Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02763 presentata da BECCHETTI PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19960801

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: si e' appreso dalla stampa che il Ministro di grazia e giustizia starebbe preparando uno studio relativo all'accorpamento dei cosiddetti uffici giudiziari minori, che verrebbero assorbiti da quelli provinciali; se tale progetto andasse in porto verrebbero a crearsi notevolissimi disagi ai milioni di utenti dei tribunali situati nelle citta' che, pur non essendo provincia, assorbono comunque grandi moli di lavoro; basti pensare, ad esempio, che localita' come Civitavecchia, Monza e Velletri vedrebbero sparire i propri tribunali e, quindi, tutto il lavoro sarebbe dirottato sugli uffici di Roma (per Civitavecchia e Velletri) e Milano (per Monza), che gia' di per se' sono ingolfati di cause pendenti; nel caso di Civitavecchia saremmo addirittura di fronte ad un incredibile e ingiustificabile spreco di denaro pubblico. Infatti, da diversi anni e' in costruzione il nuovo palazzo di giustizia il cui costo, ad oggi, si avvicina ai dieci miliardi di lire; tale costruendo tribunale dovrebbe essere ultimato entro un anno; il paventato accorpamento significherebbe anche una gravissima perdita di prestigio per le localita' interessate oltre che uno svilimento delle professionalita' ivi presenti; lo scrivente ha presentato una proposta di legge (A.C. n. 1429) inerente l'ampliamento dei confini del Tribunale di Civitavecchia con istituzione di una sezione distaccata della pretura a Fiumicino, e una proposta di legge (A.C. n. 1960 ) per l'Istituzione della provincia di Civitavecchia; il giorno 30 luglio 1996 sulle pagine de Il Tempo e de Il Messaggero (cronache di Civitavecchia) sono apparse delle dichiarazioni del senatore dei Verdi Athos De Luca, il quale ha riferito di un colloquio telefonico con il capo di Gabinetto del Ministero di grazia e giustizia, dottor D'Ambrosio, che avrebbe fornito assicurazioni escludendo la soppressione del tribunale di Civitavecchia; nelle dichiarazioni alla stampa il senatore De Luca ha affermato che "Il Governo presentera' una legge delega per riordinare gli uffici amministrativi, tesa ad ottimizzare il lavoro attraverso il giudice unico, ovvero l'accorpamento degli uffici della procura ordinaria con quelle circondariali. Questo riordino non comportera' alcuna soppressione dei tribunali esistenti" -: se corrispondano al vero le notizie riguardanti l'accorpamento dei tribunali "minori" e se non sia il caso, eventualmente il suddetto progetto debba necessariamente andare in porto, analizzare ogni singolo caso; se corrisponda al vero la notizia inerente il colloquio avvenuto tra il capo di Gabinetto del ministero della giustizia D'Ambrosio e il senatore De Luca, quando e' noto che il ministero sta predisponendo uno studio per accorpare i cosiddetti tribunali minori a quelli provinciali; cosa intendano fare il Presidente del Consiglio e il Ministro di grazia e giustizia per giustificare, in caso di assorbimento del tribunale di Civitavecchia in quello di Roma, lo spreco di denaro pubblico che si verificherebbe; quale sia, in ogni modo, l'orientamento del Governo su questa delicata materia e se non sia giusto, eventualmente, interpellare i parlamentari eletti nelle citta' non capoluogo di provincia ma sedi di tribunali. (4-02763)

In riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue. Va anzitutto chiarito che sia l'eventuale soppressione sia l'eventuale istituzione di uffici giudiziari puo' avvenire soltanto nel quadro di una generale revisione delle circoscrizioni giudiziarie e quindi in un'ottica di sistematicita' ed organicita' che eviti prese di posizione estemporanee e non sufficientemente ponderate. Tanto piu' che l'intera problematica va vista in relazione anche a due importanti, innovative circostanze: la prima rappresentata dal disegno di legge delega per l'istituzione del giudice unico; la seconda dalle sentenze della Corte Costituzionale sulla incompatibilita'. Con l'importante riforma sul giudice unico si vuole conseguire l'unificazione funzionale degli uffici (procura circondariale e procura della Repubblica, pretura e tribunale) senza toccare il loro insediamento territoriale e strutturale e quindi senza determinare alcun apprezzabile mutamento dell'attuale geografia giudiziaria. L'attuazione del disegno consentira' di garantire ben piu' ampia flessibilita' all'organizzazione giudiziaria e soprattutto di ottenere l'accorpamento e quindi una migliore utilizzazione del personale, ivi compreso quello di magistratura. L'eventuale revisione delle circoscrizioni giudiziarie dovra' essere legata alla previa valutazione dei risultati che si accertera' essere stati raggiunti mediante la preminente riforma di cui si parla e ancora in corso di realizzazione normativa. Sotto il secondo aspetto richiamato, deve aggiungersi che il tema degli organici del personale di magistratura e soprattutto della loro ripartizione ha assunto particolare attualita' alla luce delle note pronunzie della Corte costituzionale in tema di incompatibilita'. E' evidente, infatti, che le proposte di intervento sinora formulate (rapporto del CENSIS; studio del C.S.M.; gruppo di studio nominato dal Ministro di Grazia e Giustizia per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie) e che concordano nel ritenere che, per giungere ad uffici che assicurino la migliore resa di giustizia, occorre puntare su dimensioni medie (uffici giudicanti con non meno di 20-25 giudici, ma anche 15 per situazioni particolari; uffici requirenti con non meno di 6-10 magistrati) dovranno tutte essere approfondite tenendo conto dei principi affermati dalla Corte e concretamente connesse alle varie situazioni processuali prospettabili. Puo' allora dirsi che i dati quantitativi non potranno rappresentare l'unico dato da valutare. Dovra' essere presa in esame anche una serie di altri elementi quali: i flussi di lavoro, valutati al fine di determinare un modello standard di produttivita' unitaria nel rapporto tra domanda di giustizia e numero complessivo dei magistrati disponibili e "non incompatibili"; l'estensione del territorio; le particolari esigenze del bacino di utenza del servizio giudiziario e la necessita' dell'azione di contrasto a grandi fenomeni di patologia sociale; l'ubicazione degli uffici in relazione alla loro distribuzione sul territorio; i collegamenti, l'orografia e gli insediamenti produttivi; l'esistenza di moderni ed attrezzati locali destinati al servizio giudiziario e di strutture carcerarie di rilevante consistenza. Nulla potra' essere fatto senza aver prima adeguatamente ponderato tutti i contributi informativi e valutativi che i soggetti istituzionali (in particolare gli enti locali, i consigli regionali, e le province autonome) nonche' le altre figure operanti nell'ambito giudiziario ed i singoli cittadini vorranno fornire. Ed e' naturale che in tale complessivo ambito saranno in futuro considerate anche tutte le esigenze segnalate in riferimento ai Tribunali indicati nell'atto ispettivo. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.



 
Cronologia
mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 1° agosto
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva le modifiche al proprio Regolamento relative alla istituzione della Commissione permanente per le politiche dell'Unione europea (Doc. II, n. 5).

domenica 4 agosto
  • Politica, cultura e società
    L'esponente della Lega Nord Irene Pivetti, già Presidente della Camera dei deputati, si dissocia dal proprio partito e si dice contraria alla secessione.