Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01282 presentata da SCOCA MARIA CONCETTA (CCD-CDU) in data 19960625
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: da anni si e' in attesa di una regolamentazione delle tecniche di riproduzione assistita e, nonostante l'evidente allarme sociale che tale situazione comporta, attualmente in Italia tutto e' permesso, mentre gli altri Paesi europei hanno gia' provveduto a dettare norme in materia; l'unico intervento normativo rilevante e' la lettera circolare del Ministro della sanita' del 1 ^ marzo 1985, che, impedendo di praticare tecniche eterologhe all'interno dei centri pubblici, ha avuto come unico effetto quello di spostare il problema verso le strutture private; la mancanza di regole precise pone in pericolo diritti costituzionalmente protetti come il diritto alla salute della madre e del bambino; l'uso spregiudicato delle tecniche avviene in assenza di controlli pregnanti sull'idoneita' tecnico sanitaria dei centri e sui protocolli da essi adottati, nonostante il fatto che i centri si trovino a trattare gameti ed embrioni; oltre agli evidenti rilievi che derivano dalla esigenza di rispettare la dignita' degli embrioni che sono progetti di vita umana, risulta da alcuni casi riportati dalla cronaca che vi siano situazioni di grave rischio per il nascituro, causati dalle modalita' tecnico-sanitarie che afferiscono al prelievo, alla conservazione e alla utilizzazione di embrioni ai fini della procreazione artificiale. Fanno le spese della situazione numerosi bambini, tra i quali si ricordano i due casi di bambini talassemici nati con l'utilizzo di queste tecniche e con l'utilizzo di liquido seminale di terzi, contrariamente a quanto richiesto dalla coppia; la mancanza di controlli e il dilagare di fenomeni, quali l'offerta al pubblico di seme crio conservato, il congelamento di embrioni, la soppressione di embrioni sovrannumerari e quant'altro destano un grave allarme, cui certo non possono rispondere i singoli operatori con codici di autoregolamentazione, come in parte accade. In ogni caso, nessuna tutela vi sarebbe per chi si imbatte in operatori che non ritengono eticamente corretto auto-limitarsi; l'aumento della sterilita', causata non solo da fattori ambientali ma anche evidentemente dalla insufficiente efficacia delle politiche per la famiglia che determina un innalzamento dell'eta' in cui i giovani decidono di creare un nucleo familiare, innesca preoccupanti fenomeni tra i quali si rileva l'esposizione dei soggetti sterili a facili speculazioni -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti; se il Ministro interrogato ritenga opportuno assumere iniziative per informare correttamente in merito alle cause di sterilita', alle possibilita' terapeutiche e ai rischi connessi al ricorso a tali tecniche; se risponda al vero il fatto che presso il registro per la procreazione assistita tenuto dall'istituto superiore della sanita' non si dispone dei dati completi relativi all'attivita' dei centri, in quanto i centri medesimi non sono obbligati ne' ad iscriversi ne' tanto meno a trasmettere i dati, sia pure in forma anonima, al registro; quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per garantire l'idoneita' tecnico-sanitaria dei centri che praticano la riproduzione assistita, al fine tutelare il fondamentale diritto alla salute del nascituro e della madre. (4-01282)
In merito ai problemi, di estrema delicatezza e complessita' sotto vari profili, legati alle tecniche di riproduzione umana medico-assistita, oggetto dell'interrogazione in esame, si ritiene utile innanzitutto precisare, per completezza, che, su tali tematiche, oltre alla Circolare 1o marzo 1985 (richiamata nell'interrogazione), e' stata a suo tempo diramata da questo Ministero anche la Circolare 27 aprile 1987, n. 19 ("Misure di prevenzione della trasmissione del virus HIV e di altri agenti patogeni, attraverso il seme umano impiegato per la fecondazione artificiale"), intesa ad una migliore salvaguardia della salute del neonato e, in caso di "fecondazione artificiale eterologa", anche di quella della coppia "ricevente", contro i potenziali rischi di malattie infettive ed ereditarie. Tali indicazioni sono state successivamente aggiornate con la Circolare integrativa, in materia, 10 aprile 1992, n. 17. Piu' recentemente, dovendo tenere conto delle "frequenti situazioni di sterilita' a carico delle coppie in eta' fertile", nel gennaio 1994 il Ministro della sanita' del tempo riteneva opportuno istituire una Commissione di studio per la procreazione medico-assistita", incaricandola di esaminare la situazione "conseguente all'impiego delle metodiche per la procreazione medico-assistita anche a livello europeo", formulando "proposte operative per interventi di politica sanitaria". Dal "rapporto finale", regolarmente trasmesso al Ministro della sanita' del tempo in data 21 dicembre 1994 ed all'epoca ampiamente diffuso dalla stampa specializzata, e' agevole desumere come tale Commissione abbia individuato con chiarezza i criteri atti a garantire "standards" di qualita' adeguati ed uniformi a livello nazionale delle prestazioni da offrire in tale ambito alle coppie sterili sotto l'aspetto professionale ed igienico-organizzativo, siano esse erogate da strutture pubbliche o private. Questi criteri hanno potuto trovare concreta espressione nella formulazione di "linee-guida" per il settore, nelle quali si sono individuati: tre livelli di intervento, differenziati a seconda dell'impegno insito nelle metodiche offerte; i requisiti minimi per ciascun livello (strumentazione di base, locali e competenze richieste); le caratteristiche della "banca del seme" e le modalita' per la donazione del liquido seminale e degli ovociti; la necessita' di istituire presso il Ministero della sanita' una "Consulta tecnica permanente" sulla "procreazione medico-assistita", cui attribuire anche il compito, tra gli altri, di assicurare l'aggiornamento periodico delle stesse "linee-guida"; le modalita' di autorizzazione di ciascun "centro" per la specifica attivita' di "procreazione medico-assistita" che intenda praticare; gli indirizzi di politica sanitaria nel settore; le modalita' da seguire nella necessaria attivita' di verifica e di controllo sull'attivita' dei "centri"; compiti, funzioni e collocazione del "Registro" sulla "procreazione medico assistita". Cio' significa che, in realta', questo Ministero sarebbe gia' oggi in grado, sotto il mero profilo tecnico-sanitario, di emanare dettagliate "linee-guida" sull'attivita' di "procreazione medico-assistita", e tuttavia ritiene che esse debbano necessariamente seguire - e non precedere, anche per rispetto dell'autonomia del Parlamento, fondamentali e pregiudiziali determinazioni sulla "liceita'" di molti aspetti e soluzioni che inevitabilmente confluiscono nella "procreazione medico-assistita" o sono ad essa, comunque, collegati. Questo vale in particolar modo per i soggetti "legittimati" ad avvalersi della "procreazione medico-assistita"; per le modalita' di accesso alle metodiche; per le metodiche utilizzabili; per l'embrione e la sua tutela; per l'anonimato o meno del "donatore" di liquido seminale; per la maternita' surrogata; per l'impiego di gameti "post mortem"; per l'obbligo da parte dei "centri" di iscriversi al "Registro sulla procreazione medico-assistita" e di trasmettere ad esso i dati relativi alla propria attivita'; per le sanzioni da comminare, a seconda dei casi, ai soggetti inadempienti; ecc. In definitiva, quindi, questo Ministero considera piu' che mai essenziale e pregiudiziale che il Parlamento si assuma il compito di vagliare e di introdurre, almeno rispetto a tali princi'pi-cardine, una disciplina di questo delicato settore. Il Ministro della sanita': Bindi.