Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01384 presentata da MAURANDI PIETRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 19/09/2002
Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01384 presentata da PIETRO MAURANDI giovedì 19 settembre 2002 nella seduta n. 189 MAURANDI e CARBONI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: il porto canale di Cagliari è completamente attrezzato, dotato di tutti i mezzi necessari per funzionare da porto di transhipment , con investimenti che sono costati varie decine di miliardi lire allo Stato, all'Unione europea e alla regione sarda; circa 80 lavoratori sono stati qualificati con contratto di formazione lavoro e sono pienamente in grado di operare nel porto canale; al porto canale e all'area industriale circostante è stato concesso il regime di zona franca, è stata costituita la società per la gestione della zona franca e sono in corso di realizzazione le operazioni per consentirne l'operatività; secondo le previsioni dell'Unione europea, il traffico container nel Mediterraneo è destinato a raddoppiarsi nei prossimi dieci anni; il porto di Cagliari rientra nella politica nazionale dei trasporti, che punta su tre porti di transhipment : Gioia Tauro, Taranto e Cagliari; la gestione del porto canale è attualmente affidata in regime di concessione alla società Cict Sardinia, partecipata per il 70 per cento dalla società privata australiana P&O e per il 30 per cento dal Casic (Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Cagliari); tutto dunque farebbe pensare che esistono le condizioni perché il porto, nell'arco di qualche mese, cominci a funzionare come porto di transhipment , che si attivino contratti, e che i lavoratori interessati vedano soddisfatta la loro aspirazione di stabilizzazione del rapporto di lavoro; accade invece che l'attività del porto canale sia tuttora bloccata, a causa di comportamenti anomali e contrastanti di diversi protagonisti e dell'inerzia di altri che di seguito si riassumono; l'autorità portuale di Cagliari è attualmente retta da un commissario straordinario, dopo lo scioglimento del comitato portuale, avvenuto nel 2001; il consiglio regionale della Sardegna, in data 28 febbraio 2002, ha approvato un ordine del giorno in cui il commissario viene criticato per aver impugnato o revocato numerosi atti, disattendendo le indicazioni della regione e dello stesso ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e per aver in tal modo attentato a prerogative e interessi dell'autonomia regionale; risulta agli interroganti che il commissario avrebbe manifestato l'intenzione di revocare la concessione; in tali condizioni la società Cict ha gioco facile nel mantenere un atteggiamento ambiguo circa la sua volontà di tener fede agli impegni assunti al momento dell'acquisizione della concessione; da alcuni mesi la nomina del presidente dell'autorità e del comitato portuale giace inevasa sul tavolo del presidente della regione sarda. E il blocco sembra dovuto a faide interne alla maggioranza, che non trova accordi su queste nomine e sulla spartizione di assessorati regionali e di altre cariche pubbliche; è in corso da qualche tempo un indecoroso braccio di ferro fra il commissario straordinario e il Casic su competenze territoriali e titolarità di beni, con una evidente incapacità di trovare uno stabile equilibrio, che consenta di gestire il porto canale nel rispetto delle competenze di ciascuno; il risultato di questa scandalosa situazione è che il porto canale di Cagliari vede ancora bloccata la sua operatività, con il rischio concreto che le condizioni favorevoli del traffico di transhipment nel Mediterraneo vengano meno e che una importante opportunità di sviluppo per la Sardegna vada irrimediabilmente perduta -: quali siano le valutazioni del Ministro interrogato sulla situazione che si è creata, a partire dall'epoca dello scioglimento, con dubbie motivazioni, del comitato dell'autorità portuale e della revoca del suo presidente; se risponda al vero la voce diffusasi in ambienti giornalistici, secondo la quale si intenderebbe revocare l'attuale commissario dell'autorità portuale di Cagliari, per sostituirlo con un altro commissario; se non ritenga opportuno assumere, nel rispetto delle prerogative di ciascuno e dell'autonomia della regione sarda, una iniziativa politica volta a rimuovere gli ostacoli alla nomina degli organi di gestione dell'autorità portuale, e a promuovere la ricerca di una intesa fra tutti i protagonisti e le forze sociali interessate, al fine di mettere da parte le ragioni più o meno nobili di contesa e le reciproche diffidenze, e di imprimere una spinta decisiva al decollo dell'attività del porto canale di Cagliari. (3-01384)