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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00220 presentata da UNGARO MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 11/05/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00220 presentato da UNGARO Massimo testo di Venerdì 11 maggio 2018, seduta n. 10 UNGARO . — Al Ministro della salute, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: come si evince da alcune lettere inviate alle missioni diplomatiche italiane all'estero e al Ministero della salute, così come da alcuni interventi di connazionali professionisti medici all'estero sul web , si vedano i casi del forum Doctore 33 o della Federazione italiana medici di famiglia, la questione dei medici di medicina generale italiani operanti nei Paesi della Unione europea, in attesa di rientrare in Italia, potrebbe finire in contenzioso e mettere in discussione il punteggio tradizionalmente alto assegnato dalla convenzione alla residenza nella regione cui si riferisce la zona carente di volta in volta messa a bando; a lanciare l'allarme è il responsabile del settore primary care dell’ Italian Medical Society of Great Britain , Marco Nardelli che ha ufficialmente posto il problema alla Sisac – Struttura interregionale sanitari convenzionati – e alla regione Lazio. Si fa notare come svariati medici di medicina generale, cittadini italiani che vivono e lavorano in Europa rischino di essere discriminati e come il loro rientro in Italia sia ostacolato se verrà negato agli stessi il generoso «punteggio residenza» a causa della mancanza di una specifica norma esplicativa che li tuteli nell'accordo collettivo nazionale; molti di questi medici, alcuni dei quali con tanto di coniugi e figli in attesa del loro rientro in Italia, sono regolarmente iscritti, come da obbligo di legge, al registro dei cittadini italiani residenti all'estero, Aire, che viene mantenuto presso il comune di origine italiano. Quindi sono non ufficialmente residenti in quel comune ma ovviamente collegati ad esso, sia emotivamente che a livello pratico, conservando pure il voto per la regione ed il sindaco, il pagamento delle tasse e l'accesso agli uffici per i servizi comunali; si fa notare, altresì, come il «punteggio residenza» sia estremamente sproporzionato rispetto ai meriti di servizio; infatti, i punti di servizio valgono in proporzione pochissimo se rapportati ai punti per la residenza. In caso di mancata attribuzione del «punteggio residenza», un medico di medicina generale che esercita in Europa avrebbe bisogno di più di dieci anni di servizio solo per pareggiare i punti «bonus» per la residenza di un neo-diplomato in medicina generale residente nel comune dell'area carente; su 12 mila medici trasferitisi nel Regno Unito molti sono provenienti dall'Unione europea – pari a quasi il 9 per cento della forza lavoro medica del National Health Service . Si presume poi che un quinto voglia far rientro in patria e circa 10 mila tra infermieri ed altri sanitari hanno già lasciato –: se i Ministri interrogati siano a conoscenza della questione e se non intendano, per quanto di competenza, assumere iniziative, anche nell'ambito della Struttura interregionale sanitari convenzionati, affinché si stabilisca che per gli iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero) nell'assegnazione dei «punti residenza» occorre fa riferimento all'ultimo comune italiano di residenza prima dell'iscrizione all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. (4-00220)