Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00158 presentata da TREMAGLIA PIERANTONIO MIRKO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19941206
La III Commissione, di fronte al precipitare della situazione in Bosnia e in particolare di fronte all'agonia di Bihac, dove si sta consumando il dramma di 70.000 musulmani-bosniaci completamente isolati dal mondo; di fronte all'impotenza dell'ONU, progressivamente ridimensionata nel suo ruolo centrale anche a causa delle divisioni interne agli Stati europei e fra gli Stati dell'Unione europea, Stati Uniti e Russia; tenuto conto di quanto gli stessi esponenti dei Parlamenti degli Stati aderenti all'Iniziativa Centro Europea hanno espressamente manifestato nella dichiarazione finale della Conferenza di Roma del 10-11 novembre 1994, ove hanno sottolineato che non e' possibile riconoscere alcuna conquista territoriale compiuta con la forza militare e che e' necessario preservare l'integrita' territoriale e la personalita' giuridica internazionale della Bosnia; esprime la piu' chiara condanna della brutale offensiva dell'esercito serbo-bosniaco di Karadzic; impegna il Governo: 1) ad adoperarsi in tutte le sedi internazionali (Unione europea, Consiglio d'Europa, UEO, NATO, CSCE, Iniziativa Centro Europea) a favore di un piano di pace che garantisca il rispetto dell'integrita' e della soggettivita' internazionale della Bosnia-Erzegovina e che non premi le conquiste territoriale ottenute con l'uso della forza militare e della pulizia etnica; 2) ad operare perche' la comunita' internazionale imponga l'attuazione di tutte le risoluzioni finora approvate dal Consiglio di sicurezza, a cominciare dalla protezione, con ogni mezzo, delle zone di sicurezza e rafforzando ulteriormente la pressione politica sulla Serbia e sui serbi di Bosnia; 3) ad adoperarsi per modificare il mandato e rafforzare il contingente di caschi blu in funzione di interposizione e quando dovra' darsi attuazione ad un accordo di pace tra le parti; 4) a mantenere e a rafforzare l'embargo, in tutte le direzioni e a renderlo affettivo, in particolare nei confronti delle forze di aggresssione come condizione della sua efficacia e legittimita'; 5) a proporre l'invio, nel piu' breve tempo possibile, di osservatori internazionali che partecipino all'azione internazionale di monitoraggio del blocco dichiarato da Belgrado nei confronti dei territori controllati dalla forze serbo-bosniache; 6) a rafforzare e rinnovare la partecipazione dell'Italia a operazioni di polizia doganale sul Danubio; 7) a compiere un'approfondita riflessione sulla necessita' che l'Europa si doti di una politica di sicurezza comune ed avvii i relativi strumenti di difesa integrata; 8) a stanziare, in via straordinaria, una somma adeguata per gli aiuti umanitari nella ex Jugoslavia; 9) ad attuare pienamente la legge n. 390 del 1992 affinche' sia possibile una moderna ed efficace politica di accoglienza sul territorio dei profughi in modo che venga evitata ogni forma di ghettizzazione; 10) a sostenere ed aiutare le Organizzazioni di pace e di solidarieta' che operano nella ex Jugoslavia riprendendo l'iniziativa del Tavolo di coordinamento con il quale e' stata possibile una proficua collaborazione tra volontariato, amministrazioni pubbliche ed enti locali; 11) a dare immediata attuazione agli impegni assunti in sede europea nei confronti della citta' di Mostar. (7-00158)