Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00827 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920506
Ai Ministri della sanita', della difesa, dell'interno, del lavoro e previdenza sociale, per il coordinamento della protezione civile, per le riforme istituzionali e gli affari regionali e per la funzione pubblica. - Per conoscere - premesso che: l'interrogante il 20 gennaio 1992 ha presentato alla procura della Repubblica di Napoli un esposto per quanto rilevato ed appreso l'11 gennaio scorso, durante una visita all'autoparco della Croce Rossa Italiana, sito in Napoli al Corso S. Giovanni a Teduccio e cio' facendo anche seguito a due interrogazioni parlamentari, rispettivamente n. 4-29433 del 2 aprile 1991 e la n. 4-29326 del 20 novembre 1991, entrambe prive di risposta da parte del primo dei ministri destinatari di entrambi gli atti ispettivi, l'onorevole Francesco De Lorenzo, responsabile del Dicastero della sanita'; i fatti di cui in appresso sostanziano - ad avviso dell'interrogante - omissioni gravissime che incidono pesantemente sull'effettivo esercizio del dovere della prestazione istituzionale del soccorso da parte della CRI, nonostante l'abnegazione totale di larghissima parte del personale dipendente; durante la visita effettuata nel corso, di un incontro con i lavoratori iscritti alla CISNAL, l'interrogante ha potuto infatti constatare ed apprendere che: 1) all'interno dell'autoparco esistono numerosissimi ed ampi locali, completamente abbandonati ed in assoluto degrado e nei quali trovano posto ferraglie e materiali di risulta; l'erbaccia copre ogni dove e le infiltrazioni di acqua piovana dai tetti fatiscenti sono numerosissime, mentre animali vari hanno costruito tane e nidi in piu' punti del complesso; 2) nella parte del complesso attualmente destinato ad autoparco, la pavimentazione e' sconnessa, ed intervallata qui' e li' da pericolose pozze di olio, le uscite di sicurezza non esistono, mancano impianti antincendio, le pareti non sono tinteggiate da moltissimi anni, mentre i locali stessi da altrettanto tempo non risultano disinfestati; 3) le autoambulanze in uso - parte delle quali fatiscenti - non vengono mai disinfestate durante tutta la loro vita, dall'arrivo alla demolizione; a bordo manca un qualunque materiale di primo soccorso: non c'e' nemmeno un laccio emostatico. Raccontano gli autisti e gli infermieri che all'occorrenza fanno uso delle loro cinture; 4) i locali soprastanti l'autoparco adibiti a stanze di riposo durante l'attesa delle chiamate, hanno una sola via di accesso praticabile - attraverso una scala - essendo anch'essi privi di uscite di sicurezza, i servizi igienici e gli accessori - dalle tapparelle agli infissi - sono fatiscenti, la funzionalita' difetta, l'igiene e' scarsa anche perche' mancano regolari disinfestazioni da lungo tempo, insomma tutto lascia a desiderare; in caso poi di incendio nei sottostanti locali dell'autoparco od altro sinistro non resta che gettarsi dalla finestra; 5) il locale adibito a sede del centralino telefonico - posto in ambienti del tutto inadeguati e che da un lato affacciano in quello sversatoio di rifiuti vari di cui al punto 1 - e' presidiato da una sola persona: questi deve rispondere contemporaneamente a due linee telefoniche, alla linea diretta con il 113 ed alle comunicazioni via radio quando si riesce a farla funzionare: si registrano dunque attese dell'utenza inconcepibili per un servizio di emergenza sanitaria, nonostante il prodigarsi del personale; 6) l'impianto radio - anche per deficienza del relativo ponte radio - delle quali sono dotate le autoambulanze pur avendo una portata di centinaia di chilometri raggiunge a mala pena un raggio utile di qualche chilometro: e' impossibile cosi' dirottare una autoambulanza in fase di rientro verso altri luoghi dove prestare soccorso o rendere edotto l'equipaggio in fase di raggiungimento degli stessi luoghi di eventuali variazioni verificatesi nel frattempo; cosi' non e' possibile nemmeno una qualunque altra importante comunicazione tra