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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02859 presentata da MAZZETTI ERICA (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 29/03/2022

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02859 presentato da MAZZETTI Erica testo presentato Martedì 29 marzo 2022 modificato Mercoledì 30 marzo 2022, seduta n. 668 MAZZETTI , BARELLI , D'ATTIS , CATTANEO , SOZZANI , RUGGIERI , NOVELLI , PORCHIETTO , ROSPI , GENTILE , ANNA LISA BARONI , ROTONDI , SESSA , ROSSO , GIACOMETTO , CORTELAZZO e BAGNASCO . — Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . — Per sapere – premesso che: l'articolo 25 del decreto-legge n. 17 del 2022 ha introdotto una speciale disciplina compensativa per i contratti in corso di esecuzione, finalizzata a fronteggiare gli incrementi eccezionali dei prezzi del primo semestre 2022; sebbene ciò testimoni l'attenzione del Governo al grave problema in atto e il tentativo di trovare una soluzione per i contratti in corso, le misure adottate non sono ancora sufficienti; il sistema compensativo proposto è datato, poiché pensato per operare in contesti economici stabili diversi da quello attuale, contraddistinto da aumenti (spesso a tripla cifra) della stragrande maggioranza dei fattori della produzione, materiali da costruzione inclusi; la procedura prevista per il riconoscimento degli extracosti si conferma lenta e farraginosa, richiedendo mesi e mesi per giungere alla conclusione; peraltro, le misure varate arrivano solo sino al 30 giugno 2022; anche i preziari sulla base dei quali sono stimate e saranno bandite le opere di prossimo affidamento sono inadeguati, da cui deriva la necessità di un intervento urgente che, in via cogente, e non facoltativa come ipotizzato nel cosiddetto decreto sostegni- ter , obblighi le committenti ad adeguare i propri preziari, riportandoli in linea con i correnti prezzi di mercato; si rischia un generalizzato blocco dei lavori in corso e il fallimento del programma infrastrutturale del Piano nazionale di ripresa e resilienza; le aziende serie non sono messe in condizione di effettuare una corretta programmazione dei lavori, spesso di durata pluriennale, né di pensare alle giuste strategie aziendali e all'organizzazione dei fattori della produzione; occorre mettere in sicurezza i contratti in corso di esecuzione, le cui offerte siano state fatte nel 2020 o prima, ossia in un momento in cui questa «tempesta» non era minimamente ipotizzabile, ristabilendo l'equilibrio contrattuale; è indispensabile introdurre, sia per lavori pubblici che privati, il principio secondo cui, ove il forte aumento dei prezzi dei materiali abbia causato o possa causare un rallentamento dei lavori, lo stesso venga riconosciuto come causa di forza maggiore, idonea a sollevare dalla responsabilità l'appaltatore, anche in relazione all'applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardi o omessi adempimenti. Ciò, al pari di quanto previsto per l'emergenza pandemica con il decreto-legge n. 6 del 2020 –: quali iniziative di competenza intenda adottare nell'immediato per intervenire sulla grave crisi che stanno affrontando le imprese di costruzioni, al fine di evitare il loro fallimento e la conseguente paralisi dei lavori pubblici, con conseguenze devastanti sia per l'intera filiera che per il sistema Paese nel suo complesso, alla luce delle sfide del Piano nazionale di ripresa e resilienza. (3-02859)