Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05113 presentata da RASI GAETANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961107
Al Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica. - Per sapere - premesso che: con la legge n. 233 del 1995, unanimemente approvata, il Parlamento intendeva procedere al risanamento ed al rilancio del settore spaziale nazionale mediante lo strumento della "amministrazione straordinaria" della Agenzia spaziale italiana, della durata di un anno a partire dal 1^ luglio 1995 (successivamente prorogata sino all'insediamento dei nuovi vertici, comunque non oltre al 31 dicembre 1996); primo obiettivo della legge straordinaria sull'Asi era la messa a punto del futuro piano pluriennale per lo spazio, nonche' la definizione di nuovi strumenti di intervento governativo, sulla base delle risultanze del lavoro della "commissione dei cinque saggi", scelti tra esperti di risonanza internazionale, tra cui il Nobel Rubbia (presidente) e l'onorevole Ruberti del Pds; gli esiti e le proposte della commissione dovevano essere portati in discussione al Parlamento entro il febbraio 1996 dal Ministro competente (Murst), in ottemperanza a quanto previsto dalla legge n. 233 del 1995, articolo 4, comma 2; in tale contesto, il periodo di amministrazione straordinaria doveva rappresentare un ponte verso un definitivo, piu' razionale assetto strutturale e programmatico del settore spaziale in Italia; secondo obiettivo della legge straordinaria era la messa a punto da parte dell'amministratore straordinario (ing. Silvano Casini) e la relativa approvazione governativa di un piano triennale di risanamento finanziario che consentisse la soluzione della grave congiunturale situazione economica dell'Asi, ente in questi ultimi due anni paralizzato per effetto di un deficit dichiarato di 1.265 miliardi di lire a fine 1995; tale situazione e' stata determinata da una serie di impegni economici, anche recenti, presi nei confronti della Agenzia spaziale europea e delle industrie nazionali, ben oltre le possibilita' concesse dalle leggi finanziarie ed al di fuori delle normative di contabilita' vigenti per la pubblica amministrazione; il raggiungimento di questi due obiettivi avrebbe consentito il riavviamento ed il rilancio dell'importantissimo settore spaziale, le cui componenti industriali e scientifiche hanno sofferto, in questi ultimi due anni, danni ingentissimi; in realta' si e' assistito, in questi ultimi mesi, ad una serie di iniziative ed atti governativi in pieno contrasto con le esplicite richieste, gli obiettivi e gli effetti della legge n. 233 del 1995, spesso contraddittori tra di loro, che hanno determinato grave sconcerto e preoccupazione circa il rispetto di fondamentali princi'pi di correttezza costituzionale e di legittimita' procedurale; l'ex Ministro della universita' e della ricerca scientifica Salvini aveva inviato alle Camere, lo scorso mese di febbraio 1996, l'articolata e completa relazione finale della commissione Rubbia ("Piano quadro per lo spazio"), facendone implicitamente propri i contenuti; ciononostante, ne' l'allora Ministro, ne' l'attuale hanno ancora oggi soddisfatto l'obbligo di proporre formalmente e discutere in Parlamento il futuro assetto istituzionale e programmatico dello spazio; ciononostante, il Ministro Berlinguer, considerando evidentemente prioritaria la nomina di nuovi vertici dell'Asi come espressione del potere dei partiti attualmente al governo, si e' affrettato, sin dal luglio 1996, malgrado la proroga della scadenza della amministrazione straordinaria, alla designazione del nuovo presidente dell'Asi (ex parlamentare del Pds), sulla base della preesistente legge istitutiva n. 186 del 1988, che nei fatti, oltre che nelle procedure parlamentari seguite, e' da ritenersi abrogata; il Ministro Berlinguer, con decreto interministeriale del 26 settembre 1996, di concerto con il Ministro del tesoro (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) si e' affrettato ad approvare il piano di risanamento finanziario presentato dall'amministratore straordinario dell'Asi, i cui