Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00814 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920506

Ai Ministri delle poste e telecomunicazioni, delle partecipazioni statali e del lavoro e previdenza sociale. - Per conoscere - premesso che: la SIP di Napoli, tra i mille censurabili metodi gestionali, ha, a parere dell'interrogante, anche quello della categoria dei dipendenti a tempo parziale, divisi tra privilegi e discriminazioni; i lavoratori che hanno sofferto o soffrono queste ultime, hanno scritto una "lettera aperta" pubblicata da Il Settimanale del seguente tenore: "Di solito, quando si iniziano a raccontare favole, si incomincia con c'era una volta... E ci fu un tempo, 1986/87, in Sip Napoli, che l'Azienda decise di assumere personale part time per sopperire, in forma momentanea, disagi di reparti, soprattutto presso i CL/SUT (Servizi di Utenza, 12/187/110). Ma la cosa, molto probabilmente, fece piacere a parecchi dirigenti Sip, tanto che, da allora, tutte le assunzioni in tali reparti, sono state esclusivamente a lavoro part-time, anche in totale assenza di eventi o esigenze particolari che determinarono tali assunzioni. Furono inventate strane dinamiche o commesse, varie manchevolezze da parte aziendale, piu' volte denunciate ai sindacati confederali di categoria, ma che non trovarono mai riscontri reali per andare a determinare almeno un minimo di sanatoria per questi tipi particolari di assunzioni. Ogni persona veniva assunta con contratti diversificati: chi con contratto formazione e lavoro; chi, anche appartenendo a categorie protette, con contratto straordinario; chi, sostenendo colloqui ed esami preliminari per eventuale assunzione di tipo tecnico e poi normalmente dimenticati; comunque quasi tutti con contratto a termine che prevedeva il licenziamento e, poi, l'eventuale assunzione. L'impiego del lavoro part time, che non permette un vero e proprio inserimento nell'Azienda, con salario, pensione ed integrazione professionale parziale, scarsamente qualificato, monotono, ripetitivo, soggetto a continui cambiamenti di matrici di orari, prevalentemente serali, ha avuto, da allora, un grande sviluppo, tanto da non essere piu' un fenomeno stagionale di 10 o 20 unita', ma raggiungendo l'incredibile numero di oltre 200 unita'. ...E c'era una volta chi ci diceva che il nostro passaggio a lavoro full time sarebbe stato imminente e da allora la favola e' continuata ed ecco che abbiamo visto colleghi-meteore venire nei nostri settori ed andare via quasi per incanto; finti colloqui per dimostrare la buona intenzione Aziendale per destinarci a nuove collocazioni (da premettere che tutti siamo diplomati e laureati) e guarda caso posti occupati poi da tutt'altro personale; trasferimenti improvvisi, collocazioni temporanee. E' vero che viviamo in una Italia di pizzi e tangenti; e' vero che le raccomandazioni, cosi' negate o smentite, sono tuttora l'unico by-pass assunzionale, ma e' anche vero che non si puo' permettere di continuare a stare a guardare quando vediamo realizzare le politiche di clientela aziendale proprio in questo settore gia' endemicamente ghettizzato. Ed ecco gli interrogativi: 1) quali criteri l'azienda Sip adotta per trasformare i lavoratori part time?; 2) perche' colleghi assunti nel lontano 1986/87 vedono scavalcarsi da altri con meno anni di servizio pur avendo gli stessi requisiti?; 3) perche' i sindacati confederali non intervengono in maniera chiara e corretta sulla questione? Dobbiamo creare casi da "Samarcanda" o per essere presi in considerazione dobbiamo rivolgerci ai nostri dirigenti preannunciandosi con: "Mi manda Picone" o no, pardon "Mi manda Lubrano"?"; mentre il Roma ha scritto: "Continua la protesta dei part time della Sip. Sciopero di due ore contro le assunzioni. Continua la protesta dei circa 200 dipendenti part time della sede Napoli Ovest della Sip. Per il giorno 30 sono state proclamate dai sindacati di categoria due ore di sciopero ad inizio turno. Numerose le rivendicazioni di quanti, assunti con contratti a tempo determinato, contestano i nuovi criteri di assunzione a tempo pieno adottati dall'azienda dei telefoni. I lavoratori, in un documento, si chiedono polemicamente il motivo per cui "colleghi assunti nell'86-87 si vedono scavalcare da altri con meno anni di servizio pur avendo gli stessi requisiti". Inoltre i part time sottolineano che nel settore "ci sono stati casi di licenziamento per malattie che sono passati quasi inosservati e che sono cominciati atteggiamenti di repressione sia individuali che collettivi come la sospensione di ferie o permessi, non motivate da esigenze di servizio, ma solo perche' c'e' una dichiarazione di agitazione". E in un'altra nota la Federazione lavoratori delle Telecomunicazioni ha parlato di "unilateralita' e discrezionalita' con le quali l'azienda trasforma il rapporto da part time a full time". Nel corso dell'ultima assemblea sindacale, e' stato evidenziato "lo stato di diffuso malessere dei lavoratori a tempo determinato, per i quali, nonostante gli accordi e le intese con la Sip, non si intravede una soluzione chiara e trasparente, al contrario si perpetua il piu' assoluto arbitrio aziendale"" -: quali accertamenti intendano svolgere e quali assicurazioni fornire in ordine al superamento delle perverse logiche di gestione per motivi che l'interrogante riconduce ad una evidente logica clientelare, del personale dipendente, a tempo parziale della Sip, con dettagliati elementi in ordine a ciascuno degli aspetti evidenziati sopra. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-30939 del 29 gennaio 1992. (4-00814)

