Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05636 presentata da DE SIMONE ALBERTA (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961127
Ai Ministri di grazia e giustizia, dell'interno e del tesoro. - Per sapere - premesso che: l'amministrazione comunale di Valva (SA) e' in contenzioso con la S.n.c. Incap di Rovere' della Luna (TN) e con il suo legale rappresentante geometra Luciano Zini, l'una e l'altro dichiarati falliti e sottoposti a curatela nella persona dell'avvocato Arturo Giuliano di Trento; oggetto della controversia sono la tardiva consegna e l'irregolare esecuzione di prefabbricati commissionati all'indomani degli eventi sismici verificatisi nel novembre 1980 in Campania e in Basilicata; a seguito di una interrogazione a firma Mattina-De Simone n. 4-18184 del 24 gennaio 1996, la curatela del fallimento Incap propose al comune di Valva, su direttiva del giudice delegato, dottor Ancona, una transazione che il comune accetto'; il tribunale di Trento, con sentenza n. 459/96, ha omologato il concordato fallimentare della ditta Incap e di Zini Luciano. Lo stesso tribunale, nella richiamata sentenza, ha rilevato che, "la omologa del concordato si presentava se non impossibile, almeno temeraria per difetto di una sicura copertura economica" e che solo a seguito dell'accettazione da parte del comune di Valva della proposta di transazione avanzata dagli organi della curatela, "il concordato diviene realizzabile"; la transazione, anche a causa delle continue interferenze dello Zini, non si e' perfezionata prima del passaggio in giudicato della sentenza di omologa del concordato e fino ad oggi lo Zini non ha inteso onorare la transazione che e' stata la condizione essenziale perche' egli stesso tornasse in bonis; tale anomala e paradossale situazione ha determinato l'avvio di ufficio, da parte del tribunale di Trento, del procedimento per la risoluzione del concordato; il tribunale, pero', nelle more della decisione sulla risoluzione del concordato, ha avviato la procedura per il rendiconto ed il riparto delle somme ai creditori del fallimento; dall'esame del rendiconto e' emerso, tra l'altro, che la curatela ha nei vari anni corrisposto allo Zini, per rimborsi ed alimenti, circa lire 176 milioni oltre a lire 52 milioni a titolo di compenso quale consulente di parte del fallimento in alcuni giudizi; si e' giunti, pertanto, all'assurdo che lo Zini, in stato di fallimento, ha percepito durante la procedura fallimentare somme superiori a quelle di un dipendente statale; in sede di avvio del procedimento per la risoluzione del concordato il tribunale di Trento aveva fissato per la data del 31 luglio 1996 l'udienza per verificare la sussistenza delle condizioni per la esecuzione del concordato; la decisione sulla risoluzione del concordato e' stata pero' continuamente rinviata da parte del tribunale di Trento con motivazioni che non sembrano pertinenti in quanto il tribunale non ha altro compito ne' altro potere che quello di accertare se il concordato sia stato eseguito con le modalita' stabilite nella sentenza; nelle more di tale decisione da parte del tribunale di Trento, la Incap ha pignorato presso la tesoreria comunale e presso la Banca d'Italia circa 20 miliardi di fondi della legge n. 32 del 1992 destinati alla ricostruzione delle prime case dei terremotati del sisma del 1980; il comune, fino ad oggi, e' riuscito a bloccare il pagamento delle ingenti somme previste dalla sentenza della Corte di appello di Trento (circa 3,5 miliardi), anche se cio' ha comportato e comporta il blocco totale dell'opera di ricostruzione; se il comune avesse ottemperato, senza opporre resistenza, alla sentenza della Corte di appello di Trento, ci si troverebbe oggi di fronte alla scandalosa conseguenza per cui un prefabbricato di legno leggero, destinato alla sistemazione provvisoria dei senza tetto, dichiarato incollaudabile dalla apposita Commissione ministeriale, pieno di vizi e difetti a causa dei quali lo Zini e' stato condannato in via definitiva per frode in pubbliche forniture, ebbene quel prefabbricato sarebbe stato pagato dalla collettivita' circa il doppio di una casa definitiva (cio', naturalmente, attualizzando i costi all'anno 1981 e senza contare gli interessi) -: se il Ministro di grazia e giustizia non ritenga piu' che mai urgente una ispezione presso il tribunale di Trento al fine di verificare l'operato dei giudici, della curatela fallimentare Incap e dei consulenti tecnici d'ufficio non solo nella vicenda relativa alla fornitura dei prefabbricati al comune di Valva, ma anche in quella relativa alla fornitura degli stessi ai comuni di San Mango sul Calore e Ricigliano; se il Ministro dell'interno non ritenga di dover compiere ogni atto necessario alla tutela degli interessi delle popolazioni terremotate; se il Ministro del tesoro non intenda chiarire con apposita circolare la impignorabilita' dei fondi della legge n. 32 del 1992, essendo gli stessi destinati alla ricostruzione delle prime case dei terremotati e non avendo come finalita' quella del pagamento delle quote residue del programma di reinserimento provvisorio che, come e' noto, fu finanziato ai sensi della legge n. 874 del 22 dicembre 1980. (4-05636)