Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00156 presentata da CIPRINI TIZIANA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 13/07/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00156 presentato da CIPRINI Tiziana testo di Venerdì 13 luglio 2018, seduta n. 26 CIPRINI , GALLINELLA , TRIPIEDI , SIRAGUSA , DE LORENZO , VIZZINI e PALLINI . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: secondo quanto si apprende dalla stampa online , «Si chiude la vertenza Perugina. Questa mattina sindacati e Nestlé hanno siglato in Confindustria l'intesa legata alla gestione degli esuberi della fabbrica di cioccolato di San Sisto, che entro la fine di giugno entrerà a regime con 613 dipendenti anziché 850. L'accordo non prevede né licenziamenti né proroghe della cassa integrazione in scadenza a giugno: per ognuno dei 364 esuberi dichiarati è stata trovata una soluzione concordata con l'azienda, tra ricollocazioni interne ed esterne, esodi volontari e prepensionamenti. Sono 146 le persone incentivate all'esodo, 35 i prepensionamenti, poi una ricollocazione in un'altra azienda con l'incentivo di Nestlé; tutti gli altri saranno ricollocata in azienda: 10 nel gruppo Nestlé al di fuori di San Sisto e 172 a Perugia, con contratto part-time semestrale a tempo indeterminato» ( www.repubblica.it/economia del 23 maggio 2018 ); invece nella lettera di «procedura di riduzione di personale» del 18 maggio 2018 inviata per il tramite di Confindustria Umbria, Nestlé Italiana spa comunica la necessità di dover procedere al licenziamento di n. 180 lavoratori dell'unità di Perugia, viale San Sisto, i quali risultano strutturalmente in esubero in seguito all'accordo del 7 aprile 2016; il segretario Flai Cgil Umbria ha dichiarato: «Prendiamo atto del fatto che oggi troviamo una “quadra” sul piano sociale ma abbiamo perso 180 posti di lavoro, rispetto all'annuncio del 9 maggio 2017 dei 364 esuberi, riuscendo a salvaguardarne in maniera parziale altrettanti. Un impatto pesante»; molti (ex dipendenti) in realtà sono stati chiamati ad accettare le dure condizioni di una risoluzione «consensuale» del rapporto di lavoro, seppur con un incentivo all'esodo «volontario» ovvero il passaggio a contratti part-time ; eppure nell'accordo del 23 maggio 2018 tra Nestlé e rappresentanze sindacali unitarie dell'unità di Perugia viene espressamente previsto anche il ricorso alla cosiddetta isopensione ex legge n. 205 del 2017; ripercorrendo dal principio quanto è successo, la vicenda della Perugina ha dell'incredibile; i licenziamenti sembrano siano il frutto delle conseguenze dell'accordo firmato nell'aprile del 2016 dai sindacalisti; secondo la ricostruzione pubblicata sul quotidiano La Verità del 18 luglio 2017, «L'anno scorso l'azienda svizzera proprietaria del marchio ha annunciato un piano industriale con un investimento di 60 milioni di euro in tecnologia e robotizzazione, che conteneva al tempo stesso una ristrutturazione con l'obbligo di ricollocazione solo per il 70 per cento degli 819 addetti alla produzione. Il messaggio era chiarissimo, tagli in vista con l'industria 4.0 che avanza. Ma i sindacati territoriali e nazionali (soprattutto la Cgil) alla notizia dei 60 milioni avevano brindato e firmato di corsa l'accordo (...)»; poi è arrivato il comunicato dell'amministratore delegato di Nestlé Italia, Leo Wencel, il quale ha ricordato la scadenza della Cassa integrazione guadagni straordinaria a giugno 2018 e la necessità di «procedere a un riequilibrio occupazionale» che ha interessato circa 340 dipendenti, che hanno subito le conseguenze di un accordo che non fu nemmeno sottoposto all'approvazione referendaria da parte dei lavoratori; il maggior sconcerto per i lavoratori è stato prendere coscienza della «sottovalutazione» della gravità di quanto stava accadendo da parte di coloro che hanno gestito la vertenza e della «distanza» di parte delle istituzioni, anche locali e regionali, che hanno sottovalutato il piano industriale ed ignorato lo smantellamento di interi reparti produttivi, come quello della caramella Rossana; a nulla è valso l'interessamento da parte del MoVimento 5 Stelle che anche tramite la prima firmataria del presente atto si fece portavoce presso l'allora Ministro dello sviluppo economico della proposta di un gruppo di ex dipendenti per l'avvio di una cooperativa per riassorbire gli esuberi e riprendere la produzione; appare necessario dunque adottare iniziative urgenti finalizzate al ricollocamento dei lavoratori licenziati anche con la collaborazione della neoistituita Agenzia regionale per le politiche attive della regione Umbria di cui alla legge regionale n. 1 del 2018 –: se e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, il Governo intenda assumere per acquisire un quadro chiaro della vicenda esposta in premessa, da cui sembrano emergere anche responsabilità sindacali nella gestione della vertenza e se intenda verificare quanti lavoratori hanno usufruito della cosiddetta isopensione come previsto nell'accordo del 23 maggio 2018; quali iniziative, anche in accordo con la regione Umbria e gli enti locali, il Governo intenda adottare per la «gestione» dei lavoratori licenziati, al fine di assicurare loro percorsi di riqualificazione e misure adeguate finalizzate ad un tempestivo ricollocamento nel mondo del lavoro. (5-00156)