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Portale storico della Camera dei deputati

Presidenti

Pier Ferdinando Casini

Nato a Bologna (Emilia-Romagna) il 3 dicembre 1955
Laurea in giurisprudenza; Dirigente

Biografia

Nasce a Bologna il 3 dicembre 1955. Laureato in giurisprudenza nel 1978, inizia un'attività di dirigente d'azienda, ma ben presto si dedica esclusivamente all'attività politica.
Consigliere comunale di Bologna dal 1980, nel 1983 è eletto per la prima volta deputato, nelle liste della Democrazia cristiana. È costantemente riconfermato dalla IX alla XVI legislatura.
All'inizio della sua attività di deputato, è componente delle Commissioni affari costituzionali (1983-1984) e bilancio (1984-1987). Nella X legislatura, oltre ad essere membro delle Commissioni giustizia, trasporti ed attività produttive, è vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi dal 1988 al 1992. Nell'XI e XII legislatura è membro delle Commissioni esteri e difesa.
Presidente dei giovani Democratici cristiani, membro del consiglio nazionale della Democrazia cristiana dal 1983 e della direzione nazionale del partito dal 1987, ricopre l'incarico di dirigente del dipartimento studi, propaganda e stampa. Nel gennaio del 1994, dopo lo scioglimento della Democrazia cristiana, promuove la costituzione di un partito politico, il Centro cristiano democratico, di cui è segretario e poi presidente, che si colloca nell'ambito della coalizione di centro-destra, qualificandosi per la forte attenzione ai temi della famiglia e dei diritti. Promuove iniziative finalizzate ad una riaggregazione delle diverse forze politiche appartenenti all'area cattolica, in particolare con i Cristiani democratici uniti.
Eletto per la prima volta nel 1994 al Parlamento europeo è riconfermato nel 1999, iscrivendosi al gruppo del Partito popolare europeo e rimanendo in carica fino al 2001.
Nella XIV legislatura, il 31 maggio 2001, dopo la vittoria della coalizione di centro-destra, è eletto Presidente della Camera dei deputati. In questa veste, è eletto anche Presidente dell'Unione interparlamentare (2005- 2008), primo italiano dopo più di quattro decenni.
Durante la sua Presidenza si realizza, presso la Giunta per il Regolamento, un'intensa attività interpretativa volta a sciogliere gli aspetti più complessi della riforma regolamentare posta in essere nella legislatura precedente.
Viene dato ulteriore impulso all'apertura dell'istituzione parlamentare ai cittadini attraverso nuovi progetti di comunicazione istituzionale e attraverso un'ampia offerta di mostre ed eventi culturali ospitati presso le sedi della Camera dei deputati. Il 14 novembre 2002, nell'Aula di Montecitorio, Casini accoglie Giovanni Paolo II - primo pontefice a pronunziare un'allocuzione solenne dinanzi ai deputati e ai senatori - in visita al Parlamento italiano.
Casini rivolge una particolare attenzione alla cooperazione multilaterale tra Parlamenti. Nel corso della legislatura si intensificano, pertanto, le attività di raccordo con le istituzioni e i Parlamenti dell'Unione europea, nonché le relazioni con altre Assemblee parlamentari, con particolare riguardo all'Europa sud-orientale, all'Africa e all'America latina, e con le organizzazioni internazionali. Risulta, di conseguenza, valorizzata la dimensione della "diplomazia parlamentare" in un contesto internazionale caratterizzato da una rapida evoluzione, non priva di nuove e forti tensioni.
Sostiene la creazione della Fondazione della Camera dei deputati, alla cui presidenza nel 2003 viene chiamato Giorgio Napolitano, cui lo stesso Casini succede nel maggio del 2006, dopo la conclusione della XIV legislatura.
Molto impegnato anche nell'ambito delle aggregazioni politiche internazionali, è presidente della IDC - Internazionale democratica di centro dal 2006.
Costantemente attivo nella politica italiana, Casini si impegna ad aggregare le diverse aree del cattolicesimo moderato. Nel dicembre 2002 promuove la formazione dell'Unione dei democratici cristiani e di centro, che fonde il Centro cristiano democratico, i Cristiani democratici uniti e la Democrazia europea. Il nuovo partito, fortemente ancorato all'esperienza del popolarismo europeo, rimane inizialmente parte integrante del Polo di centro- destra, ma se ne allontana progressivamente e, nel 2008, rifiuta di aderire al Popolo della libertà e assume una posizione autonoma dai due poli.
Rieletto nelle elezioni politiche del 2008, durante la XVI legislatura è presidente del gruppo parlamentare Unione di centro e membro della Commissione esteri e poi della Commissione giustizia.

XIV Legislatura della Repubblica italiana

Seduta del 30 maggio 2001, continuata nella giornata del 31 maggio

Dopo la vittoria elettorale della coalizione di centro-destra alle elezioni politiche del 13 maggio 2001, l'Assemblea elegge Pier Ferdinando Casini, leader del Centro cristiano democratico, alla Presidenza della Camera. L'elezione avviene nella seduta inaugurale della XIV legislatura, il 31 maggio, al quarto scrutinio, con 343 voti su 597 votanti. Lo stesso giorno il Presidente rivolge all'Assemblea il consueto discorso di insediamento. Ringrazia innanzitutto i suoi predecessori Luciano Violante e Nilde Iotti, della quale ricorda il rigore e l'imparzialità. Passa poi a evidenziare la necessità di trovare un terreno comune di dialogo tra maggioranza e opposizione nel superiore interesse del Paese e in vista degli importanti e inderogabili obiettivi della legislatura, primo fra tutti il rinnovamento delle istituzioni. In relazione agli impegni e ai risultati conseguiti in sede europea nel corso della precedente legislatura, Casini afferma la necessità di «ridare slancio ad un'Europa dei popoli e delle nazioni», «che riconosca alle sue istituzioni una più ampia sfera di autonomia e sovranità». Dopo aver rivolto un saluto al Papa Giovanni Paolo II, agli italiani residenti all'estero, ai militari impegnati nelle missioni internazionali di pace, ringrazia le Forze dell'ordine, che garantiscono la sicurezza di tutti i cittadini, e i magistrati e gli avvocati, che attraverso il loro operato garantiscono la libertà di tutti. Ricorda, infine, il debito di riconoscenza che il Paese ha contratto con le famiglie delle vittime del terrorismo e della mafia, il cui sacrificio ha consentito la sopravvivenza dello Stato democratico.