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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01022 presentata da PICANO ANGELO (POPOLARI-UDEUR) in data 21/09/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01022 presentata da ANGELO PICANO giovedì 21 settembre 2006 nella seduta n.039 PICANO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: l'articolo 16 della legge 121/81 pone la Polizia Penitenziaria (allora Corpo degli Agenti di Custodia) tra le Forze di Polizia che possono essere chiamate a concorrere nell'espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica; la legge 395/90 (Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria) con l'articolo 5 (compiti istituzionali) ribadisce la concorrenza della Polizia Penitenziaria in compiti di pubblica sicurezza, e pubblico soccorso, prevedendoli quali uniche eccezioni al divieto di impiego in compiti che non siano direttamente connessi ai servizi d'Istituto; secondo quanto risulta all'interrogante, per la verità l'impiego della Polizia Penitenziaria nei servizi di pubblica sicurezza è del tutto residuale e sporadica; risulterebbe invece enormemente proficua la presenza di Poliziotti Penitenziari nelle attività di controllo in occasione di grandi affluenze (stadi, concerti, eventi) stante la loro conoscenza diretta dei pregiudicati sui quali la sola presenza di Poliziotti Penitenziari ai varchi di accesso sortisce effetto di forte deterrenza, come dimostrato allorquando quegli Agenti sono stati impiegati; il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria tende a non autorizzare l'impiego della Polizia Penitenziaria in compiti di pubblica sicurezza, appellandosi alla carenza degli organici e le Direzioni degli Istituti Penitenziari si sono appiattite dietro questa tendenza; pur con gli organici sofferenti, si tratterebbe di facilitare l'impiego non di interi reparti ma di pattuglie da porre a disposizione dell'Ufficiale di P. S. per un impiego mirato; attualmente, oltretutto, i carichi di lavoro della Polizia Penitenziaria, dopo l'emanazione dell'indulto, risultano notevolmente ridotti ed il Corpo dispone finalmente di suoi funzionari direttivi (il 27 ottobre termina il 1 o corso dei Vice Commissari del ruolo direttivo ordinario); un impiego del personale di Polizia Penitenziaria in compiti esterni all'Istituto migliorerà l'attaccamento al servizio di quegli uomini qualificandone la visibilità e l'immagine; il decreto del 28 aprile 2006 a firma Pisanu - Riassetto dei comparti di specialità delle forze di Polizia ( Gazzetta Ufficiale n. 193 del 21 agosto 2006) - trascura totalmente il riassetto della Polizia Penitenziaria, pur citandola nelle premesse; a giudizio dell'interrogante, tale mancanza è di gravità notevole e necessita quanto prima di un'apposita verifica dall'autorità competente, nonché di un'integrazione per l'ambito della Forza di Polizia trascurata -: quali iniziative intenda mettere in atto per sopperire alle mancanze delle amministrazioni precedenti e per dare maggior lustro a quella che è certamente un'importante Forza di Polizia del nostro Paese. (4-01022)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 9 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 185 All'Interrogazione 4-01022
presentata da PICANO Risposta. - In risposta all'interrogazione in esame, va preliminarmente evidenziato che il legislatore ha attribuito in via prioritaria al Corpo della Polizia penitenziaria l'assolvimento di compiti di grande rilevanza istituzionale e spessore sociale, quali la garanzia dell'ordine e sicurezza all'interno degli istituti di prevenzione e pena e la partecipazione attiva all'opera di osservazione e trattamento rieducativo. In questo quadro, l'impegno del personale della Polizia penitenziaria in compiti di ordine pubblico deve essere necessariamente circoscritto a particolari situazioni, selezionate nell'ottica di un'economia generale delle risorse. Per completezza di informazione, va anche precisato che ai compiti istituzionali sanciti dalla legge n. 395 del 1990, si sono aggiunte, a seguito del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 1995, le seguenti specializzazioni nell'ambito del personale: conduttore di unità cinofile; elicotterista; sommozzatore; istruttore di tiro. Ulteriori e rilevanti servizi, anche per la loro ricaduta all'esterno, sono anche i seguenti: il Servizio Navale, che costituisce un supporto operativo-logistico alle strutture penitenziarie di Favignana, Porto Azzurro, Marina di Campo, Gorgona, Venezia e Napoli, il cui personale espleta quotidianamente servizio di «Polizia marittima»; il Servizio delle Traduzioni e dei Piantonamenti. In occasione di eventi particolari sono stati richiesti e svolti servizi anche di ordine pubblico, come quello di sgombero in mare e di interdizione per il «G8» di Genova, unitamente alle altre forze di polizia. Ulteriori servizi svolti all'esterno sono quelli di ordine pubblico e di vigilanza ai concorsi per uditore giudiziario, avvocato, notaio, in occasione dei quali il Corpo ha conseguito sempre ottimi risultati e riconoscimenti all'esterno del carcere. Dal maggio 2000 l'Amministrazione penitenziaria ha, inoltre, avviato un piano di cooperazione con la missione internazionale delle Nazioni Unite in Kosovo. Un contingente di Polizia penitenziaria è stato assegnato al Penal Management Division Kosovo Correctional - Missione ONU (UNMIK), venendo impiegato presso l'istituto penitenziario di Dubrava, il più grande dei Balcani, in attività particolarmente sensibili, come la sorveglianza dell'intercinta ( outside security ) ed in servizi di traduzione di detenuti e affiancamento degli operatori penitenziari kosovari nei vari servizi ( training in service ). Nel marzo 2002, il contingente ha avuto l'incarico straordinario di effettuare la traduzione delle prigioni della Serbia dei circa 165 detenuti di etnia albanese-kosovara. Al termine del primo semestre di impiego, i componenti del contingente di polizia penitenziaria sono stati insigniti della «medaglia della pace», speciale onorificenza delle Nazioni unite. Con riferimento alla prospettata questione relativa alla diminuzione dei carichi di lavoro a seguito dell'emanazione dell'indulto, si può osservare che il minor assorbimento dovuto dalla diminuzione della popolazione detenuta deve essere in primo luogo finalizzato a sviluppare gli standard qualitativi del servizio nelle strutture penitenziarie sul territorio nazionale, attraverso l'innalzamento dei livelli di sicurezza e l'approfondimento dell'osservazione dei detenuti. Non va, inoltre, trascurato che il ritorno a presenze numeriche più confacenti alla reale capacità ricettiva degli istituti penitenziari determina migliori condizioni di vita per i reclusi nonché di lavoro per gli operatori e non già una minore necessità di questi ultimi, il cui numero non risulta attualmente sufficiente a soddisfare tutte le necessità istituzionali. Da quanto sin qui esposto, emerge che la «carenza degli organici», ben lungi dal costituire una mera clausola di stile, è strettamente correlata alla salvaguardia degli stessi diritti del personale. D'altra parte, il DAP continuerà a promuovere ogni iniziativa utile allo Stato oltre che alla propria immagine, entro i limiti consentiti dall'ordinamento. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.



 
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