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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00366 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430

Ai Ministri di grazia e giustizia e della sanita'. - Per sapere - premesso che: in data 24 dicembre 1991 il padre Alessio Cosimi O.F.M., religioso francescano dei minori del convento annesso alla Basilica di S. Maria S.M. Salus populi romani in Aracoeli in Arce Campidoglio, ha sporto denuncia al procuratore della Repubblica di Roma testualmente denunciando: "che l'istante ha per molti anni assistito, con il consenso dei suoi superiori, la professoressa medico chirurgo n. d. Maria Galamini nata a Ligori, vedova, residente in Roma, via Nazionale 208, benefattrice dell'ordine, che essendo ormai anziana e quasi priva di vista, aveva bisogno di continue attenzioni e di guida pratica; che all'inizio del presente anno, il fratello della predetta professoressa, dottor Gino Ligori, e i figli di lui, dottor Giorgio e dottoressa Rita, desiderando mettere mano sul patrimonio di lei, ed essendo ella stata colpita da una forma iniziale di arteriosclerosi, ritennero di iniziare nei suoi confronti un'azione giudiziaria di interdizione; che il giudice istruttore della I sezione del tribunale di Roma, dottor Carmini nomino' tutore provvisorio, in attesa della sentenza, l'avvocato Alessandra Mete, con studio in Roma, via Serpieri 11; che la stessa Mete, su sollecitazione dei Ligori e con il permesso del giudice tutelare, al principio del mese di agosto del presente anno, ritenne di dover estromettere la sua tutelata dal suo appartamento, per ricoverarla in una unita' sanitaria, rimasta a tutti sconosciuta (tranne che ai Ligori), ufficialmente per esami medici; che l'estromissione avvenne nonostante la signora si rifiutasse, urlando, di seguire gli infermieri, per tali qualificatisi, e senza che fosse a nessuno consentito, neppure alla collaboratrice familiare che l'aveva vestita e che si offriva a cio', di seguirla ed assisterla; che da allora sia la Mete che il giudice tutelare hanno sempre impedito a tutti, perfino ai superiori dell'ordine francescano che desideravano portarle assistenza spirituale come nel passato ed ai suoi medici abituali che volevano vederla, di vedere la signora, facendola vivere in stato di completo isolamento per diversi mesi; che il sottoscritto ha da allora presentato a codesta procura ben due esposti che, presentando la situazione nella sua gravissima realta', paventavano che lo stato di isolamento e di mancata assistenza portasse ad una rapida fine della sventurata professoressa, che, pur godendo di buona salute, per l'eta' avanzata (85 anni passati) e per lo stato di quasi completa cecita', non avrebbe piu' avuto la forza di reagire; che i suddetti esposti, nonostante la loro gravita', sono rimasti senza risposta e senza che ne seguisse iniziativa alcuna; che ora, improvvisamente dopo un silenzio di quasi cinque mesi, e senza che ne sia stata fornita spiegazione alcuna, il tutore ha comunicato che la professoressa e' deceduta il 7 dicembre; che peraltro lo stesso tutore, evidentemente scosso per le conseguenze luttuose del suo operato, ha affermato di aver presentato un esposto al Ministero della sanita', per lo stato di assoluto abbandono nel quale la ricoverata era stata tenuta; che l'insieme degli avvenimenti lasciano pensare che a base della morte della ricoverata esistano precise responsabilita', remote (per essere ella stata isolata e tenuta lontano da casa per quasi cinque mesi senza alcuna ragione) e prossime (per mancata assistenza) che e' assolutamente necessario accertare. Tutto cio' premesso l'istante, sulla scorta di quanto esposto, chiede: che la S.V. voglia aprire una immediata inchiesta per accertare le cause prossime e remote della morte della signora Maria Ligori vedova Galamini, gia' residente in Roma, via Nazionale 208, e le eventuali responsabilita' e, nel caso che esse sussistessero concretamente, per punire tutti quanti ne abbiano la responsabilita' prossima o remota. L'istante chiede di essere sentito personalmente per fornire tutti i possibili chiarimenti. Chiede altresi' che sia consentito al medico di fiducia dottor Gerardo Correa, con studio in Roma presso la Clinica Villa Fulvia di prendere visione delle cartelle cliniche e del documento certificante le cause del decesso, perche' lo stesso possa trarre le proprie deduzioni di perito di parte sulla scorta delle precedenti condizioni di salute" -: se risulti che siano state avviate le dovute indagini da parte della procura della Repubblica di Roma e, in caso affermativo, se e quali provvedimenti siano assunti nei riguardi degli eventuali responsabili. (4-00366)