l'autoparco e le autoambulanze e viceversa; 7) le autoambulanze, che in teoria sono in servizio durante l'arco delle 24 ore, sono quattro; su di esse dovrebbero prendere posto equipaggi formati - secondo gli ordini di servizio - da tre persone, per complessive 48 persone; a bordo dovrebbero prendere posto oltre l'autista infermieri e barellieri; tutto cio' in teoria: di fatti quasi sempre, essendo forzatamente assente (per recupero ferie, infortuni, malattie, od altro) qualcuno, gli equipaggi si riducono a due persone che volontariamente si sobbarcano ad un piu' duro lavoro che costituisce la norma. Non solo: gli autisti (nello stesso ordine di servizio) sono sostituiti da infermieri generici o professionali che svolgono compiti di autista, mentre i barellieri fanno gli infermieri professionali, questi i barellieri e gli autisti anche gli infermieri e via di seguito, stante la penuria assurda di personale e cio' nonostante il sostegno di otto militi della CRI che possono tuttavia espletare solo le funzioni di autista e solo di giorno non potendo lavorare di notte; ne' basta: le quattro autoambulanze molto, molto spesso si riducono a tre se non a due: una e' infatti impegnata in una convenzione con l'Usl 25 di Caivano e l'altra e' di servizio presso il centro dei bimbi spastici CEM-CRI di Monteruscello Pozzuoli; e' da precisare che lo scarsissimo personale effettua turni massacranti di 12 ore giornaliere (ore 8-20 e ore 20-8); a dimostrazione ulteriore dello sfascio in termini di organizzazione del servizio, di attrezzature disponibili e di insufficienza di organico stanno questi due dati allucinanti: sono giunte da qualche settimana da Roma quattro nuove autoambulanze che non possono essere immesse in servizio per mancanza di personale e giacciono quindi inutilizzate; il centralino - come si puo' osservare dal registro delle richieste di intervento - riceve circa ben 3 mila chiamate l'anno che non e' possibile assolutamente evadere: in moltissimi casi - e basta scorrere la cronaca - cio' concreta omissione di soccorso, con perdite di vite umane e lesioni irreversibili perche' non prontamente soccorse, del tutto evitabili con la disponibilita' di uomini e mezzi; 8) il personale civile della CRI non e' fornito da epoca immemorabile di equipaggiamento ne' invernale ne' estivo, e devono operare in borghese o con vecchissimi abiti di servizio sdruciti - e spesso sporchi e contaminati degli interventi effettuati nella giornata in qualunque condizione meteoclimatica, a differenza di tutti coloro che operano - vigili del fuoco, vigili urbani, PS, carabinieri, forestali - in settori rilevanti della pubblica sicurezza e per la incolumita' dei cittadini. L'organico e' ridotto proprio al lumicino e non pochi degli operatori sono soggetti a gravissime malattie professionali (in particolare da sforzo) o ad infortuni sul lavoro per sinistri che pur si verificano durante la corsa delle autoambulanze (alcune anche malandate) verso i luoghi di infortunio o di residenza degli infortunati, dei tossicodipendenti, in overdose; i dipendenti dell'autoparco hanno una eta' media intorno ai 50 anni, perche' mancano rincalzi generazionali; i dipendenti non possono svolgere lavori un po' piu' sedentari - nemmeno dopo 25 anni di anzianita' - perche' l'attuale pessima ed asfittica organizzazione del lavoro non lo consente, a meno che non vogliano perdere - con un turno di sei ore - il 30 per cento del salario, a titolo di indennita' notturna, festiva e straordinaria e ridurre il gia' scarso margine di risposta alla domanda di interventi di soccorso; tutti dunque operano per questo, e come possibile e sempre con grande spirito di sacrificio, lungo l'intero arco delle 12 ore giornaliere per tutto l'anno (salvo il periodo di ferie, quando goduto); 9) va notato, e denunciato, il fenomeno dei privilegi di cui godono tre dipendenti (uno dei quali addirittura in perfette condizioni di salute); si tratta di tre "capiturno", figura giuridica e professionale del tutto inesistente; tre dipendenti, che rivestono qualifiche di 