Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00226 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430
Ai Ministri della pubblica istruzione, dell'interno e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che su Il Quotidiano di mercoledi' 11 gennaio alla pagina 11 e' stato pubblicato l'articolo di Adelmo Gaetani dal titolo "Al di la' del muro del silenzio" con sottotitolo "A colloquio con l'ex terrorista Giorgio Panizzari che dopo 18 anni di reclusione partecipa a Lecce ad un seminario universitario"; ideatore del seminario e' stato il ricercatore Pietro Fumarola "che da diversi anni sta conducendo assieme ad alcuni ex capi del terrorismo rosso, fra cui il fondatore delle BR Renato Curcio, una ricerca sui temi dei linguaggi e della comunicazione sociale"; per un altro seminario in "filo diretto" con Rebibbia e con Curcio l'interrogante ha gia' presentato nel novembre del 1987 al ministro della pubblica istruzione una interrogazione alla quale non ha ricevuto risposta; come riferisce lo stesso Quotidiano "Giorgio Panizzari, come del resto Renato Curcio non e' un pentito, ne' un dissociato"; il Panizzari ha potuto partecipare direttamente al seminario tenuto presso l'Istituto di psicologia e sociologia dell'Universita' di Lecce, a seguito di un permesso che, pur essendo stato condannato all'ergastolo, gli e' stato concesso per 15 giorni dal giudice di sorveglianza del carcere romano Giovanni Borsini "che... ha ritenuto di dover favorire il reinserimento nella societa' di un detenuto considerato pericolosissimo fino a poco tempo fa"; ammesso che la societa' gradisca il reinserimento di soggetti che hanno avuto una parte determinante negli "anni di piombo" (le BR avevano inserito il Panizzari nel famoso elenco di "prigionieri" da liberare in cambio del rilascio di Aldo Moro), non e' detto che esso debba avvenire, come primo delicato impatto, attraverso un confronto con i giovani che frequentano l'Universita'; l'articolo, posto com'e' in posizione di rilievo e nel paginone culturale, pretende di offrire al lettore suggestioni di dignita' culturale -: in virtu' di quali valutazioni sia stata concessa l'organizzazione del seminario con la presenza attiva del Panizzari; se le autorita' accademiche ne fossero tutte al corrente; se l'autonomia organizzativa di un ricercatore possa essere totale o non debba rispettare limiti, convenienze, opportunita', oltre che una ben precisa e concertata programmazione; con quali fondi sia stato finanziato il seminario; quali misure di sicurezza, e da chi, siano state eventualmente assunte; se ritengano che Lecce, assurta nei giorni scorsi agli onori della stampa proprio per la criminalita' sempre piu' crescente e diffusa, possa essere la sede piu' adatta per simili "esperimenti culturali"; dove il Panizzari abbia trascorso i quindici giorni di permesso. Ritenute per nulla tranquillizzanti le affermazioni riportate da Il Quotidiano: "La violenza finisce con l'essere intrinseca alle forme sociali, quasi una manifestazione dell'esistente. Quello che si puo' dire oggi e' che la violenza e' svuotata di ogni progetto. Ma, voglio sottolinearlo, non mi pongo dal punto di vista di colui che lancia esecrazioni e condanne, ma di colui che ha opinioni e le esprime"; se non ritengano che anche la stampa debba svolgere un ruolo di recupero dei valori della societa' e non di persuasione occulta di non-valori; se non ritengano di dover avviare, per quanto di competenza, una inchiesta sull'accaduto per verificare competenze, modalita' di svolgimento del seminario, misure di sicurezza assunte, programmazione scientifica, didattica e di ricerca dell'Istituto di sociologia; se non ritengano, infine, di dover verificare se altre circostanze analoghe (organizzazione di seminari) si siano verificate al di la' delle due gia' ricordate dalla interrogante, in che periodo e con quale frequenza. (4-00226)