Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00198 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere: se non intendano verificare la mancata applicazione delle norme sulle pari opportunita' nei riguardi della ispettrice De Vitis Anna Maria di Lecce; se in particolare risponda al vero la circostanza nota all'interrogante secondo cui sarebbero stati posti in essere dal direttore dell'ispettorato del lavoro di Lecce ai danni della ispettrice De Vitis i seguenti atti: 1) dal 1981 in poi la De Vitis e' stata di fatto esclusa dalla partecipazione a corsi di qualificazione ed aggiornamento per il personale in servizio, indetti al Ministero del lavoro (formalmente inserita nell'elenco trasmesso al capo ufficio al Ministero, ma sempre all'ultimo posto e con parere negativo); 2) da un esame a campione sarebbe stata rilevata (nel periodo 1988-1990) una scarsa attivita' ispettiva della De Vitis a fronte di quella espletata da funzionari suoi pari grado; 3) mancata promozione della De Vitis a capo sezione: per ben due volte sono stati favoriti funzionari con punteggio inferiore (il che si puo' rilevare dalla graduatoria di merito di cui al decreto ministeriale 2 agosto 1983, pubblicato nel supplemento ordinario n. 1 del Bollettino Ufficiale 1^ gennaio 1984, del Ministero del lavoro e della previdenza sociale). A seguito di ricorso della De Vitis e' in itinere la causa di merito presso il TAR di Lecce che peraltro gia' ha concesso una sospensione a favore della De Vitis dopo l'espressione favorevole del Consiglio di Stato; 4) tutti i capi sezione lavorano "materialmente" unitamente con i funzionari facenti parte della stessa sezione, mentre la sola De Vitis e' stata costretta a rimanere con gli addetti di una sezione e di un servizio diversi (sezione igiene del lavoro) in una stanza lontana da quella dei suoi addetti, costretta, dunque, ad un continuo andirivieni creato ad hoc per esporla al discredito del personale in servizio; 5) in data 9 luglio 1990, a seguito della sospensiva del TAR, la De Vitis veniva nominata capo sezione, ma da parte del precedente capo sezione non e' stato ricevuto alcun ordine di "consegne", con conseguente disagio e disservizio; 6) senza motivo il capo ufficio ha sottratto alla De Vitis pratiche di sua competenza (sezione V), per affidarle ad altro personale di propria fiducia fra queste, ad esempio la pratica Unilecce (ditta che ha avuto l'appalto relativo ai lavori presso l'universita' agli studi di Lecce); la pratica relativa alle "Cave di Cursi" (i cui accertamenti con le organizzazioni sindacali sono stati affidati ad altro funzionario). Tutte e due le pratiche sono state affidate all'ispettore Viva che in precedenza era titolare della sezione V, successivamente "passata" alla De Vitis; 7) nell'estate 1990, la De Vitis era stata incaricata dal capo servizio vigilanza, di sostituire nel periodo di ferie i capi delle sezioni assenti (come di norma accade tra colleghi); il capo ufficio, non appena venutone a conoscenza, ha inviato nota riservata al predetto capo servizio vigilanza inducendolo a revocare l'incarico alla De Vitis; 8) nonostante l'articolo 17 della legge n. 312 del 1980, abbia disposto l'abolizione dei rapporti informativi e i giudizi complessivi annuali, il capo ufficio ha inviato al TAR di Lecce una serie di documenti conservati in un fascicolo "riservato" ma mai venuti a conoscenza della De Vitis ne' alla medesima contestati; 9) in diverse occasioni il capo ufficio e' intervenuto anche pesantemente nelle pratiche relative al servizio ispettivo effettuato minacciando l'applicazione dell'articolo 17, 2^ comma del testo unico n. 3 del 1957, ed effettuando considerazioni negative (a titolo di esempio vedasi scuola materna di Vaste e la Cooperativa Oleificio San Nicola di Nociglia: per la prima la De Vitis aveva rilevato che su 10 insegnanti 5 non risultano contattati; per il secondo aveva chiesto il supporto di una relazione tecnica); 10) in data 20 maggio 1991, con ordine di servizio n. 12, il capo ufficio ha modificato la struttura della sezione V edilizia di cui la De Vitis e' capo sezione, lasciandola da sola senza altri ispettori e addetti alla vigilanza pur essendovi personale con dette qualifiche privo di un incarico preciso; 11) nonostante invitata in data 13 aprile 1991, dalla Cassa edile di Lecce ad un convegno "sull'Antimafia" il capo ufficio non le ha permesso di partecipare come di norma ha sempre fatto con gli altri ispettori. Inoltre nei giorni 8, 9 e 10 maggio 1991, il capo ufficio ha partecipato unitamente al capo servizio vigilanza e ad una addetta alla sezione edile (che poi e' stata trasferita ad altra sezione) al "corso Antimafia" tenutosi a Roma e non ha avvertito la De Vitis che pure aveva dimostrato interesse. Ha asserito che il corso era "a pagamento" pero' alla De Vitis risulta che l'ufficio ha erogato per tali giornate di assenza le relative indennita' di missione (Lecce-Roma e Roma-Lecce); se, dalle circostanze su riferite, non ritengano emerga un quadro di palese e determinata discriminazione nei riguardi della De Vitis, rea soltanto di lavorare con serieta' ed impegno pur essendo madre di cinque figli, o, forse, rea di aver confessato alle autorita' competenti circostanze sconcertanti che hanno coinvolto anni addietro l'ispettorato del lavoro ed hanno trovato vasta eco nella stampa, circostanze concernenti strane collusioni fra le ditte ispezionate ed ispettori del lavoro; se infine non ritengano che, una volta accertata la veridicita' delle circostanze su denunciate, si debbano assumere idonee iniziative nei riguardi di quanti hanno impedito la progressione di carriera della De Vitis e, comunque, le hanno reso invivibile l'ambiente di lavoro. (4-00198)