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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA URGENTE 2/00222 presentata da NARDUCCI FRANCO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20081112

Atto Camera Interpellanza urgente 2-00222 presentata da FRANCO NARDUCCI mercoledi' 12 novembre 2008, seduta n.084 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministro degli affari esteri, il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: soprattutto tra l'inizio degli anni '50 e la fine degli anni '70 l'industria e l'artigianato, in particolare l'edilizia, hanno utilizzato intensamente materiali contenenti amianto; si possono citare, a titolo di esempio, l'uso di tali materiali isolanti per tubi e caldaie, coibentanti per soffitti e pareti, oppure per la copertura di edifici abitativi e industriali, che contenevano amianto; l'amianto rappresenta da tempo un'emergenza sanitaria ed ambientale destinata a protrarsi nel tempo, sia sotto il profilo sanitario e della prevenzione, sia sotto il profilo ambientale, in particolare relativamente allo smaltimento dei milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto sparsi in tutta l'Europa. L'Italia, in particolare con la Conferenza Nazionale sull'amianto organizzata a Monfalcone nel mese di novembre 2004, ha riconosciuto i pericoli per la salute dei cittadini e per l'ambiente, impegnandosi ad eliminare l'amianto in modo pieno e definitivo in un arco di tempo di 10 anni; poche settimane fa, il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha chiuso la megainchiesta sulla Eternit - la multinazionale svizzera dell'amianto operante negli stabilimenti di Casal Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli - chiedendo il rinvio a giudizio per disastro doloso e omissione volontaria di misure antinfortunistiche dei vertici dell'azienda, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain; gli stabilimenti di Casale Monferrato e di Cavagnolo sono tristemente noti in tutto il mondo in considerazione del lunghissimo periodo di attivita' della Eternit, che per ottanta anni vi ha prodotto manufatti in cemento-amianto. Un opuscolo informativo edito dall'Istituto Superiore della Sanita' stima che a Casale Monferrato e zona limitrofa, in un decennio, gli «osservati» sono stati 24 volte in piu' degli «attesi». Inoltre, in questa localita' i morti per malattie provocate dall'amianto si contano piu' numerosi tra i cittadini che mai hanno avuto a che fare con lo stabilimento Eternit (compresi i familiari degli ex dipendenti) che trai i lavoratori in esso occupati; il titolare della Eternit Stephan Schmidheiny, dopo la succitata richiesta di rinvio a giudizio, ha «lanciato», attraverso i propri legali, un'offerta di indennizzo individuale alle parti civili, vale a dire ai familiari delle vittime, consistente in alcune decine di milioni da dividere tra coloro che avevano lavorato all'Eternit dal 1973 al 1986. L'offerta appare ingannevole oltre che irrisoria se si considera che la sola bonifica delle aree interessate di Casale e' costata finora allo Stato italiano oltre 50 milioni di euro; l'inchiesta giudiziaria sulla Eternit di Casale Monferrato, ha richiamato all'attualita' l'analoga inchiesta promossa contro i fratelli Schmidheiny dai parenti dei lavoratori morti per essere stati esposti all'amianto nella fabbrica Eternit di Niederurnen, nel Cantone Glarus. Al riguardo si deve considerare che il pubblico ministero Guariniello aveva aperto una inchiesta anche contro la Eternit in Svizzera per tutelare i diritti dei cittadini italiani ex-emigrati e loro parenti, che per vari anni hanno lavorato alle dipendenze dello stabilimento glaronese di Niederurnen. Il procedimento penale in Svizzera contro la Eternit SpA di Niederurnen/GL e' stato sospeso, avendo il Tribunale Federale elvetico, l'11 agosto scorso, dichiarate prescritte le eventuali responsabilita' dell'azienda (la produzione era cessata nel 1994); il dibattito sulle malattie professionali causate dai materiali contenenti amianto