contenuti sono sorprendentemente in contrasto con le esplicite raccomandazioni della "relazione Rubbia", formalmente trasmessa al Parlamento dal predecessore Salvini; l'approvazione da parte del Ministro Berlinguer del piano di risanamento dell'Asi non e' stata basata, a quanto e' dato sapere all'interrogante, sulla verifica, da parte degli organi del ministero istituzionalmente incaricati, della effettiva situazione finanziaria dell'ente (sottoposto da anni a massicce indagini della procura della Corte dei conti), ne' di una accertata valutazione dei nuovi impegni programmatici, in assenza per di piu' dei bilanci a consuntivo per gli anni 1994 e 1995; tale verifica era stata fortemente sollecitata anche da parte della "commissione dei cinque"; l'approvazione del piano di risanamento e' avvenuta in piena contraddizione con quanto lo stesso Ministro Berlinguer aveva fermamente sostenuto nella audizione parlamentare del 9 luglio 1996, nel senso di volere cioe' approvarlo e renderlo esecutivo solo a valle dell'insediamento o dei nuovi vertici dell'ente (oggi non ancora insediati), onde evitare di "... far cadere sulle loro spalle una decisione derivante da un organo temporaneo.." (Atti parlamentari, n. 2, pagina 31 - Commissione X della Camera dei deputati); con decreto interministeriale del 13 settembre 1996, il Ministro Berlinguer ha altresi' approvato, su richiesta dell'amministratore straordinario, il ricorso eccezionale dell'Asi al prestito sul mercato finanziario per cinquecento miliardi di lire, allo scopo di coprire buona parte degli impegni indebitamente presi nel passato; tale prestito, aggiungendosi al precedente prestito pluriennale di oltre cinquecento miliardi assunto dall'ex Ministro Salvini per la sottoscrizione di nuovi programmi dell'Esa (conferenza di Tolosa dei Ministri europei per lo spazio, ottobre 1995) ha portato, a quanto e' dato sapere, ad un onere passivo a carico dell'Asi (e quindi dell'erario) di circa 190 miliardi di lire, per il pagamento degli interessi finanziari pluriennali e dei diritti bancari -: nel caso in cui non sia in grado di smentire gli elementi citati nella premessa, con quali motivazioni e giustificazioni abbia approvato e reso esecutivo il piano di risanamento finanziario pluriennale predisposto dall'amministratore straordinario dell'Asi, senza le necessarie verifiche che accertassero il reale stato finanziario dell'ente; con quali motivazioni e giustificazioni abbia approvato e reso esecutivo il ricorso, da parte dell'Asi, al credito finanziario sul mercato bancario per l'importo di cinquecento miliardi (invece di prevedere strumenti di intervento finanziario piu' corretti e convenienti per l'erario), allo scopo di coprire impegni presi dai precedenti vertici dell'Asi al di fuori delle norme che regolano la contabilita' dello Stato; con quali motivazioni e giustificazioni abbia preso le decisioni di cui sopra in aperto contrasto con le risultanze ex lege della "commissione Rubbia", fatte proprie dal predecessore Salvini e trasmesse ufficialmente al Parlamento nel febbraio 1996; qualora venga accertata dalla competente procura della Corte dei conti la illegittimita' degli impegni presi dall'Asi, al di la' delle disponibilita' consentite dalle leggi finanziarie, se non ritenga di essersi assunto la responsabilita', nei confronti dell'erario, di avere autorizzato indebitamente pagamenti a terzi per interessi e costi passivi, che nel piano di riassetto sono stati quantizzati in 190 miliardi di lire; se invece non ritenga che sarebbe stato piu' consono con una corretta procedura e, nella sostanza, anche conforme al dettato della legge, affrontare e risolvere le problematiche finanziarie e programmatiche dell'Asi sulla base delle indicazioni fornite nelle previste (legge n. 233 del 1995) sedi parlamentari, onde evitare anche sospetti riguardo alle motivazioni ed alla trasparenza delle decisioni prese. (4-05113)
