Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Presidenti

Nicolò Gallo

Nato a Agrigento il 10 agosto 1849
Deceduto a Roma il 7 marzo 1907
Laurea in Giurisprudenza; Docente universitario, Avvocato

Biografia

Nicolò Gallo nasce a Girgenti (oggi Agrigento) il 10 agosto 1849. Conseguita la laurea in giurisprudenza presso l'università di Palermo, si dedica per molti anni all'attività forense nella città natale. Coltiva al contempo interessi letterari, componendo liriche, tragedie e pubblicando saggi di estetica.

Nel 1882 è eletto per la prima volta alla Camera dei deputati in rappresentanza del collegio di Sciacca e nello stesso anno si stabilisce a Roma, dove esercita con grande successo la professione di avvocato. Contemporaneamente tiene un corso universitario di estetica in qualità di libero docente presso l'ateneo romano.

E' rieletto ininterrottamente alla Camera dalla XV alla XXII legislatura del Regno d'Italia. Nel 1892 risulta eletto nei collegi di Sciacca e di Bivona ed opta per quest'ultimo, in cui continua a presentarsi fino all'elezione del 1897. Nelle politiche del 1900 è eletto nel collegio di Foligno e dopo il ritiro del marchese agrigentino Luigi Contarini è eletto per la XXII legislatura nel collegio di Girgenti.

Milita nelle file della sinistra storica e prende parte attiva ai lavori parlamentari. Le doti oratorie e la competenza giuridica ne fanno uno degli esponenti di spicco dello schieramento politico meridionale e siciliano, che si raccoglie intorno al marchese Antonio di Rudinì. Amico e seguace di Giuseppe Zanardelli, dopo il successo riportato dai deputati zanardelliani alle elezioni del marzo 1897, Gallo è chiamato a far parte del Gabinetto di Rudinì come Ministro della pubblica istruzione (dicembre 1897-giugno 1898) e lascia, quindi, la presidenza della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Alla guida del dicastero (che riassumerà dal giugno 1900 al febbraio 1901 nel Gabinetto Saracco) emana una serie di provvedimenti che riflettono la sua specifica preparazione: riordina il servizio delle Belle Arti, dà un nuovo assetto amministrativo al ministero e al sistema scolastico e rafforza il principio della libertà d'insegnamento dei maestri elementari.

Nella seduta inaugurale della XXI legislatura (16 giugno 1900) Gallo, candidato sostenuto dal Governo, è eletto Presidente della Camera, riportando 242 voti contro i 214 di Giuseppe Biancheri. Nell'esigua maggioranza ottenuta da Gallo il Presidente del Consiglio Pelloux legge uno sfaldamento della stessa maggioranza di governo e rassegna le dimissioni. Nello stesso tempo il tentativo di conciliazione tra maggioranza e opposizione messo in atto da Gallo naufraga contro la pregiudiziale posta dall'opposizione di considerare illegittime le norme regolamentari approvate dalla Camera durante l'ostruzionismo nella precedente legislatura, condizione che il Governo non può accogliere. A fronte della situazione di impasse istituzionale Gallo, il 26 giugno 1900, accetta la nomina a Ministro dell'istruzione nel nuovo Governo guidato da Saracco e lascia la Presidenza della Camera prima ancora di insediarsi.

Dal maggio 1906 al marzo 1907 è Ministro di grazia e giustizia e dei culti nel III Gabinetto Giolitti. Nel settembre 1906 insedia una commissione incaricata di predisporre la riforma generale della legislazione di diritto privato, della quale non vede gli esiti a causa della prematura scomparsa, avvenuta a Roma il 7 marzo 1907.