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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00479 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920430

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la dottoressa Anna De Vitis, ispettore del lavoro in servizio presso l'ispettorato del lavoro di Lecce sin dal 16 novembre 1966, ha esposto al Ministro del lavoro quanto segue: 1) e' in corso presso il TAR - sezione di Lecce - la causa di merito per i ricorsi presentati dalla De Vitis per l'annullamento, previa sospensione, degli ordini di servizio del capo dell'ispettorato del lavoro di Lecce n. 21 del 30 novembre 1988 e n. 8 del 31 maggio 1989 nonche' di tutti gli atti presupposti e conseguenziali; 2) con tali ordini di servizio il capo dell'ufficio affidava agli ispettori Pelillo e Viva le sezioni I (agricoltura) e V (edilizia e metalmeccanica) del servizio vigilanza senza tenere conto dell'anzianita' e professionalita' della De Vitis in violazione dell'articolo 3 della legge n. 903 sulle pari opportunita' uomo-donna e della circolare ministeriale n. 53/VII/21 del 4 febbraio 1967 che determina i criteri nella scala del personale da nominare come capo-sezione; 3) il TAR di Lecce per ben due volte ha concesso alla De Vitis la "sospensiva" e anche il Consiglio di Stato con ordinanza n. 190/90 si e' pronunciato in favore della De Vitis respingendo l'appello inoltrato dal Ministero del lavoro; 4) l'inammissibile comportamento del capo dell'ufficio - dottor Elio Leaci - in quanto di proposito ha presentato al TAR nella discussione di merito, documentazione infamante nei confronti della moralita' e della professionalita' della De Vitis che, ha anche accusato di aver "tradito l'ufficio" (come risulta dagli allegati all'esposto presentato); 5) dal carteggio presentato al TAR si e' appreso che "il tradimento dell'ufficio" sarebbe avvenuto nel lontano 1986 a seguito degli articoli riportati dal quotidiano di Lecce nei giorni 14-15 e 16 ottobre 1986, dall'esame dei quali si evince la situazione di disagio esistente presso l'ispettorato del lavoro di Lecce con le conseguenti diatribe tra il capo dell'ufficio e tutto il personale operativo; 6) la situazione di disagio di tutto il personale in servizio riportata dai giornali, in un certo qual modo trovava rispondenza nel verbale della riunione del 22 ottobre 1986, del comitato provinciale della vigilanza cui parteciparono rappresentanti di uffici di Stato, enti pubblici e sindacati; 7) detto verbale di riunione riportava sui singoli fogli le firme del capo servizio vigilanza professor Signore e della ispettrice De Vitis, per statuire quanto denunciato e accaduto nella riunione che era avvenuta appena 6 giorni dopo fatti denunciati dal quotidiano; 8) il capo dell'ufficio senza contestare alcunche' alla dottoressa De Vitis o al capo servizio vigilanza, nonostante la gravita' di quanto asserito e denunciato al TAR autonomamente rifece tale verbale preparandone e spedendone un altro che non riportava fedelmente quanto rilevato e sottoscritto nella stesura originale; 9) risulta anche che il dottor Leaci abbia chiesto conferma del verbale riformulato nelle organizzazioni sindacali che, solo pochi giorni prima, avevano denunciato le stesse cose alla stampa; 10) il dottor Leaci insieme con il fascicolo inviato al TAR, depositava alcuni prospetti facendoli risultare come allegati alla nota n. 3 del 9 febbraio 1989 inviata all'ispettorato regionale del lavoro che, invece, non li aveva mai ricevuti e che sono risultati essere atti predisposti dopo il ricorso avanzato dalla De Vitis allo scopo di fornire al TAR le ragioni che avevano portato il capo dell'ufficio alla scelta dei capi sezione in carica -: a) se non intendano urgentemente assumere iniziative per quanto di competenza per dar fine ad una palese ingiustizia nei confronti di una funzionaria che gia' da 25 anni compie il proprio dovere nell'interesse dello Stato; b) se in quanto esposto non si ravvisi anche una palese discriminazione contraria alla legge n. 903 ed a qualunque indirizzo sulla parita' delle opportunita'; c) se tale discriminazione operata dal dottor Leaci nei riguardi della De Vitis possa essere avvalorata oltre che dalla mancata rilevanza dei fatti, anche penali a carico degli ispettori Pelillo e Viva (vedasi sempre allegato 7) anche dall'ultimo ordine di servizio n. 12 del 20 maggio 1991 a seguito del quale la sezione edilizia di cui attualmente la De Vitis medesima e' capo sezione, e' rimasta sfornita di ispettori o addetti alla vigilanza pur essendoci in ufficio personale con tale qualifica non utilizzato in sezioni operative o in servizio esterno; d) se non intendano assumere iniziative idonee per verificare la veridicita' di quanto esposto e quindi ristabilire regole e certezze del diritto nell'ambito dell'ispettorato del lavoro di Lecce, esaltando la qualita' e la professionalita'. (4-00479)

 
Cronologia
martedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo aver indirizzato il 25 aprile un messaggio televisivo ai cittadini Francesco Cossiga rassegna le dimissioni da Presidente della Repubblica.

giovedì 30 aprile
  • Politica, cultura e società
    Dopo una sentenza di condanna passata in giudicato, viene arrestato l'ex segretario del PSDI Pietro Longo.

sabato 2 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I 12 Paesi della CEE e i 7 dell'EFTA sottoscrivono a Porto il Trattato per la creazione della Spazio economico europeo (SEE).