Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00050 presentata da TRANTINO VINCENZO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920423
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per il coordinamento della protezione civile. - Per sapere: se sia noto al Governo che: a) nel 1961 era stato creato a Catania l'Istituto internazionale di vulcanologia, con un osservatorio installato in Vulcano; b) che la Marina aveva locato un faro a Lipari, da dove si domina Vulcano, attrezzato con gli strumenti idonei ad una stretta sorveglianza; c) che l'osservatorio e' stato abbandonato, come se i pericoli fossero scomparsi; d) che proprio sull'Etna venne completato e collaudato altro osservatorio nel 1978-79, mai funzionante quale "sentinella" del vulcano, ed ora ridotto a "rifugio"; e) che dal direttore dell'epoca, professor Villari, nel 1980 vennero richiesti al CNR, tecnici (fisici, geologi, chimici, periti elettronici e cosi' via) laureati e diplomati per il funzionamento ottimale della struttura; f) che dal CNR vennero incredibilmente inviati 4 medici e 2 diplomati con specializzazioni estranee allo scopo; se si ritenga la strategia dell'emergenza l'unica possibile (gia' e' stata praticata con confusione ed insuccessi a Zafferana, dove si trascurano le iniziative nei tempi di tregua, ed esplode, assieme all'eruzione, il panico, quando i rimedi sono tardivi o solo modesti) e se non si intenda disporre un piano organico di controllo e prevenzione dei vulcani siciliani, dall'Etna in allarmante attivita' a Stromboli in pericoloso letargo, diffidando del CNR e di quanti altri si assumano competenze di cui e' caritatevole evitare qualificazion appropriate. (4-00050)
Con riferimento al documento ispettivo indicato in oggetto, ed anche sulla base degli elementi istruttori fatti pervenire dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Coordinamento della Protezione Civile, si comunica quanto segue: Per quanto concerne il punto A) si precisa che l'Istituto Internazionale di Vulcanologia e' stato creato, dal CNR, d'intesa con l'UNESCO, nel 1996. L'Istituto non ha mai avuto un osservatorio sull'isola di Vulcano. Per quanto riguarda i punti B) e C) si rappresenta che il Ministero della marina mercantile, attraverso l'intendenza di Finanza di Messina ha acceso nel 1971 in favore del CNR una concessione per l'uso di un immobile (stazione di vedetta di Monte Falcone) da adibirsi ad osservatorio Geofisico dell'Istituto Internazionale di Vulcanologia. L'immobile era, all'atto della prima concessione, in stato di totale abbandono e privo di qualsivoglia strumentazione. L'Osservatorio Geofisico di Lipari, struttura periferica dell'Istituto Internazionale di Vulcanologia (Catania), e' stato negli anni via via potenziato ed attrezzato di idonee strumentazioni. Pur non avendo tuttora raggiunto una configurazione che possa considerarsi ottimale, esso rappresenta oggi il cuore di un sistema di monitoraggio geofisico dell'area delle isole Eolie che gestisce una rete sismica (12 stazioni) ed una rete clinometrica (6 stazioni) permanenti dotate di una teletrasmissione radio, acquisizione e rilancio, via cavo telefonico, dei dati per una analisi in tempo reale. L'Osservatorio non e' stato mai abbandonato, ne' si pensa di abbandonarlo. Per quanto riguarda poi i quesiti di cui ai punti D), E) ed F), risponde a verita' il fatto che l'Osservatorio Etneo di Pizzi Deneri ha incontrato difficolta' nello svolgere le funzioni per le quali era stato progettato e realizzato, a causa dell'impossibilita' di assicurare in maniera adeguata personale e finanziamenti. Peraltro si esclude che esso sia stato ridotto al ruolo di "rifugio". Il personale a suo tempo richiesto, sulla base di un preciso progetto e di motivate relazioni, e' stato concesso dal CNR solo parzialmente per le difficolta' in cui versava l'ente. Il CNR con l'Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania, e' l'unico Ente presente sul territorio siciliano, che gestisce in forma continuativa sistemi di monitoraggio geofisico delle aree vulcaniche. Tale monitoraggio viene effettuato attraverso reti permanenti, dotate di teletrasmissione dei dati ed analisi in tempo reale e mediante misure discrete. Le reti permanenti sono costituite da un numero di 21 stazioni sismiche e 15 stazioni clinometriche; le misure discrete, che vengono periodicamente eseguite nelle aree etnea ed eoliana, includono indagini geodetiche (interferoetria laser e GPS), magnetiche, gravimetriche e di flusso di SO2 (COSPEC). A queste si aggiungono la sistematica esecuzione di osservazioni dirette dall'attivita' vulcanica (Etna e Stromboli), il campionamento e l'analisi dei prodotti eruttivi, l'esecuzione di osservazioni macrosismiche e geologico-strutturali. Per quanto concerne, infine, le iniziative da attuarsi per un organico quadro di controllo si rappresenta che, ai sensi di quanto disposto dalla legge n. 195 del 13 luglio 1991 e dell'ordinanza n. 2152 del 18 luglio 1991, nella Sicilia orientale e' in via di realizzazione il sistema Poseidon di sorveglianza costituito da complesse reti strumentali riguardanti non solo le aree del siracusano, del catanese e del messinese ma anche quelle di ogni singolo apparato vulcanico. Queste reti verranno tra loro interconnesse con la creazione di un osservatorio centrale, chiamato Centro di sorveglianza sismica e vulcanica della Sicilia orientale. Tale Centro, organizzato con opportuno hardware e software, sara' responsabile del controllo 24 ore su 24 dell'attivita' sismica e vulcanica di tutti i fenomeni precursori sia dei terremoti che delle eruzioni, nonche' della valutazione delle misure cautelative da adottare per la sicurezza e la salvaguardia delle popolazioni residenti nelle localita' a rischio. Il sistema Poseidon consentira' tra l'altro di: 1) eseguire studi approfonditi delle manifestazioni vulcaniche del passato, dei meccanismi eruttivi della simulazione delle eruzioni; 2) controllare le sismicita' e il rumore sismico di origine vulcanica in atto; 3) controllare le deformazioni del suolo di origine vulcanica in atto; 4) controllare le variazioni dei parametri geochimici di origine vulcanica in atto; 5) predisporre modelli numerici interpretativi delle manifestazioni vulcaniche provvedendo al loro aggiornamento continuo. Le reti strumentali di cui agli obiettivi 3) e 4) vengono finalizzate all'osservazione delle grandezze relative alle variazioni di fenomeni piu' significativi. Il sistema prevede inoltre per l'Etna, Vulcano e Stromboli l'installazione di telecamere a colori e all'infrarosso per il controllo visivo a distanza dell'attivita' vulcanica e la correlazione dei fenomeni eruttivi con i parametri fisici e chimici rilevati dalle reti. Il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica: Colombo.