Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03571 presentata da RUBINO PAOLO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960925
Ai Ministri delle risorse agricole, alimentari e forestali e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: lo schema di utilizzazione delle acque invasate a Monte Cotugno (Matera) nella progettazione originaria, prevedeva la realizzazione di due condotte adduttrici del diametro di 3.000 millimetri per una lunghezza totale di 120 chilometri capaci di vettoriare una portata totale di circa 40 metri cubi al secondo; di tali condotte la seconda avrebbe dovuto avere un utilizzo esclusivamente agricolo, mentre la prima, adduttrice dell'invaso del Sinni fino al nodo di Ginosa (TA), nei primi anni settanta, venne realizzata, su finanziamento della Cassa per il Mezzogiorno ed affidata in concessione all'Ente Irrigazione, per una lunghezza di 64 chilometri ed una portata di 20 metri cubi al secondo; il rimanente finanziamento per la realizzazione della seconda condotta, a quel tempo gia' predisposto, per ragioni di carattere politico, venne trasferito altrove; nell'ambito dello stesso finanziamento vennero affidati in concessione al Consorzio di Bonifica di Matera e Stornara di Taranto i lavori per la realizzazione della rete di distribuzione delle aree agricole da servire; il Consorzio di Bonifica di Matera e Stornara di Taranto ha realizzato le opere di distribuzione in tutto l'arco jonico predisponendosi a poter irrigare, tra zona occidentale e zona orientale, una superficie totale di circa 30.000 ettari; cio' comporterebbe un fabbisogno idrico di 9 metri cubi al secondo, ma essendo stata realizzata solo la prima condotta adduttrice, il volume di acqua attualmente derivato e' pari a 2,5 metri cubi al secondo, annualmente contrattato presso il ministero dei lavori pubblici; cio' consente di dominare soltanto una superficie irrigua di circa 10.000 ettari con un deficit idrico di 6,5 metri cubi al secondo ed una superficie gia' attrezzata, ma non irrigata, di 20.000 ettari; ultimamente dal Consorzio di Bonifica dell'Arneo (TA-BR-LE) e' stato completato l'invaso del Pappadai che, secondo progetto, dovrebbe accogliere le acque in esubero appunto della seconda condotta adduttrice; quanto sopra esposto determinerebbe l'assoluta inutilita' della spesa gia' sostenuta e conseguente sperpero di denaro pubblico e una forte penalizzazione per gli utenti costituenti strumento imprescindibile per un corretto sviluppo dell'agricoltura Jonica e Salentina -: se non ritengano quanto mai importante e necessario realizzare il "raddoppio della canna del Sinni dalla diga di Monte Cotugno al nodo idraulico di Ginosa" il cui progetto in copia completa e' rinvenibile presso il redigente Ente di Irrigazione in attesa di rifinanziamento. (4-03571)
In ordine alla questione esposta dalla S.V. On.le, si precisa che il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali fin dal mese di giugno del 1995, d'intesa con il Nucleo di Valutazione del Ministero del bilancio, ed avvalendosi della struttura dell'ex Agensud, avvio' una indagine per individuare progetti esecutivi cantierabili di completamento di grandi opere infrastrutturali irrigue ricadenti nel Mezzogiorno e nelle aree depresse del centro-nord, di estremo interesse per lo sviluppo e l'occupazione. In particolare per lo schema idrico Sinni-Salento fu individuato, anche su specifiche segnalazioni dei Consorzi di Bonifica interessati e dell'ente Irrigazione, il progetto riguardante la realizzazione della seconda canna adduttrice del Sinni. Successivamente, nell'incontro programmatico Stato-Regione Puglia tenutosi a Bari il 7 agosto 1995 venne sottolineata, da parte del Ministero, l'esigenza imprescindibile del completamento e della razionalizzazione di determinati schemi idrici per usi plurimi intersettoriali gia' ammessi a finanziamento da parte della CASMEZ, fra cui anche quello del Sinni che condiziona lo sviluppo socio-economico di vasti territori delle provincie salentine (Taranto, Brindisi e Lecce). A seguito di tale incontro il 18 dicembre 1995 e' stato siglato il Protocollo di intesa per la definizione dell'Accordo di Programma Stato-Regione Puglia. All'interno di detto Accordo, a seguito di incontri tecnici, cui ha partecipato anche il Commissario ad acta del Ministero delle risorse agricole - Gestione ex Agensud - e' stato incluso, tra i settori prioritari, anche quello idrico. Sulla base di tale Protocollo d'intesa la Giunta Regionale Pugliese con delibera del 23 aprile 1996, ha espresso il proprio assenso, individuando la priorita' in relazione alla cantierabilita' delle opere. Fra queste, nel sottoprogramma 1 "Completamento programmi di adeguamento dei sistemi acquedottistici del Mezzogiorno - Misura 4 - Puglia" e' compreso il progetto riguardante la realizzazione del I lotto della seconda canna adduttrice dei Sinni (fino a Taranto) per un importo di 180 miliardi di lire. Tale delibera e' stata trasmessa al Ministero dei Lavori Pubblici (autorita' nazionale responsabile per l'attuazione del Quadro Comunitario di Sostegno Q.C.S. 1994-1999) ed al Ministero del bilancio affinche', in sede di riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali comunitari, sia inserito anche il progetto riguardante la realizzazione del I lotto della seconda canna adduttrice del Sinni. Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali: Pinto.