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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00014 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920423

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per il coordinamento della protezione civile, dell'interno e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: in data 10 aprile 1992, in conseguenza dello straripamento del fiume Tronto nel versante marchigiano, all'altezza del comune di Monteprandone (AP), si e' verificata l'inondazione dell'insediamento industriale e del centro abitato di Porto d'Ascoli (comune di San Benedetto del Tronto); l'inondazione ha provocato ingenti danni alle strutture produttive e ai beni mobili ed immobili dei residenti; lo straripamento del fiume e' certamente da mettere in relazione alle condizioni idrogeologiche del suo bacino e alla gestione delle dighe di Talvacchia e dello Scandarello; le condizioni di dissesto del bacino del Tronto e la scarsa sicurezza dei suoi argini erano state accertate e documentate con chiarezza in una perizia dell'ingegner Carlo Oriani, alto funzionario del Consiglio superiore dei lavori pubblici, depositata in data 6 agosto 1987 al TAR di Ancona, nel contesto di un contenzioso amministrativo sul risanamento dell'asta fluviale; mentre nel comune di Monteprandone i danni sono stati contenuti grazie ad un preavviso dato alla popolazione con alcune ore di anticipo rispetto all'acutizzarsi del fenomeno calamitoso, a Porto d'Ascoli la popolazione non ha ricevuto nessun avvertimento preventivo; i soccorsi non sono stati ne' tempestivi ne' coordinati in maniera adeguata alla gravita' della situazione determinatasi; gli interventi di soccorso sono stati rallentati a causa della congestione del traffico veicolare che non e' stato opportunamente deviato su percorsi alternativi, bensi' ulteriormente appesantito dall'avvenuto svolgimento, in data 12 aprile 1992 nello stadio sito a breve distanza dalla zona disastrata, dell'incontro di calcio Sambenedettese- Fano; la popolazione ha manifestato esplicitamente in varie forme lo sdegno e il disagio rispetto a tali circostanze nei confronti delle autorita' locali -: per quali ragioni, contrariamente a quanto previsto esplicitamente dall'articolo 5, comma I, della legge n. 225 del 1992, non sia stato immediatamente deliberato lo "stato di emergenza"; se le autorita' competenti a far fronte a tali situazioni (prefetto e sindaco) hanno assolto fino in fondo alle mansioni loro attribuite dagli articoli 14 e 15 della succitata legge; per quali ragioni siano state ignorate le relazioni tecniche che avevano previsto la possibilita' di una tale catastrofe a causa del dissesto idrogeologico del fiume Tronto e della cattiva gestione del suo bacino fluviale; quali siano i fatti veramente accaduti nelle dighe di Talvacchia e dello Scandarello; per quali ragioni la popolazione di Porto d'Ascoli non sia stata avvertita dell'imminente alluvione, nonostante che le autorita' ne dovessero essere a conoscenza; per quali ragioni non si sia provveduto a chiudere al traffico le zone colpite, a deviare sull'autostrada i mezzi transitanti sulla statale n. 16 e a rinviare lo svolgimento dell'incontro di calcio sopra menzionato; se non ritengano di dover procedere con la dovuta celerita', per le zone interessate dall'evento, allo scopo di dare certezze alla popolazione residente, fortemente danneggiata, e di fare in modo che la programmazione e l'attuazione degli interventi di riparazione e di risarcimento si svolgano nei modi e nelle forme piu' trasparenti e democratiche, al fine di evitare i fenomeni di malcostume, di clientelismo e di sperpero verificatisi in situazioni analoghe; se non intendano avviare una inchiesta amministrativa per accertare eventuali responsabilita' all'interno delle pubbliche amministrazioni, in relazione agli eventi di cui sopra. (4-00014)

