Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00087 presentata da OCCHIUTO ROBERTO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 17/07/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00087 presentato da OCCHIUTO Roberto testo presentato Martedì 17 luglio 2018 modificato Mercoledì 18 luglio 2018, seduta n. 29 OCCHIUTO , GELMINI , BARTOLOZZI , CANNIZZARO , CAPPELLACCI , CARFAGNA , CASCIELLO , CASINO , D'ATTIS , ELVIRA SAVINO , FASANO , FASCINA , FERRAIOLI , GERMANÀ , LABRIOLA , MINARDO , PENTANGELO , PITTALIS , PRESTIGIACOMO , PAOLO RUSSO , SANTELLI , SARRO , SCOMA , COSIMO SIBILIA , SIRACUSANO , SISTO , TARTAGLIONE , MARIA TRIPODI , VERSACE e VITO . — Al Ministro per il sud . — Per sapere – premesso che: secondo un recente rapporto Svimez ogni anno 175 mila giovani del Sud, su un totale di 685 mila (oltre 1 su 4), si iscrivono alle Università delle città del Centro-Nord e, di conseguenza, vi si trasferiscono. La maggioranza di questi giovani, una volta completati gli studi, non ritorna. La perdita di una quota così rilevante di giovani implica, secondo Svimez, un minore indotto locale superiore ai 3 miliardi di euro, una perdita pari ad un terzo della crescita economica del Mezzogiorno dell'ultimo anno; ma le ricadute negative sono anche sulle stesse Università del Sud: si riducono gli studenti e quindi anche il costo standard , il parametro tramite il quale il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca assegna i fondi agli atenei. In questo modo si riducono le risorse per corsi di studio, docenti, servizi didattici, infrastrutture e questo si traduce in una minore qualità e attrattività delle Università meridionali; secondo il recente rapporto Istat «Misure di benessere equo e sostenibile dei territori», un ulteriore e pericoloso elemento del divario Nord-Sud è costituito dal livello di istruzione: i laureati meridionali sono quasi il 9 per cento in meno e arriva al 12 per cento il divario tra i diplomati del Mezzogiorno e quelli del resto del Paese, con una crescita di 4 punti negli ultimi 12 anni; la forbice tra il Mezzogiorno e il resto d'Italia è quindi anche e soprattutto di tipo cognitivo ed investe l'università, la ricerca scientifica, la scuola e l'accesso alle Ict, le moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ovvero i motori dello sviluppo nell'era della conoscenza; è, quindi, necessario allocare investimenti ad alto contenuto tecnologico per sviluppare l'economia della conoscenza, in un rapporto sinergico tra formazione e sistema produttivo; d'altra parte, la risposta del Governo secondo gli interroganti sembra essere solo l'introduzione di uno strumento assistenzialistico che non ha nulla a che fare con merito e crescita, ovvero il reddito di cittadinanza –: quali interventi si intendano adottare per ridurre il divario in ambito scolastico- formativo, con particolare riferimento alla necessità di destinare maggiori risorse alle Università del Mezzogiorno e, più in generale, se si intenda adottare una politica di investimenti orientata allo sviluppo dell'economia della conoscenza, al fine di favorire un legame reale con il mondo produttivo, e se non si ritenga più utile destinare risorse a forme di sostegno alle giovani eccellenze del Sud, piuttosto che investire sul reddito di cittadinanza, che di certo non tratterrà le risorse più formate per lo sviluppo del Mezzogiorno. (3-00087)