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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/22660 presentata da SICA VINCENZO (MISTO) in data 19990303

Ai Ministri dell'ambiente, della sanita', di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: nel comune di San Nicola di Melfi (Potenza) che dista dai centri abitati di Lavello (14.000 abitanti) Melfi (18.000 abitanti) Candela (2.500 abitanti) Cerignola (60.000 abitanti) Canosa (40.000 abitanti) Barletta (100.000 abitanti) Andria (100.000 abitanti) rispettivamente 3, 5, 8, 10, 18, 20 e 25 chilometri in linea d'aria, e' in costruzione un termodistruttore che e' parte di un disegno di politica energetica perseguito dalla Fiat, denominato "progetto Fenice"; il progetto iniziale prevedeva tre piattaforme di incenerimento (Verrone, Cassino, San Nicola di Melfi); a Verrone e Cassino il progetto e' stato sventato dagli amministratori locali, che hanno ben colto i timori e le preoccupazioni delle popolazioni amministrate in ordine a concreti pericoli di elevato inquinamento ambientale; quello di San Nicola di Melfi e' rimasto dunque l'unico impianto in via di realizzazione, per di piu' potenziato rispetto al disegno iniziale fino a 66 mila tonnellate annue di rifiuti industriali con in aggiunta un ulteriore forno per i rifiuti urbani; tanto a fronte di una produzione locale di 4.000 tonnellate annue di rifiuti industriali prodotti dalla Sata s.p.a. industria automobilistica di proprieta' del gruppo Fiat, oltre a 25.000 tonnellate sempre annue di rifiuti solidi urbani; lo smaltimento dei rifiuti prodotti localmente non giustifica assolutamente l'esistenza di un inceneritore, dannosissimo per la salute pubblica, giacche' il problema si potrebbe risolvere applicando correttamente il decreto legislativo n. 22 del 1997 (c.d. "decreto Ronchi"); la pervicace volonta' di costruire un termodistruttore di tale portata presuppone l'esistenza di un notevole business che la Fiat persegue, ovvero la produzione di energia elettrica ottenuta attraverso l'incenerimento anche di rifiuti industriali e tossico-nocivi provenienti da varie parti d'Italia; talune fonti sostengono che l'energia prodotta sara' venduta all'Enel al prezzo di lire 271 al Kw, mentre quella prodotta dal turbogas Ser.Ene (gia' funzionante vicino al costruendo inceneritore) viene pagato a lire 50 al Kw; tutto questo si sta realizzando grazie alla disponibilita' dell'amministrazione regionale, forse pressata dagli enormi problemi occupazionali cui va soggetta la Basilicata, e malgrado la denuncia alla magistratura (procura della Repubblica di Melfi) di specifiche questioni quali ad esempio la delibera di giunta regionale n. 2202 del 2 maggio 1995 che autorizza la costruzione dell'inceneritore, approvata da un organismo gia' decaduto a seguito delle elezioni regionali del 23 aprile 1995 ed in carica, nelle more della costituzione della nuova giunta, solo per il disbrigo dell'ordinaria amministrazione; e ancora, nonostante la strana coincidenza di un ingegnere che, da esperto della regione Basilicata per la redazione del piano regionale di smaltimento dei rifiuti, esprime parere favorevole al "Progetto Fenice" e poi ne diventa direttore generale dei lavori (con quali trattamenti economici non e' dato sapere); innumerevoli sono state le manifestazioni, petizioni, convegni, dibattiti e raccolte di firme cui hanno partecipato sindaci e parlamentari della zona, con il totale coinvolgimento delle popolazioni interessate; il tutto culminato in un referendum consultivo popolare attraverso il quale il 97 per cento dei cittadini votanti ha detto NO al "progetto Fenice"; anche il prefetto di Potenza e per due volte il Ministro dell'ambiente Ronchi hanno espresso solidarieta' alle popolazioni del Melfese; docenti universitari di rilievo ed uno scienziato americano hanno fornito dati sulla pericolosita' della emissione di sostanze altamente cancerogene quali le diossine, specie in una zona ove esiste gia' un sito industriale che emana qualcosa come 12 milioni di mc/h di fumi; hanno inoltre sottolineato come non sia stato elaborato nessuno studio dei venti, per la dispersione in atmosfera delle emissioni inquinanti; due commissioni istituite presso la regione Basilicata (comitato tecnico e conferenza dei servizi) alle cui valutazioni doveva essere subordinata l'autorizzazione o meno alla costruzione dell'impianto, hanno iniziato ad operare solo nel 1997, ovvero a progetto in avanzato stato di realizzazione; cio' nonostante, dette commissioni hanno proceduto nella verifica delle 22 prescrizioni previste dalla V.i.a. e su 7 esaminate sono state rilevate 7 inadempienze; da quanto fin qui descritto emerge con chiarezza che si sta conducendo un'operazione industriale ad altissimo rischio ambientale in cui gli unici enormi rischi sono quelli che devono subire i circa 400 mila abitanti delle zone piu' direttamente interessate, oltre ad un territorio particolarmente vocato per coltivazioni Doc e Dop che vede la presenza delle famose acque minerali di Monticchio, di un conservificio e di molte piccole e medie imprese agricole -: quali urgentissimi provvedimenti intendano adottare per bloccare i lavori di costruzione dell'inceneritore-termodistruttore di San Nicola di Melfi (Potenza) rientrante nel "progetto Fenice", e per individuare cause ed eventuali responsabilita', nelle tante inadempienze denunciate da moltissimi cittadini di questa nobile parte della regione Basilicata e delle confinanti regioni Puglia e Campania. (4-22660)

 
Cronologia
lunedì 22 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il segretario di stato Usa Albright incontra la delegazione albanese alla Conferenza di Rambouillet per convincerla ad accettare il disarmo e la rinuncia al referendum per l'autodeterminazione. Gli altri membri del Gruppo di contatto esercitano pressioni parallele su Milosevic per ottenere dai serbi almeno un "accordo di principio" sulla presenza militare internazionale in Kosovo.

giovedì 4 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    La Corte marziale americana assolve il pilota responsabile della tragedia del Cermis.