Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00455 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430
Ai Ministri dei trasporti, del lavoro e previdenza sociale e per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno. - Per sapere - premesso: che nei giorni scorsi Fulco Pratesi ha fermamente richiamato il Governo ad adeguarsi alla normativa europea attraverso la disinstallazione della pubblicita' cartellonistica; che, se l'esigenza puo' essere valida, va tenuto conto, pero', della situazione oggettiva esistente in Italia, ed in particolare dei seguenti dati: a) esistono almeno mille aziende interessate alla pubblicita' esterna, per un fatturato di oltre tremila miliardi l'anno; b) la direzione nazionale dell'ANAS ha reso noto di incassare otto miliardi l'anno di sole tasse governative (va tenuto conto, tuttavia, che esiste un forte fenomeno di abusivismo selvaggio); c) esiste, purtroppo, un'ottica diversa dell'utenza fra Nord e Sud d'Italia che fa si' che le aziende di pubblicita' del Nord possono agevolmente istruire e programmare campagne pubblicitarie differenziate, quelle del Sud debbono ancora adeguarsi alle richieste dell'utenza che propende per la pubblicita' esterna; d) e' troppo breve il lasso di tempo previsto dal ministro per l'adeguamento alla normativa europea; il blocco delle concessioni a partire dal 1990 non consente una riconversione delle aziende in soli due anni, considerata anche la particolare qualita' del servizio, e dunque degli operatori, difficilmente riconvertibile; che occorre valutare il forte impatto economico di segno negativo nei riguardi delle aziende artigiane, con particolare riferimento per quelle del Sud, per le difficolta' gia' esposte, non resterebbe altro che chiudere, andando con cio' ad aggravare la gia' pesantissima situazione di disagio socio-economico accentuata soprattutto nelle quattro regioni "a rischio" del Mezzogiorno, dove l'alto tasso di disoccupazione costituisce un indicatore socio-economico che non deve assolutamente essere trascurato -: se non ritengano di dover concedere un lasso di tempo piu' ampio alle aziende, con particolare riferimento a quelle del Meridione, per riconvertire la loro attivita' anche attraverso una "educazione" graduale della utenza a differenziate forme di pubblicita'; se non ritengano di dover prevedere incentivi economici per quelle aziende che riuscissero a predisporre un programma di adeguamento a breve e medio termine; se non ritengano di dover concordare con la categoria le forme piu' opportune per contemperare le esigenze economiche con l'adeguamento alla normativa europea. (4-00455)
L'autorizzazione alla installazione di cartelli pubblicitari, che pur non risulta ancora oggi disciplinata da una apposita normativa europea, ha rappresentato, nel corso degli anni passati, per gli enti proprietari delle strade, occasione per la percezione di introiti che si sono potuti utilizzare, anche, per una migliore gestione e manutenzione delle strade. La collocazione di detti cartelli pubblicitari lungo la rete viaria statale ha subito, tuttavia, negli ultimi anni, un'espansione abnorme e sregolata, con il rischio di compromissione della sicurezza del traffico e di deturpamento di vaste zone del territorio nazionale, e segnatamente di quelle di maggior pregio paesaggistico e storico-archeologico. In relazione a tale situazione, l'ANAS, con circolare del maggio 1991, ha disposto un apposito censimento dei cartelli pubblicitari collocati lungo la rete viaria statale al fine di individuare, per ciascuna insegna pubblicitaria, i relativi dati ricognitivi di identificazione e di accertare, attraverso i necessari riscontri, la regolarita' delle concessioni del singolo cartello o eventuali collocazioni abusive. Tale iniziativa ha comportato la sospensione del rilascio di nuove concessioni come pure del rinnovo di quelle venute a scadere durante il periodo di svolgimento delle operazioni di censimento. Come da ulteriore circolare del dicembre 1991, l'ANAS ha disposto il rinnovo delle sole concessioni relative ai richiami pubblicitari censiti come regolari e legittimi fino al 31 dicembre 1992, data di entrata in vigore del nuovo codice della strada e del relativo regolamento di esecuzione. L'articolo 23 del Nuovo Codice della strada, ispirandosi ai principi di sicurezza stradale fissati dall'articolo 1 dello stesso Codice, ha vietato "qualsiasi forma di pubblicita' lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi" estendendo cosi' la portata del divieto che precedentemente riguardava solo le autostrade. Tale rigorosa disposizione e' da ricollegare alla necessita' di garantire la concentrazione degli automobilisti unicamente sulla segnaletica stradale, tenendo conto dei flussi di traffico e delle velocita' medie delle autovetture che richiedono la massima attenzione nella guida. L'articolo 23, vieta altresi' la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari lungo le strade nell'ambito e in prossimita' di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o di edifici o di luoghi di interesse storico o artistico, con una prescrizione che appare opportuna per la tutela del patrimonio naturale ed artistico del nostro paese, nel quale oltretutto si svolge un rilevante flusso turistico su strada. L'articolo 23, infine, demanda al Regolamento di attuazione, le norme per le dimensioni, le caratteristiche e l'ubicazione dei mezzi pubblicitari, con una disposizione volta a garantire la sicurezza della circolazione stradale ed una corretta gestione delle installazioni pubblicitarie, per le quali si riscontra un notevole abusivismo. L'articolo 234 del Nuovo Codice della strada individuava in un anno dall'entrata in vigore del codice il termine per l'adeguamento dei mezzi pubblicitari alle nuove norme previste dall'articolo 23 cioe' dal 1^ gennaio 1993. Al fine di venire incontro alle esigenze delle categorie che hanno subito la contrazione del mercato e le difficolta' economiche conseguenti alla applicazione della suddetta normativa, fra le modifiche gia' approvate dal Consiglio dei Ministri risulta anche il differimento da uno a tre anni del termine per l'adeguamento della cartellonistica gia' esistente alle nuove norme. E' stata inoltre prevista la possibilita' per i comuni di derogare, entro i centri abitati, alle distanze stabilite nel Regolamento tra cartelli, segnaletica stradale e intersezioni. Le suddette norme, con le modifiche recentemente apportate, comporteranno sicuramente una piu' razionale e corretta collocazione dei cartelli pubblicitari, e cio' contribuisce ad una qualificazione di tale veicolo pubblicitario e non comportera' necessariamente quella contrazione del mercato che si paventa. Non si ritiene opportuna una diversificazione per il Meridione dei tempi di attuazione delle nuove norme, peraltro, fissate da un decreto legislativo, in quanto le esigenze di sicurezza, a tutela delle quali sono mirate le norme predette, assumono uguale valenza per tutto il territorio nazionale. Il Ministro dei lavori pubblici: Merloni.