Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00035 presentata da TARADASH MARCO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19920525
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri di grazia e giustizia, per gli affari sociali e della sanita', per sapere - premesso che: secondo dati comunicati dal direttore generale degli istituti di prevenzione e pena, Nicolo' Amato, in un'intervista al quotidiano la Repubblica, le persone detenute nelle carceri italiane erano, a fine aprile 1992, 41.600 contro una capienza ottimale di 29.000; secondo la relazione sullo stato di attuazione della legge Jervolino-Vassalli in materia di droga, entrata in vigore il 7 luglio 1990, alla data del 31 dicembre 1990 i detenuti erano 24.670, e al 25 settembre 1991 erano gia' saliti a 32.166; secondo quanto ha scritto lo stesso Amato sul quotidiano Il Messaggero, l'incremento medio mensile dei detenuti e' di circa 1.500 unita', tanto che alla fine del 1992 la popolazione carceraria raggiungera', in assenza di provvedimenti, l'inaudita cifra di circa 53.000 persone; i detenuti riconosciuti ufficialmente come tossicodipendenti erano il 29,6 per cento, al 31 dicembre 1990, sono oltre il 34 per cento oggi; di questi quasi la meta' sono sieropositivi; la Commissione nazionale AIDS afferma che nei casi di LAS e AIDS conclamato il detenuto deve essere tolto dal carcere e ricoverato in ospedale, ma - afferma il dottor Amato nell'intervista citata - "questo non avviene mai"; circa il 70 per cento dei detenuti e' in attesa di giudizio -: in quale modo si intenda fronteggiare la situazione; se fossero stati previsti, dal Governo e dai ministri piu' direttamente interessati, gli esiti della legge Jervolino-Vassalli quanto all'incremento della popolazione carceraria e del numero dei tossicodipendenti nelle carceri; come si valuti il fatto che circa l'80 per cento della popolazione carceraria italiana e' composta da detenuti che hanno violato alcune norme della legge sulla droga o che hanno compiuto reati da tossicodipendenti costretti a rifornirsi sul mercato illegale ai prezzi di libero mercato illegale; se non condividano l'opinione degli interroganti che ritengono che i ministri interessati dovrebbero provare vergogna di fronte all'affermazione del direttore degli istituti di pena secondo il quale le carceri italiane stanno diventando "un lebbrosario". (2-00035)