Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00896 presentata da GIANNOTTI VASCO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920512
Al Ministro per i beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: i cittadini di Arezzo ormai da molto tempo ed insistentemente chiedono il ritorno nella loro citta' del prestigioso bronzo etrusco "La Chimera di Arezzo" perche' qui fu rinvenuto il 15 novembre 1553 in occasione di scavi per la costruzione del baluardo di Porta S. Lorentino, la stessa richiesta e' stata unanimemente avanzata al ministro per i beni culturali ed ambientali del consiglio comunale gia' nell'ottobre del 1985 e per questo scopo si e' costituito un comitato cittadino, che si avvale anche di un comitato scientifico per documentare quanto di valore simbolico l'immagine de "la Chimera" rappresenti per l'identita' della vita culturale ed artistica di Arezzo; il ministro per i beni culturali ed ambientali e' stato sollecitato a predisporre atti idonei al trasferimento gia' nell'ottobre del 1985 (incontro del sindaco di Arezzo e di una delegazione del consiglio comunale con il ministro pro-tempore Gullotti) ed ancora il 17 dicembre 1985 con una interrogazione del senatore Petrilli; come anche autorevolmente riconosciuto, l'attuale collocazione de "la Chimera" in una sala angusta del museo archeologico di Firenze e' assolutamente non idonea allo splendore dell'opera, e non sembra esistere la possibilita' di una piu' adeguata collocazione all'interno dello stesso museo, mentre nel museo archeologico di Arezzo esiste gia' una sala del tutto predisposta ad hoc e dove "la Chimera" e' gia' stata esposta per sei mesi nel 1985, in occasione delle manifestazioni dell'anno degli etruschi con uno straordinario successo di visitatori (quasi 50 mila); la decisione assolutamente non giustificabile del mese di aprile 1992 di esporre la preziosa scultura a Firenze, nel negozio di un antiquario, ha sollevato grande protesta non solo nella citta' di Arezzo e riserve pesanti sull'uso di un monumento di cosi' grande valore artistico a fini commerciali, al punto che lo stesso Ministero e' dovuto intervenire, con nota n. 2988, per invitare il sovrintendente archeologico dottor Nicosia a ricollocare immediatamente l'opera nel museo archeologico di Firenze -: se non ritenga opportuno predisporre gli atti necessari per consentire il "deposito permanente" de "la Chimera di Arezzo" nel museo archeologico di Arezzo. Come autorevolmente sostenuto da insigni esperti, tale nuova collocazione non metterebbe affatto in discussione l'unitarieta' della collezione medicea (gia' oggi divisa tra il museo archeologico e la Galleria degli Uffizi di Firenze) e sarebbe invece coerente con gli orientamenti della stessa regione Toscana a sostegno della conservazione in loco del reperto e del decentramento dei beni storico-culturali. La nuova collocazione non inciderebbe neanche sul criterio della "unicita'" della proprieta' da parte dello Stato, essendo musei nazionali sia il museo archeologico di Arezzo sia il museo archeologico di Firenze ed essendo entrambi persino sotto l'unica direzione del sovrintendente archeologico per la Toscana, dottor Francesco Nicosia. (4-00896)