Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06710 presentata da BRIGNONE BEATRICE (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 20/10/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06710 presentato da BRIGNONE Beatrice testo presentato Martedì 20 ottobre 2015 modificato Martedì 27 ottobre 2015, seduta n. 511 BRIGNONE , ANDREA MAESTRI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: l'Istituto superiore di sanità dichiara che in Italia è in atto un preoccupante calo della copertura vaccinale obbligatoria contro la poliomielite, il tetano, la difterite, l'epatite B e la pertosse, vaccinazione facoltativa; da quanto appreso dai media pare che il Governo stia valutando di emanare un provvedimento al fine di trasformare le vaccinazioni oggi facoltative in obbligatorie per chi frequenta la scuola d'obbligo e prevedere sanzioni per tutti i medici che non consigliano i vaccini ai bambini; nel 2013 i bambini vaccinati erano circa il 95 per cento, valore minimo previsto dall'obiettivo del piano vaccini. In particolare, la copertura per Haemophilus influenzae b (Hib), che nel 2013 era pari al 94,5 per cento, è rimasta sostanzialmente invariata, mentre la copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia (Mpr) è diminuita di quasi 4 punti percentuali rispetto ai 2013 passando dal 90,3 per cento all'86,6 per cento; è quindi evidente che, nonostante l'implementazione dei programmi vaccinali, permane il problema che, nel tempo, prosegue a peggiorare. Inoltre, a quanto risulta, in più di un'occasione, l'aumento dei casi di ammalati di pertosse non è correlabile al rifiuto dei genitori di vaccinare i loro bambini per paura di potenziali effetti collaterali, ma al fatto che più si vaccina e più il sistema immunitario del vaccinato è leso e quindi il soggetto vaccinato è in balia non solo della pertosse trasmessagli da altri vaccinati, ma anche di qualsiasi altra malattia; nella bozza del piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, all'esame della conferenza Stato-regioni, si stima che il costo complessivo della campagna di prevenzione vaccinale sia pari a 620 milioni di euro; si annuncia la positiva revisione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) che permetterà l'inclusione aggiornata del calendario vaccinale e dei relativi indicatori di copertura, nei livelli essenziali di assistenza, garantendo così il diritto del cittadino a fruire delle vaccinazioni; la bozza del piano sottolinea che non tutte le amministrazioni regionali hanno realizzato strutture organizzative stabili in grado di gestire l'incremento dei volumi di attività determinati dall'adozione del nuovo calendario. È apprezzabile quindi l'ipotesi di un «Fondo nazionale per i vaccini che possa co-finanziare le regioni in difficoltà oggettive a garantire, ancora una volta, l'uniformità, l'equità e l'universalità dell'offerta su scala nazionale»; il documento evidenzia l'importanza di proporre soluzioni «per l'innovazione tecnologica, per lo sviluppo di nuovi vaccini, per la possibilità di combinare antigeni in maniera diversa e migliore dell'attuale» e riafferma che «l'eliminazione e la riduzione del carico delle malattie infettive prevenibili da vaccino rappresentano una priorità per il nostro Paese, da realizzare attraverso strategie efficaci e omogenee da realizzare sul territorio nazionale». In sostanza, traccia strategie per evitare il calo delle vaccinazioni che preoccupa le autorità sanitarie ma anche la popolazione–: quali siano le iniziative che intende assumere per individuare le vere cause della mancata copertura vaccinale nelle cosiddette fasce deboli e a rischio; per quali ragioni, nonostante l'uso esteso dei vaccini, pari al 95 per cento nella popolazione, si assista alla ricomparsa di malattie infettive che pare non abbia nulla a che vedere con il 5 per cento della popolazione non vaccinata; se non ritenga sbagliato prevedere sanzioni, come s'ipotizza, per i medici che non consigliano i vaccini alla popolazione, evitando di delegare ad altri il ruolo del Ministero in termini d'informazione e sensibilizzazione; quali siano le motivazioni per le quali il problema dei vaccini torni sempre di attualità col sopraggiungere dei primi freddi; se la popolazione deceduta a causa di malattie infettive fosse coperta da vaccini; se non ritenga che il problema di contagio di malattie infettive sia un problema che non riguarda solo il 5 per cento della popolazione, quella cioè che non intende avere una copertura vaccinale e quindi risulta più a rischio, ma anche un problema che riguarda la restante parte della popolazione con copertura vaccinale. (5-06710)