Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00615 presentata da D'ATTORRE ALFREDO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 12/07/2013
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00615 presentato da D'ATTORRE Alfredo testo di Venerdì 12 luglio 2013, seduta n. 52 D'ATTORRE . — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: in data 7 agosto 2012, mediante comunicato stampa del comune di Catanzaro veniva annunciato testualmente che «...attraverso la firma di un protocollo d'intesa che prevede l'utilizzo dei fondi PON Sicurezza...» sarà possibile dotare la Città di una «...tecnologia militare in campo civile per monitorare 24 ore su 24 l'intero territorio ed essere pronti ad intervenire celermente su ogni situazione...»; in data 9 agosto 2012, veniva avanzata, al comune di Catanzaro, mediante invio e mail, una richiesta da parte della società BunkerSec Corp. per «...affidamento incarico per la realizzazione del progetto Safe City ...»; in data 10 agosto 2012, veniva predisposta delibera di giunta comunale n.323 avente come oggetto: «Atto di indirizzo per il comandante della Polizia Municipale di Catanzaro per la stipula tra la Società BunkerSec Corp. (...) e l'Amministrazione Comunale di Catanzaro, dell'accordo per l'incarico di redigere, a titolo gratuito, il progetto Safe City ...»; in data 13 agosto 2012, con determina dirigenziale n.2626 del settore polizia Municipale di Catanzaro veniva accolta la richiesta avanzata dalla società Bunkersec Corp., e si affidava alla stessa «... l'incarico per studio, programmazione economica e redazione progetto Safe City ...»; in data 21 agosto 2012 veniva stipulata la convenzione tra amministrazione comunale di Catanzaro e la società BunkerSec Corp. per l'affidamento a titolo gratuito dell'incarico per lo studio, programmazione economica e redazione del progetto Safe City con l'applicazione della tecnologia Data Center ; nell'ottobre 2012, veniva presentato ufficialmente da parte della BunkerSec Corp. Il progetto per un sistema di controllo incentrato su 900 telecamere in una città di 90.000 abitanti; in data 8 marzo 2013, con deliberazione n.57 della giunta comunale di Catanzaro di «... approvazione dello studio iniziale e offerta di bilancio del progetto Safe City della società BunkerSec Corp. ...»; considerata la tempistica e la modalità di presentazione sorgono molti dubbi in merito al progetto in questione; l'amministrazione comunale di Catanzaro ha deliberato l'adozione del progetto denominato Safe City senza avviare alcuna procedura legale di evidenza pubblica, così come invece presupposto indispensabile richiesto dalle normative nazionale ed europea vigenti; l'importo base del progetto ammonta a 23.180.000 euro suscettibile di aumento del 15 per cento, e al netto di IVA, tasse, costi doganali, spese accessorie, canoni e fluttuazioni di cambio, per un costo complessivo quindi non ancora effettivamente quantificabile; allo stato all'interrogante, risulta inesistente dal punto di vista documentale qualsiasi ricerca di mercato atta ad acquisire conoscenze sia sulle dotazioni attinenti al progetto in oggetto sia su eventuali proposte di utilizzo di tecnologie alternative e quindi risulta inesistente, ogni possibile valutazione comparativa sia in termini tecnici e qualitativi, che soprattutto in termini economici e finanziari; non vi risultano essere motivazioni tali da giustificare l'intero procedimento amministrativo e manca una adeguata e corroborata valutazione degli aspetti emergenziali dell'ordine e della sicurezza pubblica, che avrebbe dovuto vedere secondo l'interrogante il coinvolgimento anche della prefettura di Catanzaro, tale appunto da giustificare un sistema di 900 telecamere su 90 mila abitanti; ad oggi le autorità competenti sulle ordinarie condizioni di ordine e sicurezza pubblica nella città di Catanzaro non hanno mai denunciato una situazione di emergenza tale da rendere necessari interventi come il progetto di «Safe City; esiste una indubbia invasività del Safe City , anche in merito alla tutela della privacy , ovvero del diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata, elemento di cui non vi è traccia nella predisposizione del progetto stesso; la realizzazione del Safe City , ovvero l'adozione di una, come recita testualmente il progetto, «...tecnologia militare in campo civile per monitorare 24 ore su 24 l'intero territorio ed essere pronti ad intervenire celermente su ogni situazione...» suscita perplessità in merito alla governance dei dati sensibili, e particolare inquietudine sui possibili scenari di intelligence , da parte di Stati stranieri anche alla luce dei recenti episodi internazionali; negli atti amministrativi prodotti è assente l'indicazione puntuale delle fonti di finanziamento necessarie all'adozione del Safe City , e risultano assai vaghi ed indeterminati, ad avviso dell'interrogante, in sospensione fattuale, per così dire, affidando ad un vago «i competenti uffici regionali» dove reperire i fondi necessari; è del tutto mancante ad avviso dell'interrogante l'indicazione puntuale e certa della copertura dei costi di esercizio, di gestione, e di manutenzione ordinaria e straordinaria del Safe City , valutati molto approssimativamente in alcuni milioni di euro/anno; dal comune di Catanzaro è stato ripetutamente asserito che i fondi individuati, di cui non vi è traccia, per la realizzazione del Safe City , andrebbero persi se non utilizzati per tale finalità; nelle linee programmatiche di mandato il sindaco di Catanzaro ha indicato nei PON sicurezza la fonte di finanziamento del progetto Safe City ; tale indicazione però non risulta in alcun atto precedente e successivo prodotto dall'amministrazione comunale; ad oggi manca ogni tipo di informazione sulle attuali dotazioni di videosorveglianza presenti a Catanzaro, sul numero delle telecamere già installate, sulla loro efficacia e sul loro effettivo funzionamento; non è dato sapere perché l'amministrazione comunale non abbia immaginato di utilizzare, ripristinare e mettere a sistema, in sinergia con gli altri organismi periferici dello Stato, i dispositivi già esistenti, magari con l'integrazione di altri dispositivi ma con importi decisamente inferiori a quelli previsti dal progetto Safe City ; con la determina dirigenziale n.372 del 4 febbraio 2013, era stata affidata, con regolare selezione pubblica e tramite i PON sicurezza, la fornitura di un sistema di videosorveglianza da destinare a due quartieri della città, per un costo molto circoscritto, pari di euro 81.000; tale bando, e relativo affidamento, sono stati però sorprendentemente revocati in autotutela con determina dirigenziale n.726 del 6 marzo 2013; ancora una volta la scansione temporale degli atti prodotti risulta assai originale per la brevità con cui sono stati adottati; è del tutto evidente quella che all'interrogante appare una sostanziale accondiscendenza in maniera acritica alle proposte avanzate dalla società BunkerSec Corp.; è stato avanzato anche un ricorso al Tar in merito al progetto in oggetto–: se il Ministero dell'interno, considerata la rilevanza desumibile dalle premesse, sia a conoscenza del progetto Safe city e sia stato coinvolto nel medesimo e, in tal caso, se abbia acquisito o intenda acquisire informazioni sulla società che lo ha proposto; come siano stati utilizzati i fondi PON sicurezza fino ad oggi ed eventualmente se si intenda, qualora emergessero delle irregolarità, revocare tali fondi; se non sia il caso di istituire presso la locale prefettura un tavolo istituzionale con il coinvolgimento di tutti i soggetti impegnati a garantire la sicurezza e l'ordine pubblico in città al fine di individuare soluzioni articolate e complessive a partire anche dal potenziamento degli organici delle forze dell'ordine presenti a Catanzaro città. (5-00615)