In ordine all'interrogazione parlamentare indicata in oggetto si ritiene anzitutto di dover preliminarmente precisare quanto segue. Secondo il dettato della legge 233/95 il Ministro pro tempore Salvini ha trasmesso alle Camere la relazione relativa al "Piano quadro per lo spazio" elaborata dalla Commissione "dei cinque" condividendone sostanzialmente i contenuti. Egli pertanto ha adempiuto a quanto previsto dalla legge. Com'e' noto all'onorevole interrogante nell'audizione del 19 settembre 1996 e' stata consegnata personalmente al Presidente della Commissione la documentazione relativa al detto "Piano quadro per lo spazio" e il sottoscritto ne ha illustrato, non solo le impressioni, ma si e' altresi' riservato di ritornare a parlarne in seguito in modo piu' approfondito. D'altra parte in conformita' alla procedura prevista dalla legge 186/88, solo di recente il CIPE, con apposita delibera, ha stabilito i criteri di ordine generale entro i quali l'ASI deve attenersi nell'elaborazione del Piano Spaziale Nazionale. Pertanto quando detta delibera CIPE - soggetta a registrazione della Corte dei Conti - diverra' efficace, l'ASI potra' procedere alla elaborazione e presentazione al MURST del definitivo Piano Spaziale Nazionale. Fin tanto che, come prevede l'articolo 5 della stessa legge 233/95 a disciplinare l'attivita' dell'ASI e' la legge 186/88, tuttora vigente (detta legge 233/95 puo' aver sospeso "nei fatti" l'operativita' della precedente legge 186/88, ma non l'ha affatto "abrogata" come sostiene l'onorevole interrogante) devono comunque seguirsi le procedure invero molto burocratizzate. Tuttavia ho gia' provveduto a sollecitare l'ASI affinche' elabori, nel frattempo, le linee operative del citato Piano Spaziale Nazionale. Tale Piano incontrera' probabilmente, almeno nella sua fase iniziale di attuazione ragionevoli difficolta' economiche. E' nota infatti la rilevante esposizione finanziaria dell'ASI, soprattutto nei confronti dell'Agenzia Europea. Essa e' stata alimentata, tra l'altro, dallo sfavorevole mutamento di valore (cambio) della nostra moneta rispetto a quella europea, ma soprattutto dal fatto che i precedenti governi hanno assunto impegni finanziari non compatibili con le condizioni economiche del nostro paese. Ma queste circostanze sono ben note agli onorevoli interroganti. Alla luce di tali considerazioni cio' che costituisce dunque il fatto assolutamente prioritario per l'Agenzia e' quello di procedere immediatamente al suo risanamento finanziario. Per tale motivo e' stato sollecitamente approvato, di concerto con il Ministro del Tesoro, un "piano di riassetto finanziario", che, anche attraverso il "ricorso al credito" ponesse l'ASI nelle condizioni, qualora le circostanze lo richiedessero, di far fronte agli impegni in precedenza assunti. Attualmente pero' non e' stato stipulato nessun accordo o contratto con alcun istituto di credito o altro organismo pubblico o privato per l'assunzione di mutui o prestiti di alcun genere. Ne risulta che un prestito di 500 Miliardi sia stato contratto dal Ministro pro tempore Salvini. L'"onere passivo" di 90 miliardi correlato al pagamento degli interessi passivi dovuti a seguito del prestito - non ancora concretizzatosi - a cui gli onorevoli interroganti si riferiscono, deve considerarsi, allo stato attuale, una mera previsione o ipotesi. Quanto alla considerazione di non aver proceduto ad una "verifica da parte degli organi del Ministero istituzionalmente incaricati, della effettiva situazione finanziaria dell'ente", prima dell'approvazione del detto "piano di risanamento", si e' ritenuto di non effettuare tale verifica proprio in previsione della lunghezza dei tempi necessari al suo svolgimento. Come noto infatti, a seguito di indagini, delegate alla Guardia di Finanza, dalla Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti, al fine di svolgere accertamenti in materia contrattuale, non e' stata ancora chiarita l'effettiva situazione dei pagamenti effettuati in assenza dei cosiddetti, "impegni formalizzati". Non si poteva pertanto permettere che l'attivita' dell'ASI fosse bloccata o paralizzata in attesa di accertamenti, pur doverosi, ma che richiedono tempo in quanto occorre siano svolti con la massima cautela ed obiettivita'. Il Ministro della pubblica istruzione: Berlinguer.