Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00279 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430
Al Ministro per i beni culturali e ambientali. - Per sapere: se sia vero che l'auditorium adiacente all'ingresso degli Scavi di Pompei di Piazza Porta Marina inferiore, struttura ben attrezzata per convegni, dibattiti, conferenze, seminari, e' concessa in uso per tali attivita' con assurda parsimonia della soprintendenza locale, tanto che solo pochissimi enti ed associazioni possono usufruirne e spesso dovendo ricercare l'indulgente concessione della dirigenza della soprintendenza che ha sostanzialmente privatizzato la struttura e proprio dove ce ne e', per carenze del comune, grande necessita'; per quali motivi tutto cio' accada; perche' non si metta la struttura, stante la carenza di appositi siti pubblici del genere nella zona, a disposizione di chiunque intenda promuovere convegni, dibattiti, conferenze,n seminari e quanto altro puo' esservi ospitato, con le garanzie del caso; quali iniziative si intendano all'uopo adottare; perche' non si apra al pubblico, opportunamente vigilata, la grande pineta adiacente l'auditorium citato, che si estende per diverse centinaia di metri, fino all'ingresso del teatro grande sul perimetro degli scavi, favorendo in tal modo l'approccio dei cittadini ad un ambiente sano e respirabile del quale i pompeiani non possono altrimenti godere stante la carenza di spazi verdi. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-31027 del 29 gennaio 1992. (4-00279)
Non sembra ipotizzabile far diventare giardino pubblico comunale, un'area a margine della citta' antica di Pompei, demanializzata nell'800 proprio per dare alle insigni vestigia archeologiche una fascia di incondizionato rispetto ambientale. Del resto gia' esistono, nell'ambito del comune di Pompei, aree a verde pubblico ed inoltre l'apertura incondizionata al pubblico della suddetta pineta creerebbe alla soprintendenza archeologica di Pompei non pochi problemi gestionali e di tutela, che in gran parte travalicherebbero anche i propri compiti istituzionali. D'altra parte, attualmente la pineta e' pienamente fruibile, piu' che dai soli cittadini pompeiani che lo volessero, dall'intero pubblico internazionale dei visitatori che, a milioni si recano nel parco archeologico della citta' vesuviana e che mostrano di gradire e di apprezzare quest'isola di verde. Per quanto poi attiene all'Auditorium, si precisa che l'uso dei beni demaniali e' regolato dal decreto ministeriale 14 marzo 1991 e dall'articolo 3 della legge 30 marzo 1965, n. 340 e dal conseguente regolamento attuativo decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1971, n. 1249. Quest'ultimo, in particolare, agli articoli 1 e 2 contempla le possibilita' di uso consentite e quelle vietate dei beni demaniali e da', agli articoli 3 e 4, al soprintendente o al capo dell'istituto il compito di accertare la compatibilita' dell'uso del bene richiesto, fatti salvi i successivi poteri di annullamento, riforma e revoca del provvedimento da parte del ministro (articoli 2 e 3 del decreto ministeriale del 14 marzo 1991). A tali criteri, chiaramente stabiliti dalla legge, la soprintendenza archeologica di Pompei ha sempre improntato la propria azione. Ad ogni buon fine si fa presente che l'Auditorium e' quotidianamente utilizzato dalla soprintendenza stessa per fini istituzionali, operando in esso la sezione didattica, che presta servizio di informazione culturale, mediante filmati, conferenze, proiezioni di diapositive ecc. ad una platea di circa cinquantamila presenze annue di popolazione studentesca. L'Auditorium e' inoltre utilizzato quale sede di convegni scientifici, anche internazionali, che abbiano comunque attinenza con l'archeologia, organizzati dalla stessa soprintendenza o da terzi autorizzati, ma sempre in collaborazione con la predetta soprintendenza, o in occasione di avvenimenti particolari nella vita dell'istituto stesso (cerimonie, visite di capi di Stato ecc.), o, infine, per seminari inerenti essenzialmente aspetti dell'archeologia vesuviana. Non risulta, d'altra parte, che manifestazioni di eminente carattere culturale e scientifico, connesse con l'archeologia vesuviana, abbiano mai ricevuto rifiuto ad essere ospitate. Usi diversi, quali quelli che l'interrogante propone, potrebbero trovare piu' adeguata e rispondente sede in strutture di altra natura, anche pubbliche, quali esistono a Pompei e quali potrebbero ancor meglio esistere se l'amministrazione comunale, interprete delle esigenze dei cittadini, lo ritenesse opportuno. Si ritiene, infine, doveroso precisare che non associazioni, ma l'unica associazione che utilizza stabilmente l'Auditorium e' l'Associazione internazionale amici di Pompei, associazione senza fini di lucro fondata da A. Maiuri come struttura di supporto dell'amministrazione, avente a scopo statutario la diffusione della conoscenza e della fruizione dell'archeologia vesuviana nel mondo. La detta associazione, che e' peraltro editrice della Rivista di Studi Pompeiani, e' stata a cio' autorizzata dal ministro della pubblica istruzione, allora competente, con provvedimento n. 7564 del 28 aprile 1955. Il Ministro per i beni culturali e ambientali: Ronchey.