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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01755 presentata da BORGHEZIO MARIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960709

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti: nella tarda serata del 19 ottobre 1990, sei agenti della Polizia di Stato (Carlo Sorgi, Felix Bernabe' Lecce, Paolo Ciaramella, Pietro Maxia, Nicola Nardelli, e Roberto Recchia), tutti all'epoca in servizio presso il compartimento della polizia postale per il Lazio con sede a Roma, eseguivano una legale e rapida ispezione all'interno del night club "Executive", sito in Roma in via di San Saba; la rapida ispezione veniva eseguita allo scopo di constatare se all'interno del locale notturno fossero in corso uno spaccio di sostanze stupefacenti o una somministrazione di bevande alcooliche e superalcooliche a minori, cose ambedue segnalate agli agenti medesimi: nel contesto dell'ispezione, gli operatori venivano informati da altri quattro agenti (dipendenti dal medesimo compartimento di polizia postale presenti all'interno del locale), del fatto che, contrariamente alle norme di sicurezza previste, il locale aveva le uscite di sicurezza chiuse a chiave ed era mancante del personale preposto sia alle uscite di sicurezza stesse che all'utilizzo dei mezzi di estinzione anti incendio; i sei agenti operanti, dopo aver constatato direttamente le inadempienze, invitavano il gestore dell'Executive a provvedere in merito, e nel contempo si accorgevano che quasi tutti gli estintori del locale erano scarichi, per cui notiziavano lo stesso gestore dal fatto che avrebbero provveduto a segnalarlo alla competente autorita' giudiziaria; mentre gli accertamenti erano ancora in corso, su richiesta telefonica del gestore del locale, sul posto interveniva una squadra volante del 113; i sei agenti operanti informavano, allora, telefonicamente, il capo turno presso il centro operativo telecomunicazioni della Questura di Roma circa i motivi del loro intervento e sugli accertamenti effettuati, nella stessa circostanza, gli rappresentavano anche l'esigenza di effettuare un controllo di polizia amministrativa; sul posto si recavano pertanto il sovrintendente di turno del Commissariato di Polizia "Celio" Mimmo Damiani, e il funzionario di turno del centro operativo telecomunicazioni, dottoressa Paola Corrias, accompagnata da un ispettore di Polizia in uniforme, i quali disapprovavano l'operato dei sei agenti, nonostante i medesimi avessero loro rappresentato il fatto di essere autorizzati dall'articolo 16 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e dall'articolo 20 della legge n. 382 del 1975; il 26 novembre 1980, il dirigente del compartimento della polizia postale per il Lazio, primo dirigente della polizia di Stato dottor Vincenzo Bracco, faceva notificare ai sei agenti in questione una contestazione di addebiti disciplinari nella cui motivazione si asseriva che i medesimi, nonostante si fossero adoperati in un controllo amministrativo del locale "Executive" contrariamente alla volonta' del gestore, che non voleva farli accedere perche' indossanti abbigliamento non conforme e per la presenza di altri agenti di Polizia, non avevano avvertito immediatamente il medesimo dirigente; i sei agenti rispondevano alla contestazione di addebiti con una lettera di giustificazioni, nella quale puntualizzavano il vizio di legittimita' di quel provvedimento, in quanto nessun superiore gerarchico aveva rilevato mancanze da loro commesse; nella medesima lettera di giustificazioni i sei agenti facevano notare l'opinabilita' del comportamento di quei superiori e l'infondatezza delle motivazioni adottate dal gestore del locale notturno per giustificare il diniego all'ispezione; nonostante cio', con provvedimento disciplinare datato 18 dicembre 1990, il dottor Vincenzo Bracco puniva i sei agenti perche' resisi responsabili, a suo dire, di un controllo amministrativo non autorizzato e per non averlo informato immediatamente, dimostrando mancanza di correttezza nel comportamento; successivamente a cio', i sei agenti puniti presentavano un ricorso gerarchico avverso il provvedimento disciplinare indirizzato al capo della Polizia (all'epoca il prefetto Vincenzo Parisi), evidenziando che nell'assunto non era stata commessa alcuna infrazione disciplinare, considerato che l'articolo 28 del DPR n.782 del 1985, (regolamento di servizio degli appartenenti alla polizia di Stato) prevedeva l'obbligo di informare i superiori mediante la relazione di servizio e quindi immediatamente dopo avere operato e non prima; difatti, essi avevano regolarmente relazionato per iscritto al dottor Bracco immediatamente dopo l'eseguita ispezione nel locale notturno; con una sua nota di osservazioni in merito a tale ricorso gerarchico, il dottor Bracco affermava di averne ricevuta una Cat. B 1.278.1/126/2 dalla questura di Roma, contenente un appunto del dirigente del centro operativo telecomunicazioni, sul quale il questore di Roma, all'epoca il dottor Umberto Improta, aveva scritto di suo pugno, con una penna di colore rosso "per i provvedimenti disciplinari richiesti dalla circostanza"; il 23 marzo 1991, il capo della Polizia decretava il rigetto dei sei ricorsi gerarchici presentati dagli interessati e lo motivava affermando "che gli agenti, una volta accertata l'infondatezza dell'informazione in merito allo spaccio di sostanze stupefacenti, avevano l'obbligo di informare immediatamente il dirigente dell'ufficio di appartenenza" -: quali valutazioni esprima sul singolarissimo episodio che ha visto puniti sei agenti di Polizia responsabili di aver fatto solo il proprio dovere nel rispetto delle leggi e dei regolamenti; se ritenga di avviare una immediata inchiesta sui fatti, se necessario informando anche la competente autorita' giudiziaria per le eventuali valutazioni di sua competenza; quali provvedimenti intenda assumere, considerando anche che il dottor Vincenzo Bracco, gia' oggetto di numerose interrogazioni parlamentari che ne hanno ripetutamente, ma invano, proposto la rimozione, a tutt'oggi dirige ancora il compartimento di polizia postale per il Lazio. (4-01755)

 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.