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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00352 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430

Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: fra le attribuzioni assegnate al ministro delle poste e telecomunicazioni e' anche quella di effettuare verifiche in materia di introiti pubblicitari da parte della concessionaria pubblica; la disciplina transitoria (fino al 31 dicembre 1992) da' al ministro medesimo il compito, da esercitare di concerto con il ministro delle partecipazioni statali e "sentiti il garante ed il Consiglio dei ministri", a formulare al Presidente del Consiglio dei ministri, entro il 30 giugno di ogni anno, la proposta sul limite massimo degli introiti pubblicitari che la concessionaria pubblica "potra' conseguire nell'anno successivo" quale "fonte accessoria di proventi"; il comma 6 dell'articolo 8 della legge n. 223 del 1990 stabilisce il tetto pubblicitario per la concessionaria pubblica ed il comma 13 dello stesso articolo annuncia i criteri cui debbono rispondere i programmi sponsorizzati, ed in particolare alla lettera a) e' testualmente detto che "il contenuto e la programmazione di una trasmissione sponsorizzata non possono in nessun caso essere influenzati dallo sponsor in maniera tale da cedere la responsabilita' e l'autonomia editoriale dei concessionari privati o della concessionaria pubblica nei confronti delle trasmissioni"; come rilevava il garante (relazione trasmessa alla Presidenza della Camera il 2 maggio 1991) l'attivita' di garanzia in materia pubblicitaria comporta la necessita' di rilevamento di ordine quantitativo (fra cui la durata dei programmi sponsorizzati e della loro incidenza sugli indici di affollamento) e di ordine qualitativo (ai fini del rispetto dei limiti di influenza degli sponsor sui programmi) -: se non ritenga di dover verificare la circostanza per la quale la RAI, servizio cosiddetto pubblico, e pertanto finanziato dagli utenti attraverso canone, subisce come pare, una pesante influenza degli sponsor sui programmi. Risulta agli interroganti, infatti, che ormai siano gli sponsor a stabilire in quali fasce orarie desiderino essere programmati, quali conduttori debbano essere assunti per le trasmissioni, in che modo debba essere dato il messaggio pubblicitario. Sicche' si viene a creare una condizione di "soffocamento da sponsor" a danno della qualita' del prodotto televisivo, a danno degli operatori del settore, in particolare di attori, ballerini, conduttori, professionisti dello spettacolo in genere che lavoreranno presso la TV di Stato solo se graditi agli sponsor, a danno degli utenti il cui contributo attraverso una tassa statale (canone) verra' vanificato dalla sopraffazione economica dello sponsor che, senza limiti di alcun genere, determina di fatto la programmazione televisiva pubblica e genera situazioni di palese contrasto con gli articoli 1 e 2 della legge n. 223 e con l'articolo 2461 del codice civile, in virtu' del quale alla concessionaria pubblica e' attribuita la qualifica di "societa' di interesse nazionale". (4-00352)

L'articolo 21 della legge 14 aprile 1975, n. 103 prevedeva che la durata complessiva dei programmi pubblicitari trasmessi dalla RAI non dovesse superare il 5 per cento della durata delle trasmissioni sia televisive che radiofoniche, limite che, sulla scorta delle rilevazioni effettuate dalla societa' AGB negli anni dal 1988 ad oggi, risulta non essere stato mai oltrepassato. Attualmente la materia in questione e' disciplinata dalla legge 6 agosto 1990, n. 223, che all'articolo 8, comma 6, stabilisce le condizioni ed i limiti relativi alla trasmissione dei messaggi pubblicitari mentre al comma 15 prevede che i programmi sponsorizzati debbano essere considerati messaggi pubblicitari nella misura minima del 2 per cento della durata dei programmi stessi disponendo nel contempo di provvedere ad una dettagliata regolamentazione in materia, sia per la concessionaria pubblica che per i concessionari privati. Ed invero, il decreto ministeriale 4 luglio 1991, n. 439 recante norme sulla sponsorizzazione dei programmi radiotelevisivi, ha previsto, all'articolo 12 e seguenti, la misura in cui i programmi sponsorizzati, in relazione alla durata ed al numero degli sponsor che vi partecipano, debbano essere considerati messaggi pubblicitari. Per dare piena attuazione alla direttiva del Consiglio delle comunita' europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE) si e' reso necessario apportare alcune modifiche al testo dell'articolo 8 della legge 223/90; a cio' si e' provveduto, con decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 408, convertito in legge 17 dicembre 1992, n. 483. Quest'ultima legge ha, altresi', stabilito che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore vengano opportunamente modificate le norme, in materia di sponsorizzazioni dettate dal decreto ministeriale 4 luglio 1991, n. 439 adeguandole alle disposizioni comunitarie e tenendo conto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50. Il compito poi di accertare eventuali casi di inosservanza della normativa prevista dalla legge 223/90 spetta all'ufficio del garante per la radiodiffusione e l'editoria che si avvale per i rilevamenti e la registrazione sistematica dei dati necessari all'esercizio dei compiti di vigilanza in materia di pubblicita' di una propria organizzazione permanente istituita con decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 1991, n. 231. Si significa infine che i controlli relativi al contenuto programmatico delle trasmissioni non rientrano tra i poteri del Governo avendo la legge 14 aprile 1975, n. 103 conferito gli stessi alla Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, la quale formula gli indirizzi dei vari programmi e ne controlla il rispetto adottando tempestivamente, se del caso, le deliberazioni necessarie per la loro osservanza. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Pagani.



 
Cronologia
martedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo aver indirizzato il 25 aprile un messaggio televisivo ai cittadini Francesco Cossiga rassegna le dimissioni da Presidente della Repubblica.

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    Dopo una sentenza di condanna passata in giudicato, viene arrestato l'ex segretario del PSDI Pietro Longo.

sabato 2 maggio
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