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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/01076 presentata da CICCHITTO FABRIZIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120614

Atto Camera Mozione 1-01076 presentata da FABRIZIO CICCHITTO testo di giovedi' 14 giugno 2012, seduta n.650 La Camera, premesso che: nella attuale fase di crisi economica e finanziaria e di generalizzata recessione, i Paesi dell'Eurozona e gli altri membri dell'Unione europea hanno avviato iniziative volte a coniugare le politiche di rigore dei bilanci con la crescita e lo sviluppo; tali iniziative, dopo il dibattito tenuto in occasione del pranzo informale dei capi di Stato o di Governo del 23 maggio 2012, dovranno necessariamente tradursi in decisioni, ambiziose, concrete, lungimiranti e di lungo periodo al Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012; il quadro europeo vede ancora irrisolta la crisi della Grecia, per la quale in questi ultimi tre anni e' stato fatto troppo poco e troppo tardi, e dove un Paese ed un popolo hanno pagato e pagano prezzi gravissimi anche a causa della tardiva e incerta reazione cui la riluttanza di alcuni partner ha portato l'Europa sin dalle fasi iniziali della grave crisi, allorche' con assai minore aggravio di oneri per tutti la Grecia avrebbe dovuto esser condotta fuori dal tunnel, consolidando la sua permanenza nell'area Euro; cittadini e imprese subiscono le gravi conseguenze della recessione e della crisi, che e' anzitutto una crisi politica e di governance, cio' che ha impedito ed impedisce di assumere, in modo unitario, decisioni politiche strategiche e non solo di reazione emergenziale agli attacchi speculativi, ancora in corso, ai debiti sovrani; il Parlamento, con la risoluzione di accompagnamento al documento di economia e finanze approvato il 26 aprile 2012, ha sottolineato l'importanza che il Governo operi affinche' modifiche strutturali nei trattati siano introdotte verso l'attribuzione alla Banca centrale europea del ruolo di prestatore di ultima istanza; affinche' la politica europea per la crescita utilizzi gli strumenti dei project bond, degli Eurobond e degli stability bond; affinche' il fiscal compact sia ratificato contestualmente dai principali Paesi dell'Eurozona, e comunque dell'Italia non prima che intervenga la ratifica tedesca; il Parlamento europeo, nell'esame dei regolamenti della Commissione (two pack) relativi alla disciplina di bilancio, ha respinto la proposta di scorporo degli investimenti dal calcolo del deficit di bilancio, ma ha approvato la creazione di un fondo europeo che assume debiti dei Paesi che eccedono il 60 per cento del prodotto interno lordo, e che emette obbligazioni a tassi di interesse ridotti con la garanzia di tutti i Paesi membri entro limiti temporali determinati; appare ormai evidente come il Consiglio informale di maggio 2012 ha mostrato che politiche dell'Unione europea basate sulla carenza di azione comune di governance e sulla mera prosecuzione di ricette di puro e semplice rigore sono inidonee tanto a contrastare la speculazione finanziaria quanto a creare nuove condizioni per lo sviluppo ed accentuano, in tutti i Paesi, assieme alla spirale recessiva, pericolose dinamiche euroscettiche cui sempre piu' larghe aree di opinione pubblica sono sensibili; e' dunque indispensabile per l'interesse nazionale dell'Italia promuovere azioni di stimolo effettivo dello sviluppo, senza abbandonare la parallela linea del controllo dei conti pubblici; considerare insieme disciplina della spesa e spinta verso lo sviluppo rappresenta la sintesi, possibile ed oggi doverosa, tra ricette che finora hanno visto Paesi europei tra loro divisi con contrasti gravemente dannosi per l'intera Eurozona; sara' dunque essenziale che il Governo italiano promuova e consolidi le opportune sinergie con l'obbiettivo di raggiungere l'accordo che sinora e' mancato sulle iniziative per lo sviluppo; sulla base di quanto sopra espresso e di quanto precisato negli impegni che seguono si assicura il sostegno al Presidente del Consiglio e all'azione che egli dovra' svolgere in occasione del prossimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012, impegna il Governo: in preparazione e nel corso del Consiglio europeo del mese di giugno 2012, a sostenere e promuovere iniziative europee per lo sviluppo e la crescita con l'obiettivo di: a) creare un'unione bancaria dell'area euro, che preveda un fondo europeo di garanzia sui depositi bancari; un sistema centralizzato di sorveglianza sugli istituti di credito; una regolamentazione uniforme dei fallimenti bancari; l'istituzione di un'agenzia europea di rating del credito; b) attivare con effetto immediato i project bond europei e delineare criteri condivisi perche' anche eurobond e stability bond siano attivati in tempi certi, nell'ambito di un'unione economica dell'area euro; c) coordinare tali strumenti con il potenziamento degli interventi della Banca europea degli investimenti e con l'uso migliore e piu' efficace dei fondi strutturali nazionali; d) sostenere un dibattito politico europeo non formale sul «cantiere istituzionale» verso un'unione politica dell'area euro, cui gli Stati membri non dovrebbero piu' opporre obiezioni pregiudiziali, includendo, tra gli altri, il tema cruciale dell'unione fiscale e dei relativi meccanismi di controllo sovranazionale delle politiche di bilancio; e) favorire, attraverso opportune modifiche dei trattati, un processo riformatore volto ad attribuire alla Banca centrale europea un nuovo mandato che preveda il ruolo di prestatore di ultima istanza; f) garantire l'accesso al credito da parte delle imprese, anche attraverso un adeguato monitoraggio dei flussi di credito erogati dalla Banca centrale europea ad istituti bancari nazionali, preservandone la prioritaria destinazione ad alimentare le capacita' di credito del settore bancario verso la produzione e l'economia reale, con particolare riferimento alla piccola e media impresa; g) insistere nel sostegno a criteri europei per lo scorporo strutturale di alcune categorie di investimento, di riconosciuto interesse comune, dal computo del deficit dei Paesi membri; h) proseguire nella istituzione di un fondo speciale comunitario, gia' approvato dal Parlamento europeo, che assume i debiti dei Paesi che eccedono il limite del 60 per cento del prodotto interno lordo, fissato dal fiscal compact, e che emette obbligazioni a tassi di interesse ridotti con la garanzia di tutti gli Stati membri entro limiti temporali determinati; i) definire tempi certi per il completamento del mercato interno, aumentando competitivita' ed introducendo flessibilita' nel mercato del lavoro secondo principi europei; l) proporre, secondo la tradizione europeistica italiana, una piu' forte prospettiva di Europa solidale, che accanto alla capacita' di governo «politico» sia pronta a reagire con effetto immediato ad attacchi diretti ad uno o piu' degli Stati membri, compresi gli attacchi speculativi e finanziari, al pari di quelli ambientali o terroristici, e stabilire quindi, interpretando in tal senso, con l'impulso dell'Italia, il Trattato di Lisbona, una clausola europea di solidarieta' di fronte alle minacce ed agli attacchi, cosi' da mostrare ai cittadini la funzione di «protezione» europea come ulteriore e concreto effetto positivo dell'appartenenza alla casa comune. (1-01076) «Cicchitto, Frattini, Brunetta».

 
Cronologia
mercoledì 13 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva gli articoli 10, 13 e 14, nel testo delle Commissioni, del d.d.l. già approvato dal Senato, recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione (C. 4434), sui quali il Governo ha posto le relative questioni di fiducia.

mercoledì 20 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di conversione del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile (C. 5203), che sarà approvato in via definitiva dal Senato l’11 luglio (legge 12 luglio 2012, n. 100).