Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00950 presentata da TONDO RENZO (FORZA ITALIA) in data 19/09/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00950 presentata da RENZO TONDO martedì 19 settembre 2006 nella seduta n.037 TONDO. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro delle politiche europee, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: esiste una fonderia denominata Livarna localizzata nel comune di Nova Gorica in territorio sloveno ma in prossimità del confine italiano; il ciclo produttivo della suddetta fonderia causa la produzione di residui di lavorazione altissimamente inquinanti (formaldeide e metalli pesanti, in particolare nickel, piombo, zinco, cadmio); detti residui di lavorazione sono emessi in atmosfera provocando - anche a causa del gioco di correnti che caratterizza l'area - un permanente stato di disagio alla cittadinanza dovuto ai nauseabondi odori che caratterizzano la formaldeide, né l'annuncio dell'applicazione di alcuni filtri da parte della direzione della fabbrica ha ridotto il problema; oltre ad essere nauseabonde, dette emissioni sono anche acclaratamente dannose per la salute: la formaldeide è stata infatti classificata come cancerogena certa per l'uomo dallo IARC (International agency for research on cancer) in data 15 giugno 2004; nickel e cadmio, pure presenti tra gli elementi inquinanti, sono stati dichiarati agenti cancerogeni umani genotossici nella direttiva 2004/107/CE; da ultimo lo zinco è stato indicato da recenti studi come corresponsabile di malattie neurodegenerative; analisi effettuate su ortaggi hanno rivelato che il piombo (di cui pure è ben nota la pericolosità) supera i limiti previsti dal regolamento CE n. 466/2001. Le analisi del terreno hanno dimostrano che nickel, zinco e piombo superano abbondantemente il limite normativo del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale (stessi limiti del precedente decreto ministeriale n. 471 del 1999) concernente aree adibite ad uso residenziale e verde pubblico; in alcuni siti il nickel supera paradossalmente il tetto massimo tollerato per le zone altamente industrializzate, laddove il territorio in questione è pressoché totalmente agroresidenziale; a causa del manifestarsi di malesseri fisici reiterati, numerosi residenti della zona hanno chiesto alle autorità sanitarie di essere sottoposti ad esami diagnostici che hanno dato esiti preoccupanti, soprattutto in ordine alla abnorme presenza di zinco ematico; la situazione è ben nota alle autorità locali, che però non hanno mai ritenuto di esercitare le giuste e doverose rimostranze e pressioni presso le autorità slovene a causa di miopi calcoli elettoralistici (il voto della minoranza linguistica slovena è stato infatti determinante nelle ultime elezioni amministrative per far ottenere all'amministrazione in carica una risicata maggioranza) ed in spregio della salute della cittadinanza; ciò nondimeno la Slovenia, in seguito alla sua recente adesione alla UE è chiamata ad ottemperare a tutti gli obblighi europei in materia di tutela ambientale e della salute (Direttiva 96/61/EC), né vale il trincerarsi dietro la scadenza del 2011 concessa alla Slovenia nel trattato di adesione per adeguare agli standard alcuni siti industriali, poiché la fonderia Livarna non è tra gli insediamenti ricompresi nel dettagliato elenco di cui sopra e non può quindi operare in regime di deroga, e per la quale si devono ritenere pienamente vincolanti le disposizioni comunitarie in ambito ambientale (cfr. risposta del Ministero degli affari esteri a interrogazioni sullo stesso tema nel corso della precedente legislatura) -: se gli interrogati intendano intervenire senza indugio ulteriore onde promuovere, dati anche gli eccellenti rapporti politici ed economici intercorrenti tra la Slovenia e l'Italia, l'adozione di politiche comuni immediatamente efficaci a tutela dell'ambiente e della salute della cittadinanza goriziana, contro l'inquinamento atmosferico, soprattutto attraverso una decisa iniziativa politico-diplomatica in seno alle istituzioni comunitarie che possa rimuovere da subito lo stato di sofferenza della popolazione e che interrompa il deteriorarsi dell'ambiente isontino; se intendano istituire un fondo di solidarietà per i danni accertati alla salute della cittadinanza a causa di quanto sopra esposto.(4-00950)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 29 gennaio 2007 nell'allegato B della seduta n. 099 All'Interrogazione 4-00950
