Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00075 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920423
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa. - Per sapere: per quali ragioni si sia immediatamente giunti a quello che la stessa amministrazione della difesa aveva definito come "un caso estremo", vale a dire il tentativo di intercettazion da parte di aerei dell'Aeronautica militare italiana di un pacifico aereo di linea libico in volo verso un aeroporto civile europeo; chi abbia dato l'ordine dell'intercettazione e sulla base di quale decisione del Governo e del Parlamento; per quali ragioni il Governo non abbia sottoposto al Parlamento la decisione sull'atteggiamento dell'Italia in ordine alle misure decretate dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che in nessun modo sono passibili di attuazione automatica, scavalcando il processo decisionale richiesto dall'ordinamento interno e internazionale, e venendo meno allo stesso obbligo di informazione al Parlamento, pur seguito in occasione dell'embargo all'Iraq e della guerra del Golfo; in quale conto tenga il Governo la particolare posizione di esposizione dell'Italia nel Mediterraneo, ed i suoi specifici rapporti con la Libia in quanto Paese ex conquistatore e colonizzatore della Libia; in quale modo consideri il Governo il nuovo ricorso all'embargo e al blocco contro un Paese non europeo, tenendo conto della natura violenta di queste misure, denunciate anche dal Papa in relazione alle "tristi condizioni" a cui ancora oggi viene costretta la popolazione civile irachena; se l'adozione di misure militari italiane contro la Libia, per una controversia di carattere giurisdizionale, che secondo l'articolo 11 della Costituzione deve essere risolta senza far ricorso al mezzo della guerra, misure che, secondo uno scenario gia' noto, altro non sono che il prodromo di una nuova guerra ingiustificata e illegittima, rientri nel nuovo "modello di difesa" per il quale il Governo non ha ottenuto alcuna approvazione da parte del Parlamento. (4-00075)
L'identificazione visiva di velivoli civili o militari, per l'acquisizione di dati atti ad eliminare elementi di dubbio sulla reale identita' di una traccia, e' legittima e rientra nei compiti di istituto dell'aeronautica militare che, proprio per la salvaguardia della sovranita' nazionale, mantiene attivato anche in condizioni normali un apposito servizio di sorveglianza dello spazio aereo. Nel caso di cui fa cenno l'interrogante, i velivoli intercettori, che esplicavano normale servizio di allarme per la sorveglianza dello spazio aereo nazionale, sono decollati su ordine del 3^ comando operativo di regione, per segnalare al velivolo in questione, ove necessario e secondo la normativa aeronautica internazionale (norme ICAO), che non era autorizzato all'ingresso nello spazio aereo italiano in attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU n. 748 del 31 marzo scorso relativa all'embargo nei confronti della Libia. I velivoli della difesa aerea non sono usciti dai confini dello spazio aereo sottoposto alle autorita' italiane per il controllo del traffico aereo. Infatti il velivolo libico, una volta ricevuta comunicazione del diniego delle autorita' italiane al sorvolo del territorio nazionale, ha invertito la rotta e non ha interessato lo spazio aereo italiano. Pertanto i velivoli italiani non hanno effettuato alcuna intercettazione essendo rientrati alla base appena avuto comunicazione della inversione di rotta del velivolo libico. Il Ministro della difesa: Ando'.