prodotti nello stabilimento Eternit di Niederurnen/GL hanno indotto la SUVA (l'istituto nazionale svizzero assicurazione infortuni, paragonabile all'Inail italiano) ad agire anche verso i lavoratori italiani ex-emigrati in Svizzera colpiti da esposizione all'amianto. In particolare la SUVA, a partire da un convegno organizzato in Svizzera nel mese di maggio 2006, si e' adoperata affinche' anche i lavoratori italiani rimpatriati ricevessero le pertinenti informazioni sulle prestazioni assicurative loro spettanti per le malattie professionali contratte a causa dell'esposizione all'amianto durante il periodo lavorativo in Svizzera. Occorre ricordare che gia' 6 mesi dopo la comparsa del mesotelioma la SUVA versa, a titolo di anticipo, la meta' dell'indennita' e dopo altri 12 mesi gli interessati hanno diritto all'intera indennita'; a oltre due anni dal gia' citato convegno tenuto a Lugano, il numero di richieste pervenuto alla SUVA da parte di lavoratori italiani ex-emigrati e' piuttosto esiguo, cio' che potrebbe essere messo in rapporto con l'assenza di una campagna d'informazione condotta in Italia. Giova sottolineare, al riguardo, che soltanto nello stabilimento Eternit di Niederurnen/GL hanno lavorato moltissimi cittadini italiani. I vertici aziendali della Eternit hanno sempre impedito, invocando le norme della legge sulla privacy, di acquisire i nominativi e la provenienza dei lavoratori italiani occupati negli anni nel proprio stabilimento -: come intendano tutelare i diritti dei lavoratori italiani, nonche' dei parenti dei lavoratori deceduti, che negli anni sono stati esposti all'amianto negli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, posto che l'offerta di accordo extragiudiziale lanciata dai vertici della Eternit potrebbe indurre alcune parti lese ad accettare la proposta e uscire dal processo intentato dall'Associazione dei familiari delle vittime di Casale Monferrato, anche tenendo conto che sul piano processuale difficilmente i colpevoli di un reato protrattosi per decenni saranno processati in fretta, occorrendo molto tempo per notificare a ognuna delle parti lese, malati di mesotelioma e familiari delle vittime, gli atti previsti dalla legge; in relazione agli stabilimenti Eternit in Italia, in particolare di Casal Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, quanti esposti-denunce siano stati archiviati, quanti siano ancora pendenti, quanti conclusi con passaggio del fascicolo al giudice per il giudizio e quanti si siano conclusi con sentenze di primo o secondo grado ovvero divenute definitive; se considerano necessario facilitare l'accesso alle prestazioni dovute da assicurazioni sociali ed enti previdenziali di Paesi stranieri - in particolare della SUVA svizzera - ai cittadini italiani che hanno svolto mansioni lavorative in fabbriche e strutture di detti Paesi, organizzando a tal fine una reale campagna d'informazione con il coinvolgimento dei comuni, da attuarsi attraverso il raccordo con gli enti previdenziali dei Paesi predetti, l'assistenza dei patronati e l'accesso ad uno sportello centrale dell'INAIL all'uopo predisposto. (2-00222) «Narducci, Bobba, Fedi, Strizzolo, Bossa, Scarpetti, Sbrollini, Federico Testa, Calearo Ciman, Sposetti, Servodio, Cesare Marini, Zunino, Fadda, Sani, Damiano, Letta, Grassi, Calgaro, De Biasi, Bucchino, Bratti, La Malfa, Cuperlo, D'Incecco, De Micheli, Ricardo Antonio Merlo, Brugger, Nicco, D'antoni, Giorgio Merlo, Arturo Mario Luigi Parisi, Braga, D'Antona, Morassut, Margiotta, Marchioni, Marchignoli, Marantelli, Garavini, Di Biagio, De Torre, Zucchi, Zeller, Boffa, Dal Moro, Farinone, Fassino, Franceschini, Gatti, Gnecchi, Lo Moro, Maran, Mariani, Miotto, Pollastrini, Pompili, Rossomando, Sarubbi, Livia Turco».





 
Cronologia
giovedì 6 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
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venerdì 14 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Maria Flick è eletto Presidente della Corte costituzionale.

    Giovanni Maria Flick