Al riguardo, nel premettere che non e' stato possibile fornire risposta alla interrogazione n. 4-30939 del 29 gennaio 1992 a causa della chiusura anticipata della legislatura, si fa presente che la SIP, per far fronte a particolari esigenze operative e con l'obiettivo di adeguare le strutture ad un costante miglioramento della qualita' del servizio offerto, - in accordo con le organizzazioni sindacali - ha introdotto nella propria organizzazione aziendale l'istituto del lavoro part-time. Detto istituto contiene in se' strumenti e manovre gestionali atti a soddisfare le necessita' di flessibilita' organizzativa dell'azienda e le esigenze proprie dei singoli dipendenti mantenendo nel contempo un indice di qualita del servizio che soddisfi le giuste aspettative dell'utenza. Possono usufruire di questo tipo di impiego sia dipendenti gia' inseriti in azienda a tempo pieno, su loro specifica richiesta, sia nuove unita' assunte per soddisfare particolari caratteristiche tipologiche di specifiche attivita' aziendali. Il CLSUT - Centro di lavoro servizi di utenza - cura in particolare le richieste inerenti i servizi "12", "187", "110", "119", eccetera che richiedono la distribuzione dell'attivita' lavorativa in base a volumi di traffico non uniformi nell'arco della giornata. I criteri adottati dall'azienda nel decretare il passaggio a full-time dei lavoratori part-time sono quelli recepiti nel vigente contratto collettivo di lavoro. In particolare si subordina la possibilita' di passaggio a tempo pieno dei dipendenti part-time, all'avvenuto compimento di un periodo minimo di tre anni di permanenza, termine che puo' essere ridotto nell'eventualita' che si manifestino delle esigenze assunzionali nella unita' produttiva di appartenenza, per la stessa qualifica funzionale o per una richieste di passaggio a full-time non si trascura peraltro di ricercare, tra il personale interessato, le risorse idonee ad essere impiegate anche presso settori aziendali differenti da quello di iniziale inserimento. Una specifica professionalita' tecnica costituisce inoltre elemento in grado di determinare la priorita' nella scelta del personale da utilizzare a tempo pieno consentendo il loro inserimento presso settori aziendali altamente specializzati. Negli anni 1986-1987, menzionati nell'atto parlamentare in oggetto, presso la SIP di Napoli sono state assunte, con concentrato di lavoro a tempo parziale, 51 unita' il cui rapporto di lavoro, fatta eccezione per 4 dipendenti, e' stato trasformato a tempo pieno; uno dei citati quattro lavoratori ha rifiutato la trasformazione del contratto perche' ancora impegnato negli studi. Un solo caso di licenziamento si e' verificato all'interno del centro di lavoro servizi di utenza per "insufficienza della prestazione lavorativa" ed ha riguardato una impiegata con contratto a tempo pieno; non risulta, infine che siano sorti contrasti tra l'azienda ed i dipendenti in merito alla distribuzione delle ferie ed alla concessione dei permessi. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Pagani.



 
Cronologia
sabato 2 maggio
  • Politica, cultura e società
    Nell'ambito dell'inchiesta Tangentopoli, gli ex sindaci di Milano Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri vengono raggiunti da avvisi di garanzia.

giovedì 7 maggio
  • Politica, cultura e società
    Antonio Cariglia lascia la segreteria del PSDI a Carlo Vizzini e ne assume la presidenza.