Le straordinarie precipitazioni atmosferiche abbattutesi nei giorni 9, 10 e 11 aprile 1992, aggravate nel litorale da violente mareggiate, hanno interessato gran parte del territorio della provincia di Ascoli Piceno, provocando eccezionali piene e conseguenti estese erosioni lungo i corsi d'acqua dei fiumi Tronto, Tesino, Tenna, Aso ed Ete Vivo, nonche' molte interruzioni sulla rete viaria delle zone montane e collinari per cedimenti di ponti, e numerosissime frane e smottamenti. I maggiori danni si sono registrati nella zona a valle in localita' Porto d'Ascoli di San Benedetto del Tronto, nonche' nell'area confinante del comune di Monteprandone, comprendente le localita' Isola, Molino, Nicolai, Scopa, S. Anna e Centobuchi, a causa dello straripamento del fiume Tronto, contrastato nel suo deflusso anche da fortissime mareggiate e dal forte vento che soffiava da est verso ovest. Il fenomeno calamitoso ha, infatti, determinato l'interruzione temporanea della circolazione sulla SS. 16 Adriatica e su un tratto della superstrada Ascoli-Mare, interessando pure la linea ferroviaria Adriatica e quella locale di collegamento con il capoluogo; si e' verificata, altresi', l'interruzione, in vaste aree, dei servizi elettrici e telefonici e di erogazione di gas metano. L'imponente e improvvisa esondazione e' stata causata dalla quantita' assolutamente eccezionale della pioggia caduta in pochissimo tempo. Infatti, i dati pluviometrici forniti dall'osservatorio geofisico di Macerata e dall'ENEL dimostano che il fenomeno meteorologico interessante il bacino idrografico del fiume Tronto, ma anche gli altri bacini Tesino, Aso, eccetera, con la precipitazione massima pari a mm. 307, nell'arco di 48 ore, e' paragonabile, per intensita' e durata, a quello dell'aprile 1959 a cadenza trentennale. La valanga d'acqua ha fatto si' che il Tronto raggiungesse - nei punti critici - una portata prossima ai mille metri cubi al secondo. In seguito allo straripamento, si e' reso necessario lo sgombero delle abitazioni di numerose famiglie e di alcuni edifici industriali ed artigianali, anche di notevoli proporzioni, mentre molte altre aziende, grandi e piccole, esistenti quasi tutte nella frazione di Porto d'Ascoli sono state invase dalle acque. Le attivita' industriali, artigianali, agricole, commerciali della zona hanno subi'to cosi' rilevantissimi danni per la distruzione, pressoche' totale, degli impianti allagati, delle attrezzature e scorte, che ha conseguentemente comportato l'interruzione dei cicli produttivi. I nuclei familiari investiti a Porto d'Ascoli dalla esondazione del fiume sono stati circa tremila, di cui 500 hanno dovuto subito evacuare i rispettivi alloggi; 200 persone hanno trovato ospitalita' in alberghi di San Benedetto del Tronto. Dopo avere ricordato in sintesi, gli avvenimenti che hanno provocato cosi' gravi danni, si forniscono notizie su alcuni punti, sui quali gli interroganti si soffermano in particolare. 1) In ordine alla situazione del fiume Tronto, si fa presente che gli apporti solidi in occasione di piene hanno determinato, unitamente allo sviluppo di una cospicua vegetazione fluviale, notevoli intasamenti in alcuni tratti del corso d'acqua che hanno evidentemente costituito un serio ostacolo al libero deflusso delle acque. Le conseguenti brusche deviazioni della corrente, inoltre, hanno eroso ed in qualche punto distrutto alcuni tratti dell'argine sinistro, privo di adeguate opere di difesa spondale, provocando l'inondazione delle zone piu' depresse circostanti, fino a raggiungere parte dell'abitato di Porto d'Ascoli. Per cio' che si riferisce alle iniziative da assumere per ripristinare un aspetto corretto del corso del fiume, si precisa che e' stata sollecitata la costituzione dell'autorita' di bacino interregionale (Marche, Umbria e Abruzzo) cui spettera' l'approvazione del relativo piano. Nel frattempo, la regione Marche ha deliberato in data 1^ giugno 1992, l'esecuzione con il rito della somma urgenza di un lotto di opere di ripristino per un importo di 800 milioni. I lavori sono in fase di avanzata esecuzione. 