IRITEL non sono stati trasferiti immobili della ex A.S.S.T. suscettibili di utilizzazione economica autonoma, ma esclusivamente aree pertinenziali di immobili industriali utilizzabili esclusivamente a fini logistici e di parcheggio: tali aree non sono ubicate in centri storici, ma in zone periferiche (Inviolatella - Spinaceto Roma, Catanzaro S. Cono, Milano - Rozzano o intorno ai ponti radio siti in montagna o lungo le coste). Si fa presente, inoltre, che, come previsto dall'articolo 3 della legge 29 gennaio 1992, n. 58, all'individuazione e valutazione dei beni dell'ex A.S.S.T., nonche' dei rapporti attivi e passivi inerenti all'attivita' di gestione dei servizi di telecomunicazione della medesima A.S.S.T., ha provveduto una apposita commissione, tenendo conto delle indicazioni e delle conclusioni formulate da due societa' di certificazioni a cio' incaricate rispettivamente dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e dall'IRI. La predetta commissione ha provveduto a stilare un elenco dei beni e dei rapporti esistenti alla data del 31 dicembre 1992. I medesimi elenchi sono stati sottoposti, ai fini della determinazione del valore, alle due societa' di valutazione e cioe' alla Arthur Andersen e alla Citinvest che hanno presentato le rispettive indicazioni. La commissione, pertanto, dovendo pronunciarsi sulla valutazione definitiva, ha assunto come base di riferimento le stime cui erano pervenute le suddette societa', considerato che le differenze riscontrate potevano essere ritenute rientranti nella normalita', ed ha effettuato la media tra i valori determinati dalle due societa'. In ordine alle valutazioni in questione e' da rilevare che, seguendo il dettato delle leggi (legge 58/1992 e decreto-legge 444/93) i metodi da adottare per la determinazione del valore di cui trattasi sono quelli: patrimoniale, reddituale e di mercato. In proposito si specifica che entrambe le societa' hanno adottato il metodo "reddituale puro" e il metodo di mercato basato sull'analisi di elementi relativi a societa' similari sia italiane che estere. Per quanto attiene la determinazione del valore globale, la Commissione ha ritenuto di dover tener conto anche dell'elevato volume di investimenti effettuato dall'ex A.S.S.T. negli ultimi anni, che avrebbero comportato in prospettiva un incremento di redditivita' al complesso aziendale trasferito. Conseguentemente si e' apprezzato maggiormente il metodo patrimoniale attribuendo allo stesso un coefficiente di ponderazione pari ad 1,5 (rispetto al coefficiente 1 attribuito ai metodi di valutazione reddituale e di mercato). A conclusione della procedura suddetta e detratto l'onere relativo al Fondo di previdenza telefonici (1883 miliardi di lire), il corrispettivo per il trasferimento del complesso aziendale e' stato fissato in 4.496 miliardi di lire. Nella determinazione degli oneri per la ricostituzione della posizione previdenziale dei dipendenti - poiche' all'epoca non era stata ancora definita la situazione delle opzioni dei dipendenti dell'ex A.S.S.T. e dell'Amministrazione p.t. per la permanenza nel pubblico impiego - e' stato ritenuto ragionevole considerare a carico dell'IRITEL oltre agli 8.220 dipendenti gia' sistemati con regolare contratto, altre 600 unita'. Dalla comparazione delle voci di bilancio 1993 relative all'Azienda di Stato per i servizi telefonici e quelle relative all'Iritel emerge come lo Stato abbia introitato complessivamente di piu' con il nuovo assetto (IRITEL s.p.a.) rispetto alla precedente gestione (A.S.S.T. e Amministrazione p.t.). Tale risultato deriva dal raffronto dei due bilanci (vedi allegato). Dal bilancio preventivo 1993 dell'A.S.S.T. articolato nelle due previsioni, di cassa e di competenza, e' stato preso in considerazione il dato relativo all'avanzo di gestione da versare al Tesoro (Cap. 253) (Punto A), dal quale sono stati sottratti i canoni dovuti dalle Concessionarie SIP, Italcable e Telespazio, in quanto tali canoni sono stati comunque introitati dal Tesoro, anche se non piu' tramite la A.S.S.T. (punto B e C). Dal bilancio Iritel s.p.a. sono state enucleate le poste del conto economico afferenti il canone di concessione per l'esercizio di telecomunicazioni e le imposte dirette (Irpeg ed Ilor): le due poste sono state sommate tra di loro (Punto D). I due precedenti saldi (C e D) sono stati sommati algebricamente. Appare opportuno soggiungere che, per il 1993, l'Intel s.p.a. ha distribuito un utile di bilancio pari a 205,1 miliardi, che - a titolo di dividendo - e' stato introitato dall'IRI quale unico azionista dell'Iritel s.p.a. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Gambino.