presentata da TONDO Risposta. - La problematica in oggetto è ben nota al ministero interrogato, anche in ragione delle segnalazioni che pervengono da parte delle autorità locali ed in particolare della provincia di Gorizia, preoccupate per le emanazioni della fonderia. A livello bilaterale il ministero degli affari esteri ha provveduto a sensibilizzare le autorità di quel Paese ai fini di una rapida soluzione del problema ambientale in questione. Più volte la nostra rappresentanza diplomatica a Lubiana ha portato all'attenzione del ministero dell'ambiente sloveno le preoccupazioni dei cittadini della zona di Gorizia in merito alle immissioni inquinanti provenienti dalla citata fonderia. Il Ministro dell'ambiente sloveno, Podobnik, in occasione del più recente incontro con l'ambasciatore d'Italia Verga, pur affermando che i livelli delle immissioni risultano compresi nei limiti comunitari imposti, ha comunque riconosciuto che gli odori prodotti dalla fonderia sono eccessivi e vanno dunque ridotti. Il Ministro sloveno, in quella circostanza, aveva manifestato intenzione di parlare con i proprietari della fonderia a proposito dell'esistenza di un apposito Fondo governativo destinato al finanziamento di opere di salvaguardia ambientale. La questione è stata sollevata da parte italiana anche in occasione dell'incontro tra il Ministro D'Alema e il Ministro degli esteri sloveno Rupel, svoltosi a Roma il 20 giugno 2006. Contatti successivi sulla medesima problematica si sono tenuti da parte della nostra ambasciata con il segretario di Stato per l'ambiente, Starman e con il direttore generale per l'ambiente del ministero dell'ambiente, Tavses. Quest'ultimo ha di recente confermato alla nostra ambasciata di aver avuto degli incontri con la dirigenza della «Livarna Gorica» nel corso dei quali la stessa, fornendo assicurazioni circa la tecnologia utilizzata, avrebbe riferito della recente installazione di un nuovo filtro che avrebbe ridotto le emissioni inquinanti della fonderia e si sarebbe impegnata a trasmettere al ministero dell'ambiente e, per conoscenza, alla nostra rappresentanza, una lettera riguardante la posizione della società stessa in ordine alla questione. Si segnala, altresì, che il direttore della Livarna Oskar Mihelj, in occasione di un'intervista rilasciata al quotidiano sloveno Primorke novice , aveva dichiarato che l'azienda aveva provveduto ad installare alla fine del 2005 un filtro che avrebbe ridotto le emissioni inquinanti. Il costo dell'investimento sarebbe stato di circa 100.000 Euro, di cui 7.500 stanziati dal comune di Nova Gorica. Per quanto riguarda le possibili azioni da intraprendere a livello comunitario, il ministero degli affari esteri, su impulso delle amministrazioni tecniche competenti e tramite la rappresentanza permanente a Bruxelles, ha provveduto a sensibilizzare la Commissione affinché si faccia carico di un'azione persuasiva nei confronti della Slovenia, finalizzata all'adeguamento della fonderia «Livarna» agli standard comunitari. Tra gli altri strumenti, il Trattato di adesione alla U.E. prevede, altresì, la possibilità, ex articolo 227, per ciascuno Stato membro, di adire la Corte di giustizia, previo interessamento della Commissione, quando reputi che un altro Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti previsti dalla normativa comunitaria. Si tratta comunque di una misura eventuale e di estrema ratio, da prendere in considerazione soltanto qualora tutte le altre strade per risolvere una controversia si siano rivelate impraticabili. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.