Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00829 presentata da PIERONI MAURIZIO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19920506
Ai Ministri dei trasporti e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: la giunta regionale delle Marche, in data 28 aprile 1992, ha approvato una delibera con la quale autorizza l'installazione presso la ditta SGI spa di Civitanova Marche di un impianto di decoibentazione per materiali rotabili delle ferrovie; tale delibera appare formalmente e sostanzialmente illegittima, sia alla luce della legge n. 615 del 1986 sia ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988: infatti, per quanto attiene alla legge n. 615, va rilevato che il CRIA Marche non ha esaminato definitivamente ne' ha espresso parere formale di qualsiasi natura sull'impianto in oggetto, non avendo trovato la capacita' di riunirsi in numero legale su un argomento di cosi' rilevante impatto ambientale. Per quanto riguarda, invece, il decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988, la Regione Marche si e' si' rivolta al sindaco di Civitanova Marche per ottenere il necessario parere che, nel caso specifico, non poteva non riguardare la compatibilita' urbanistica e sanitaria dell'impianto, ma il sindaco - benche' tenuto alla formulazione del parere - si e' ben guardato dall'esprimerlo; nella fattispecie non puo' essere invocata la prassi del "silenzio-assenso" perche' ci si trova di fronte al trattamento di carri ferroviari con il loro contenuto di amianto, materiale altamente cancerogeno, in pieno centro urbano, con elevatissimi rischi tanto per i cittadini quanto per i lavoratori; ad avviso dell'interrogante il comportamento del sindaco configura piuttosto l'ipotesi dell'omissione di atti d'ufficio; la compatibilita' urbanistica sembra del tutto insussistente, poiche' il piano regolatore generale di Civitanova Marche classifica l'area della SGI come "zona residenziale e direzionale" e la compatibilita' sanitaria ha come unico riferimento, sfavorevole, un parere espresso dal servizio di igiene e sanita' pubblica della USL 16 delle Marche nel mese di febbraio 1992, parere un po' contorto ma fortemente dubbioso sulla compatibilita' sanitaria e sociale di un simile impianto in un centro abitato e nella localizzazione indicata dall'azienda; per le caratteristiche tecniche e le lavorazioni cui e' adibito l'impianto esso risulta, secondo l'articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, come "attivita' insalubre di prima classe" da allocare all'esterno rispetto al centro urbano; l'unico parere autorizzativo favorevole su cui la regione basa la sua delibera proviene dal servizio regionale di tutela ambientale, organismo con caratteristiche amministrative di carattere istruttorio, assolutamente inabilitato a surrogare il CRIAM e ad evitare il necessario rispetto delle leggi nazionali e regionali in materia; da tempo la proprieta' della SGI fa uso di ricorrenti pressioni riferite alla situazione occupazionale per contrattare, senza alcun esito positivo, il trasferimento dell'azienda stessa nella zona industriale di Civitanova in base ad una normativa "premiale" del piano urbanistico riferita alla futura destinazione dell'area attualmente occupata; presso la medesima SGI nel recente passato sono accaduti gravi episodi relativi allo smaltimento dell'amianto, episodi che hanno anche provocato l'interesse della magistratura; il "protocollo" per i materiali rotabili delle ferrovie dello Stato permette che i livelli, fissati per legge, di fibre di amianto presenti nell'area possano essere elevati del doppio, in uscita dall'impianto di decoibentazione, rispetto al livello di fondo misurato precedentemente sul posto. Ed e' presumibile che, ricollegando questa norma all'assenza totale di precauzioni nella lavorazione di decoibentazione di carri svolta nel recente passato presso la SGI, il livello di fondo delle fibre di amianto sia gia' alto con conseguenze facilmente intuibili per i lavoratori e gli abitanti della zona -: quali iniziative urgenti intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, per ripristinare il rispetto della legittima procedura da parte della giunta regionale delle Marche e del comune di Civitanova; quali iniziative intenda assumere per impedire il rischio incombente che i cittadini e i lavoratori interessati siano esposti all'altrimenti inevitabile contaminazione da fibre di amianto, i cui effetti cancerogeni sono purtroppo ormai universalmente noti. (4-00829)