5^ e 6^ livello ed hanno incarichi di responsabilita' non attinenti a qualifiche di loro pertinenza in contrasto con le norme che regolano lo stato giuridico del personale ed in violazione dei profili professionali sanciti dalla legge 20 marzo 1975, n. 70. Essi, scelti in base ad esclusivi meriti sindacali, devono essere rimossi immediatamente e riportati al lavoro sulle autoambulanze: potrebbero costituire quell'equipaggio utile e necessario a mettere in esercizio un'altra autoambulanza, salvando cosi' altre vite umane. Del resto quello che dovrebbero svolgere, non lo svolgono: ne' il puntuale rifornimento di carburante, secondo le necessita' che via via si manifestano, sulle autoambulanze, ne' la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, ne' gli interventi per gli incidenti che si producono con danni alla carrozzeria ed alle parti meccaniche degli automezzi, rientrano minimamente nelle loro preoccupazioni; la loro e' solo una sine cura illegittima che toglie la disponibilita' degli "imboscati" alla amministrazione al soccorso; 10) singolare - e grave - e' la questione del "Centro mobile di rianimazione": si tratta di una sola unita' che quando e' impegnata in un servizio non consente di intervenire analogamente altrove. A bordo prende posto un medico specialista, anestesista-rianimatore pagato con un miserevole gettone di 100 mila lire per ogni turno di guardia di ben 12 ore, ma solo dalle 8 alle 20. Di notte il servizio non viene espletato. Proprio quando cioe' esso e' piu' richiesto per la difficolta' di accesso dell'utenza a medici ed a strutture in tali orari. Da notare che mancando un coordinamento di tale servizio, cosi' inadeguatamente svolto da un solo "centro mobile", la relativa autoambulanza viene utilizzata anche quando non ve ne sia la specifica necessita' perche', mancando altri equipaggi ed autoambulanze, viene impegnata per svolgere un ordinario servizio di trasporto infermi; a dimostrazione della pessima organizzazione dell'esistente si noti che i medici gettonati (sempre per l'anzidetta misera somma di lire 100 mila su 12 ore di guardia) sono una ventina che vengono distribuiti tra l'autoparco, i soli due posti di pronto soccorso fissi di Pianura e Ponticelli, superstiti dei sette che a suo tempo esistevano, ed altre incombenze. Essi andrebbero meglio utilizzati e pagati giacche' anche in loro lo spirito di sacrificio e' lodevolmente alto e la preparazione professionale adeguata. Si noti che viene tollerato che il servizio presso la Usl 45 di Ponticelli, non sia mai oggetto di una qualunque contribuzione da parte della regione Campania e della stessa Usl. Mentre per Pianura si e' in presenza di locali fatiscenti, con l'incolumita' dell'utenza e del personle che e' a rischio, stante il fatto della mancanza addirittura di buona parte degli intonaci al soffitto ed alle pareti dei locali ovviamente mai disinfettati; e prima dichiarati pericolanti e poi misteriosamente non piu' tali pur non essendo stati effettuati lavori; 11) misteriosa e' poi la vicenda della palazzina ex Centro educazione motoria per i bambini spastici a Pozzuoli, dinanzi alla Accademia aeronautica: l'immobile colpito - pare - dal bradisismo, venne irresponsabilmente abbandonato senza alcuna custodia mentre sarebbe bastato un turno di sorveglianza di militi per risparmiare miliardi. E cosi' sono state da "ignoti" asportate tutte le attrezzature, anche quelle per la rieducazione motoria e sinanco gli infissi, in un deprecabile spreco ed abbandono (come per l'autoparco) al quale non viene posto alcun rimedio e mentre si va distruggendo e dissolvendo dunque lo stesso patrimonio immobiliare oltre che l'organico ed i mezzi della CRI; 12) ad ulteriore dimostrazione della pessima gestione del personale, va evidenziato quanto accade per il personale stagionale che viene assunto per coprire i vuoti relativi alle ferie del personale di ruolo. Nel frattempo larga parte di quelli di ruolo, in attesa di poter andare in ferie e non sentendosi - per propria coscienza - di usufruirne prima dell'arrivo