Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/26229 presentata da RALLO MICHELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19991019
Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere _ premesso che: sono state avviate le procedure per la privatizzazione del Mediocredito centrale spa, banca che detiene il controllo del 61 per cento del Banco di Sicilia; il relativo bando precisa che "l'alienazione verra' effettuata mediante trattativa diretta e/o offerta pubblica di vendita"; il medesimo bando di gara precisa inoltre che la privatizzazione del Mediocredito centrale-Banco di Sicilia dovrebbe contribuire "al rafforzamento patrimoniale ed allo sviluppo imprenditoriale di Mediocredito centrale"; in esito al citato bando, sono pervenute tre offerte: le prime due, da parte della Banca di Roma e di Unicredito per il totale di Mediocredito centrale; a terza, da parte di un gruppo di banche popolari (Popolare di Vicenza, Popolare di Bergamo, Popolare di Bergamo, Popolare di Emilia-Romagna, Cardif) per il 30 per cento di Mediocredito centrale, ponendo sul mercato il restante 70 per cento attraverso una offerta di pubblica vendita aperta all'azionariato degli imprenditori, in particolare siciliani, e degli stessi dipendenti; a quattro giorni dalla scadenza per i rilanci sulle offerte, peraltro provocando il rinvio di una settimana del processo di privatizzazione, il ministero del tesoro ha comunicato alle banche interessate, per il tramite degli advisor J. P. Morgan e C. S. First Boston, che "nella cessione del Mediocredito Centrale verranno preferite le soluzioni che offrono maggiori garanzie in termini di stabilita', e pertanto verranno privilegiate le offerte definitive che permettano la dismissione totale del Tesoro nel Mediocredito"; tale intervento da parte del Ministero interrogato sembrerebbe prefigurare una pesantissima ingerenza nel processo di privatizzazione, inteso a favorire l'offerta della Banca di Roma ed a mettere fuori gioco quella del raggruppamento delle Popolari, e cio' _ prescindendo dall'aspetto etico della vicenda _ contravvenendo a quanto previsto dal bando di gara, che indica esplicitamente la offerta di pubblica vendita tra i sistemi validi per la partecipazione alla gara, ed identifica fra gli scopi della privatizzazione l'obiettivo di pervenire "al rafforzamento patrimoniale ed allo sviluppo imprenditoriale di Mediocredito"; non vanno peraltro sottaciute le gravissime implicazioni economiche e sociali che la presa di posizione di codesto Ministero provocherebbe considerato che il prevalere della offerta della Banca di Roma avrebbe come immediata conseguenza la chiusura, in Sicilia e nel Lazio, di decine e decine di sportelli e l'emergere di almeno di tremila unita' lavorative in esubero; altro pesantissimo effetto di una tale scelta sarebbe quello della perdita di una identita' autonoma del Mediocredito centrale, per tacere della totale cancellazione del Banco di Sicilia da una realta' economica quale quella siciliana, peraltro drammatica sotto diversi punti di vista; in tutta la complessa vicenda, sembra che un ruolo di primo piano sia stato svolto dal direttore generale del ministero del Tesoro dottor Mario Draghi, responsabile _ secondo alcuni _ della scelta di non ricorrere a regolari gare per l'individuazione degli advisors chiamati a gestire fasi delicatissime nei processi di privatizzazione, giustificando tale scelta con l'attribuzione a tali figure di un ruolo di semplici collocatori, cosa giudicata da molti non vera _: se non ritenga che la ricordata scelta in ordine ai criteri di individuazione degli advisors possa essere scaturita nell'incontro che il 2 giugno 1992, in acque territoriali italiane, avvenne a bordo del "Britannia", yacht di proprieta' della regina d'Inghilterra, tra rappresentanti di alcune banche inglesi ed esponenti del mondo finanziario italiano, incontro cui partecipo' il dottor Mario Draghi _ anche all'epoca direttore generale del ministero del tesoro _ come riportato nel corso di una audizione presso la Commissione Bilancio della Camera dei deputati il 3 marzo 1993; se non ritenga opportuno, altresi', porre in essere tutte le misure atte a garantire la massima trasparenza nei processi di privatizzazione in genere e, per quanto in particolare attiene a quello in argomento, ad assicurare il rispetto dei termini del relativo bando di gara; se non intenda operare al fine di evitare che la privatizzazione del Mediocredito centrale Banco di Sicilia possa produrre effetti devastanti sul sistema creditizio nazionale, e siciliano in particolare. (4-26229)