2) Dalla competente prefettura, all'uopo interessata, e' stato comunicato che non sono state effettuate formali comunicazioni alla popolazione per segnalare l'imminenza del pericolo, in quanto la gravita' della situazione si e' manifestata all'improvviso. La prefettura, comunque, ha fatto sapere di aver provveduto ad informare tutte le autorita' competenti. Questo dipartimento, la direzione generale della protezione civile del Ministero dell'interno e la presidenza della giunta regionale, peraltro, si sono mantenuti costantemente in contatto, controllando la situazione e coordinando l'attivita' delle strutture di soccorso. In loco il prefetto ha assunto subito la direzione unitaria dell'emergenza, come e' previsto dal piano provinciale di protezione civile. 3) Quanto si e' ora scritto a proposito del mancato preavviso alla popolazione vale anche per le doglianze sui ritardi che vi sarebbero stati nell'attuazione degli interventi. Risulta - secondo quanto precisato dalla prefettura di Ascoli Piceno - che sono state adempiute dalle autorita' tutte le incombenze prescritte dagli articoli 14 e 15 della legge n. 225 del 1992. 4) Quanto alla domanda concernente le dighe di Talvacchia e dello Scandarello, non sembra - stando alle informazioni qui pervenute - che sia avvenuto alcunche' di rilevante. Infatti, i responsabili dell'ENEL, in continuo contatto con la prefettura, hanno sempre smentito le voci e le preoccupazioni, espresse dagli amministratori di San Benedetto e riportate dalla stampa locale, circa presunte ipotesi di apertura e scarico delle dighe stesse. 5) A proposito dell'organizzazione dei soccorsi durante l'emergenza, gli interroganti esprimono censura anche per la mancata chiusura al traffico delle zone colpite, e in particolare per il mancato rinvio dell'incontro di calcio del campionato di serie C, che sarebbe stato causa di intasamenti. Su questo punto, la prefettura di Ascoli Piceno ha assicurato che la gestione del traffico veicolare e' stata correttamente curata dalle forze di polizia, facilitate in cio' dal fatto che il collegamento nord-sud e' stato ininterrottamente garantito dall'utilizzazione veicolare della tangenziale all'abitato di San Benedetto del Tronto, rimasta agibile in ogni momento per la sua posizione sopraelevata. Sempre secondo quanto comunicato dalla prefettura, i disagi alla circolazione, derivati dalla temporanea interruzione della SS. 16 in prossimita' del casello autostradale di Porto d'Ascoli e del tratto terminale della superstrada Ascoli-Mare, sono stati efficacemente contenuti grazie all'esistenza di una rete di strade adiacenti rimaste percorribili, ove e' stato deviato il traffico a cura delle forze dell'ordine che hanno costantemente vigilato la zona in prossimita' degli imbocchi stradali fino alle cessate esigenze. Dalle informazioni in possesso di questo dipartimento, risulta che la partita di calcio fra la Sambenedettese e il Fano si e' giocata regolarmente nel pomeriggio del 12 aprile, e i veicoli degli sportivi non hanno provocato ingorghi, anche perche' l'affluenza e' stata assai modesta. Hanno assistito all'incontro, infatti, solo tremila spettatori; da Fano sono arrivati in trasferta, per incitare i propri beniamini, appena una decina di tifosi. 6) Circa l'interruzione del traffico ferroviario sulla rete adriatica, la prefettura ha riferito di essere stata in grado di far affluire, su richiesta del compartimento ferroviario di Ancona, decine di autobus nel giro di poco piu' di mezz'ora, alle stazioni di Porto San Giorgio e di San Benedetto del Tronto per il trasbordo dei passeggeri in transito. Il Ministro per il coordinamento della protezione civile: Facchiano.



 
Cronologia
domenica 5 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono le elezioni politiche. Esse registrano un vistoso successo della Lega Nord e una flessione dei partiti tradizionali. Nelle votazioni per la Camera dei deputati il risultato è il seguente: DC, 29,65% (206 seggi); PDS, 16,1% (107 seggi); PSI, 13,6% (92 seggi); Lega Lombarda, 8,65% (55 seggi); Rifondazione comunista, 5,6% (35 seggi); MSI-DN, 5,4% (34 seggi); PRI, 4,4% (27 seggi), PLI, 2,86% (17 seggi); Verdi, 2,8% (16 seggi); PSDI, 2,7% (16 seggi); Rete, 1,9% (12 seggi); Lista Pannella, 1,2% (7 seggi); altri, 5,1% (6 seggi).

giovedì 23 aprile
  • Parlamento e istituzioni

    Si svolge in Parlamento la seduta inaugurale dell'XI legislatura



venerdì 24 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Oscar Luigi Scalfaro è eletto Presidente della Camera, con 309 voti al quarto scrutinio. Al Senato è eletto Presidente, al terzo scrutinio e con 188 voti, Giovanni Spadolini.