Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02717 presentata da RANIERI UMBERTO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960801
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: l'evolversi della situazione nella regione dei grandi laghi ed in particolare nel Burundi richiede da parte dell'Europa e dell'Italia una responsabile attenzione. imperdonabile e controproducente risulterebbe infatti un disimpegno nei riguardi ad una simile tragedia di fronte a cio' che e' gia' avvenuto nel Ruanda. L'impegno fin qui realizzato non e' stato sufficiente e non ha prodotto i risultati sperati di pace e tranquillita' per i popoli di quella regione. Oggi la comunita' internazionale e' chiamata a dare il proprio contributo alla costruzione del difficilissimo processo di dialogo e di pacificazione. Ognuno deve fare la sua parte. L'Italia puo' e deve fare la sua, innanzitutto mantenendo fermo l'impegno nell'invio di aiuti umanitari -: se intenda il Governo italiano sviluppare sollecitamente nell'ambito delle Nazioni Unite tutte quelle iniziative volte a sostenere la costruzione del dialogo tra le parti in conflitto per favorire una soluzione politica delle controversie valorizzando il coinvolgimento di un ampio ed equilibrato arco di paesi africani e del resto del mondo che di concerto accompagnino il paese fuori dal tunnel della violenza; se intenda inoltre rispettare l'impegno nel campo degli aiuti umanitari per i profughi fuori e dentro il paese, considerando che l'azione umanitaria non si limita ad alleviare le sofferenze immediate della popolazione ma costituisce uno strumento per la ricostruzione di una convivenza civile fornendo lo spazio a tutte le forze interne che rifiutano la logica dello scontro e che mirano a ricostruire il paese, nella consapevolezza che gli aiuti umanitari devono accompagnarsi a una paziente ed efficace opera politica e diplomatica e devono essere sottoposti al controllo degli organismi internazionali che godono della fiducia e del rispetto delle parti in causa e che sono adeguatamente supportati sia sul piano logistico che economico. (4-02717)
L'Italia da tempo segue con la piu' grande attenzione, d'intesa con i partners comunitari, l'evolversi della situazione in Burundi e nell'intera regione dei Grandi Laghi. In particolare, durante il semestre di Presidenza dell'Unione Europea il nostro Paese ha dato un rilevante contributo alla definizione di una piu' aggiornata linea politica dell'Unione nella regione. In particolare, di fronte all'evidente incapacita' della compagine governativa burundese di conseguire concreti risultati nel processo di riconciliazione nazionale, e alla sempre maggiore presssione militare da parte dell'opposizione armata, si e' ritenuto opportuno sottolineare l'importanza che tutte le componenti burundesi (e quindi anche l'opposizione armata) siano associate nel previsto dialogo nazionale. Tale linea, concretizzatasi nella dichiarazione della Presidenza del 20 giugno u.s. ha trovato esplicita conferma non solo nelle successive dichiarazioni dell'Unione Europea, ma anche nelle conclusioni dei recenti Vertici africani di Arusha e di Yaounde'. L'Italia continua, inoltre, ad intrattenere un serrato dialogo con gli ordini religiosi e le Organizzazioni Non Governative che con tanta dedizione hanno operato ed operano in Burundi, come pure in Ruanda, e si e' fatta interprete e sostenitrice delle loro esigenze e dei loro suggerimenti sia in sede europea, sia in sede Nazioni Unite. Proprio sulla base di tali indicazioni l'Italia ha sostenuto, facendone un punto di riferimento di rilievo della propria azione politica, l'esigenza di favorire quanto piu' possibile la presenza in loco di osservatori delle Nazioni Unite, dell'Organizzazione dell'Unita' Africana e della stessa Unione Europea. Da parte sua l'Italia continuera' anche in futuro - d'intesa con i partners europei ed in stretto coordinamento con i Paesi africani - ad adoperarsi per sostenere ogni iniziativa volta a favorire il dialogo e la riconciliazione nazionale in Burundi. In tal senso l'Italia si riconosce pienamente nelle piu' recenti Dichiarazioni dell'Unione Europea (emesse prima e dopo il colpo di Stato burundese) nelle quali viene espresso da un lato pieno sostegno agli sforzi in atto da parte dei Capi di Stato della regione, dell'Organizzazione dell'Unita' Africana e dell'ex Presidente tanzaniano Nyerere e dall'altro la disponibilita' dell'UE a sostenere gli sforzi regionali di pace e tutte le azioni mirate al ristabilimento in Burundi di un sistema politico stabile, giusto e democratico. La Regione dei Grandi Laghi, ed il Burundi in particolare, continua a rappresentare un'area prioritaria per gli interventi di emergenza umanitari. Nel 1995 infatti, la Cooperazione Italiana ha realizzato in Burundi vari programmi socio-sanitari ed alimentari a favore delle migliaia di rifugiati e profughi, tutti nel settore umanitario, per un ammontare complessivo di 2 miliardi di lire. L'Italia intende proseguire tale impegno anche nell'anno in corso nonostante la sempre piu' precaria situazione politica del paese africano. Sono infatti previsti ulteriori programmi socio-sanitari in gestione diretta per un valore di 1,5 miliardi di lire la cui effettiva realizzazione e' tuttavia subordinata al mantenimento di condizioni minime di sicurezza nel paese. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Serri.