Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00549 presentata da GIORDANO FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 13/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00549 presentata da FRANCESCO GIORDANO giovedì 13 luglio 2006 nella seduta n.025 GIORDANO e LOCATELLI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: a seguito di una forte campagna contro i cosiddetti writer comaschi, rei di danneggiare con disegni e scritte i muri della città di Como, il sindaco Stefano Bruni, con l'appoggio dell'assessore alla sicurezza Francesco Scoppellitti, introdusse nel 2002 il cosiddetto «nucleo di sicurezza», con la facoltà di operare in borghese, armato e con diritto di perquisizione; la situazione, nonostante tutto, è rimasta quasi sempre sotto controllo, fino alla tragica data del 29 marzo 2006 in cui un giovane cingalese residente a Como è stato ferito da un colpo di pistola sparato da un vigile del suddetto «nucleo di sicurezza»; nel pomeriggio del 29 marzo una pattuglia di tre agenti in borghese del «nucleo di sicurezza» ferma un'auto con cinque ragazzi sospettati di essere dei writers . Il giovane alla guida, Rumesh Rajgama Achrige, 18 armi, originario dello Sri Lanka, mentre veniva perquisito assieme agli amici o - secondo la versione di un testimone - mentre tentava di fuggire e si trovava a non più di tre metri di distanza, è stato colpito alla testa dal proiettile partito dalla pistola del vigile ( La Provincia di Como - 30 marzo 2006). Il proiettile è entrato nella parte sinistra della nuca del ragazzo ed è uscito dalla parte centrale del cranio provocando un vasto ematoma; il ragazzo è stato portato all'ospedale in fin di vita; nei giorni successivi diverse associazioni, partiti e studenti hanno manifestato la loro piena solidarietà al ragazzo con un corteo per le vie del centro di Como; hanno protestato inoltre contro la mancata convocazione di un consiglio comunale straordinario sulle modalità di azione dello speciale «nucleo di sicurezza» e per il suo immediato scioglimento; a pochi mesi dalla vicenda il sindaco, ignorando le proprie responsabilità politiche ed umane, ha riconfermato il «nucleo di sicurezza» e ha reinserito al suo interno il vigile che sparò contro Rumesh Rajgama Achrige; il suddetto «nucleo di sicurezza», creato dal sindaco di Como, rappresenta secondo gli interroganti, il fallimento di una classe politica che, non solo non cerca il dialogo anche attraverso la necessaria e legittima convocazione di un consiglio comunale straordinario, ma utilizza metodi repressivi per affrontare i presunti problemi della città -: se sia a conoscenza dei fatti sopradescritti; che provvedimenti urgenti intenda mettere in atto affinché venga sciolto immediatamente il nucleo di sicurezza armato della città di Como.(4-00549)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 9 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 049 All'Interrogazione 4-00549
presentata da GIORDANO Risposta. - Il giorno successivo ai fatti cui fa riferimento l'interrogante l'Amministrazione comunale di Como ha disposto la sospensione dell'attività del Nucleo investigativo della Polizia locale, in attesa che venissero chiarite le circostanze che hanno portato al ferimento del giovane cingalese Rumesh Raigama Achrige. Contemporaneamente il Comandante della Polizia locale di Como ha disposto una verifica sull'attività del medesimo Nucleo investigativo. Il 7 giugno 2006, tuttavia, l'Autorità comunale competente, senza attendere i risaltati delle indagini giudiziarie in corso, ha riconfermato il ruolo e le competenze del Nucleo investigativo della Polizia locale. Il nucleo è stato costituito con delibera della Giunta Comunale di Como del 20 agosto 2002 e formalizzato con provvedimento del Comandante del Corpo della Polizia locale, nell'ambito dei principi della legge 7 marzo 1986 n. 65 sull'ordinamento della polizia municipale. I compiti dell'unità operativa sono stati ribaditi alla luce della legge regionale n. 4 del 2003 per contrastare, in particolare, fenomeni di microcriminalità. Le quattro unità che compongono la struttura rivestono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza e possono svolgere servizi in abiti civili, con l'armamento già in loro dotazione ai sensi degli articoli 30 e 33 del regolamento del Corpo di polizia locale del comune di Como. Ai sensi dello stesso Regolamento (articolo 34) gli agenti hanno l'obbligo di portare sempre con se la tessera di riconoscimento. A tale proposito si ricorda che l'attuale quadro costituzionale pone su un piano di equiordinazione regioni, province e comuni e riserva allo Stato la legislazione esclusiva in materia di ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa. Per completezza del quadro informativo aggiungo che il Nucleo di Polizia municipale in esame ha sviluppato alcune attività di polizia giudiziaria tra le quali la più rilevante è stata quella di contrasto al fenomeno dei cosiddetti «writers», ossia imbrattatori di pareti di edifici sia pubblici che privati, in sinergia con la questura di Como. Per quanto riguarda l'accertamento dei fatti e delle responsabilità null'altro, allo stato, è possibile aggiungere essendo ancora in corso l'indagine da parte dell'Autorità giudiziaria competente. Per le considerazioni innanzi svolte questa Amministrazione centrale non ha competenza in materia di organizzazione del servizio di Polizia municipale. Certamente la gravità dei fatti è tale da suggerire il rinvio di ogni giudizio sulla vicenda al termine delle indagini penali. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.