Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00299 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430
Ai Ministri dell'interno, dell'ambiente, per i beni culturali ed ambientali e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che: rischia di scomparire uno degli angoli piu' suggestivi della collina dei Camaldoli a Napoli, il vecchio eremo di "pietra spaccata" ricavato su un costone di tufo a picco sul canalone della "Salandra" nella parte bassa di Torre Caracciolo a pochi passi da "Saragnano" a Marano; lo storico convento era stato ricavato laddove c'era una tomba romana, poi adattato a oratorio paleo-cristiano, abitato - in seguito - da eremiti laici fino a raggiungere il massimo dello splendore nel seicento con il primo rifacimento della cappella dedicata alla Madonna con il bambino Gesu', per secoli meta di viandanti e pellegrini; oggi esso e' abbandonato e dimenticato, soprattutto da quando non si e' costretti a passarvi per raggiungere Marano da Quarto per la realizzazione di altre strade piu' comode, e non si sa quale destino avranno i terreni ed il giardino che circondano l'eremo -: quali siano le iniziative per la tutela dell'eremo e dei suoli circostanti da eventuali speculazioni; per quali motivi non si intervenga per restaurare e valorizzare il vecchio convento; se risulti che la curia arcivescovile di Pozzuoli, proprietaria di esso, la sopraintendenza dei beni archeologici, ed il comune di Marano vogliano intervenire per quanto di rispettiva competenza; se si intenda promuovere il ripopolamento faunistico e floreale del canalone della "Salandra", vecchio itinerario di coloro che da Quarto salivano a Marano, per recuperarne tale predetta ricchezza; se risulti che sulla vicenda la magistratura abbia promosso un'indagine per accertare le responsabilita' ed omissioni che hanno provocato l'abbandono della zona e dell'eremo di "Pietra Spaccata", oltreche' eventuali mire speculative sulla stessa. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-31288 del 12 febbraio 1992. (4-00299)
L'eremo di Pietraspaccata e la contigua chiesa di Santa Maria sul versante maranese della collina dei Camaldoli sono posti a lato del vallone di Pietraspaccata, ricadente in territorio del comune di Marano. L'eremo, allo stato di rudere da alcuni decenni, e la chiesa, aperta al culto solo il 12 settembre 1991, sono di proprieta' della curia di Pozzuoli, che possiede anche l'intero vallone di Pietraspaccata. In data 4 ottobre 1988, e 15 gennaio 1990, l'associazione Cicloverdi di Napoli ha denunciato opere di sbancamento e abbattimento di alberi nel vallone. Per la qual cosa la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Napoli in data 30 marzo 1990, con protocollo n. 7308, nel ribadire che per l'area vigono le disposizioni della legge n. 1497 del 1939 e che la chiesa e' sottoposta alle disposizioni della legge n. 1089 del 1939, ha invitato il comune di Marano ad attivare opportuna sorveglianza. Da sopralluogo effettuato da un funzionario della predetta soprintendenza, unitamente al responsabile di zona della soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, si e' appurato che il WWF Marano-Calvizzano, che controlla a livello di volontariato l'area, ha in programma un campo di lavoro per la pulizia dei sentieri del vallone. Lo stesso WWF ha richiesto alla curia l'autorizzazione ad effettuare il rilievo della chiesa e dei resti dell'eremo per approntare un progetto di recupero del complesso, da sottoporre alla soprintendenza ed agli enti locali per il relativo finanziamento. Allo stato la curia di Pozzuoli e il comune di Marano non hanno alcun programma di recupero dell'immobile. Per quanto riguarda il ripopolamento floro-faunistico del vallone, questo rientra nei programmi del citato WWF. Il Ministero di grazia e giustizia, per quanto di sua competenza, ha comunicato che la genericita' di quanto prospettato attivare indagini di polizia giudiziaria. Il Ministro per i beni culturali e ambientali: Ronchey.