della sostituzione deve sobbarcarsi a turni estenuanti: i trimestrali giungono in ritardo a meta' giugno e sono quindi ancora in servizio quando rientra dalle ferie il personale di ruolo: per qualche settimana a settembre il servizio viene espletato al massimo livello stante il personale complementare disponibile, per precipitare subito dopo nell'ordinaria carenza di mezzi di soccorso e di organico per il ritorno alle condizioni ordinariamente insufficienti; le ben note, diffuse e gravissime esigenze di mezzi di soccorso per il trasporto di infermi a Napoli ed in Campania, appaiono evidenti le responsabilita' locali e centrali della CRI della regione Campania e dello stesso Ministero della sanita' rispetto alla potenzialita' che dovrebbe essere espressa, anziche' repressa dall'Ente; si tratterebbe di amministrare ed organizzare la CRI di Napoli ed in particolare il servizio di trasporto infermi, con una attenta gestione del personale esistente e con una politica di sviluppo dello stesso: non piu' di una quarantina di nuove unita' che ben potrebbero assolvere al funzionamento dell'autoparco ed alla apertura sull'autostrada di altri posti di pronto soccorso sulla Napoli-Roma e sulla Napoli-Salerno: si pensi infatti non solo alla sinistrosita' stradale - altissima con elevatissimo indice di morti e di feriti su questi tratti - ma anche alla singolare circostanza che mentre sull'autostrada del Sole da Milano a Frascati esistono in tutte le aree di servizio posti di pronto soccorso, da Frascati a Napoli e da Napoli a Bari-Salerno-Reggio Calabria non ne esiste nessuno; la CRI di Milano, forte di una convenzione con la regione Lombardia di circa 2 miliardi l'anno, offre gratuitamente il trasporto infermi all'utenza mentre la CRI di Napoli invece impone una tariffa di 50 mila lire; cosi' - per incapacita' o mancanza di volonta' della CRI, del Ministero della sanita' e della regione Campania, e' stato ridotto il servizio nelle condizioni descritte che, mentre rappresentano un gravissimo danno all'utenza, esposta all'omissione di soccorso, di fatto rappresenta un incredibile quanto sospetto contributo al servizio privato di trasporto infermi per le tariffe praticate e per le caratteristiche proposte di tale servizio privato (e per non parlare degli scandali che hanno contrassegnato il trasporto infermi nella storia della regione Campania) -: a parte le indagini che il procuratore della Repubblica di Napoli tramite il sostituto procuratore dottor Salvatore Sbrizzi, ha gia' in carico ed in corso relativamente alla CRI e promosse dalla CISNAL, se vogliano accertare la veridicita' dei fatti in premessa ed intervenire con urgenza per quanto di loro competenza; al riguardo si precisa altresi' che trattandosi di ente sottoposto al regime della contrattazione del pubblico impiego, l'ente stesso, ove sia in grado di assolvere ai propri compiti istituzionali deve adottare tutte le iniziative di sua competenza mentre ove riscontri l'obiettiva impossibilita' di provvedervi - ed al riguardo potrebbero apparire evidenti anche le parallele responsabilita' della regione Campania e del ministro della sanita' - deve dichiarare di non essere piu' capace di rispondere ai compiti di istituto. Tutto la CRI di Napoli puo' fare ma non certo restare nel limbo dell'attuale insufficienza e precarieta' delle sue funzioni istituzionali di primario interesse in una area nella quale invece si avverte l'esigenza e la necessita' di una diffusa ed efficiente presenza nel comparto sanitario del trasporto infermi; se risulti quale sia, alla data della risposta, lo stato del procedimento penale in corso presso la procura della Repubblica di Napoli; quali severi e rigorosi accertamenti abbia svolto (e con quale esito) o intenda svolgere l'ispettorato del lavoro di Napoli e le USL competenti quanto ad ambienti e condizioni di lavoro del personale dell'autoparco, considerato quanto in premessa, che l'interrogante ha constatato di persona. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-30734 del 22 gennaio 1992. (4-00827)