Dagli atti del giudizio di interdizione promosso da Gino, Giorgio, Rita e Lucia Ligori nei confronti di Maria Ligori ved. Galamini, risulta che il G.I. dottor Secondo Carmenini, all'esito dell'approfondito esame dell'interdicenda, svolto all'udienza dell'8 maggio 1991 in presenza delle parti e del P.M., ha nominato tutore provvisorio della stessa l'avvocato Alessandro Mete, estraneo alla famiglia ed all'ambiente. Successivamente, assegnata la causa al dottor Federico Sorrentino, in sostituzione del dottor Carmenini trasferito ad altra sede, all'udienza del 22 gennaio 1992 datosi atto dell'intervenuto decesso della Ligori, veniva dichiarata l'interruzione del processo. In merito alla gestione della tutela si fa presente che a seguito della comunicazione del provvedimento del Tribunale di cui si e' detto, e' stato aperto fascicolo di tutela e il Pretore di Roma in funzione di G.T. ha ordinato la formazione dell'inventario dei beni della Ligori. Il giorno 18 luglio 1991 il cancelliere designato per le relative operazioni si e' quindi recato in Via Nazionale n. 208, presso il domicilio della interdicenda, dove alla presenza della stessa, del suo legale, del tutore provvisorio e di Padre Alessio Cosimi Tripolino ha dato inizio all'inventario. Il cancelliere rilevato, peraltro, che gli ambienti erano ingombri di libri accatastati alla rinfusa, buste contenenti rifiuti, cartacce, indumenti, bottiglie vuote, scatole, barattoli di vernice ed altro, disponeva la sospensione delle operazioni giacche' la condizione dei locali non consentiva la prosecuzione dell'inventario. Constatato poi il pessimo stato igienico-sanitario dell'alloggio, il tutore provvisorio proponeva l'immediato ricovero della interdicenda in un istituto geriatrico specializzato, anche al fine di procedere con l'intervento dell'autorita' competente, alla pulizia dell'appartamento ove l'interessata avrebbe potuto successivamente rientrare, seppure con l'aiuto e l'assistenza di una persona di servizio. Lo stesso tutore prendeva poi contatto con la dottoressa Margherita Tellini, responsabile del Servizio Anziani della competente unita' sanitaria locale, che, espletato un sopralluogo nell'alloggio, esprimeva parere favorevole al ricovero e indicava quale istituto idoneo la Casa di Cura "Villa Flavia". Al trasporto dell'interdicenda nel suddetto istituto si provvedeva il 30 luglio 1991 a mezzo di ambulanza e nell'occasione Padre Alessio Cosimi, che da anni conviveva con la Ligori, era autorizzato a rimanere nell'appartamento sino al 6 agosto successivo. Allontanatosi il Cosimi, veniva, quindi, effettuata la disinfestazione dell'abitazione con rimozione dei rifiuti ed il giudice tutelare, in data 25 ottobre 1991, conferiva al C.T. Arch. Ferdinando Franciosini l'incarico di valutare un immobile in Ostia Lido, in assoluto stato di abbandono, per esaminare l'opportunita' della sua vendita al fine di utilizzare il ricavato per consentire alla signora Ligori di rientrare a casa e di avvalersi della collaborazione di personale specializzato. Nello stesso mese di ottobre Padre Nicola Cerasa, religioso dell'ordine francescano e confratello di padre Alessio Cosimi Tripolino, chiedeva al G.T. l'autorizzazione ad effettuare una visita all'interdicenda, previa comunicazione dell'istituto presso cui la stessa era ricoverata. Il Giudice Tutelare respingeva pero' l'istanza, ritenendo opportuno evitare, per il momento, qualsiasi contatto tra la Ligori e padre Cosimi, la cui posizione nella casa dell'interdicenda non era ancora sufficientemente chiara. Il religioso, invero, che coabitava da anni con la predetta Ligori e che sosteneva di averle sempre prestato assistenza e di essere suo "tutore naturale", nulla aveva fatto per assicurarle una vita piu' confortevole in un ambiente meno degradato. Infine, il 10 dicembre 1991, il tutore avvocato Mete comunicava alla Pretura di Roma che l'interdicenda era deceduta il giorno precedente, precisando di essere stato informato del luttuoso evento dal fratello della defunta e non gia' dall'istituto ove la stessa si trovava ricoverata. La tutela veniva quindi chiusa con decreto pretorile del 20 marzo 1992, dopo il deposito e l'approvazione della relazione finale e del relativo rendiconto. Si aggiunge che il procedimento penale relativo alla denuncia sporta da Cosimi Alessio in merito ai fatti, iscritto al n. 245/92 R.G.P.M. della Procura della Repubblica di Roma, e' stato archiviato in data 15 maggio 1992. Il Ministro di grazia e giustizia: Conso.



 
Cronologia
martedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo aver indirizzato il 25 aprile un messaggio televisivo ai cittadini Francesco Cossiga rassegna le dimissioni da Presidente della Repubblica.

giovedì 30 aprile
  • Politica, cultura e società
    Dopo una sentenza di condanna passata in giudicato, viene arrestato l'ex segretario del PSDI Pietro Longo.

sabato 2 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I 12 Paesi della CEE e i 7 dell'EFTA sottoscrivono a Porto il Trattato per la creazione della Spazio economico europeo (SEE).