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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00040 presentata da VITO ELIO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19920525

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: l'articolo 20 dell'ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 34) prevede che "negli istituti penitenziari deve essere favorita in ogni modo la destinazione al lavoro dei detenuti; che il lavoro penitenziario non ha carattere afflittivo ed e' remunerato; che il lavoro e' obbligatorio per i condannati; che l'organizzazione e i metodi del lavoro penitenziario devono riflettere quelli del lavoro nella societa' libera al fine di fare acquisire ai soggetti una preparazione professionale adeguata alle normali condizioni lavorative per agevolarne il reinserimento sociale; che la durata delle prestazioni lavorative non puo' superare i limiti stabiliti dalle leggi vigenti in materia di lavoro e, alla stregua di tali leggi, sono garantiti: il riposo festivo e la tutela assicurativa e previdenziale"; la stessa riforma del 1975 con l'introduzione di un malinteso egalitarismo salariale ha prodotto una fuga di tutte le imprese che operavano negli istituti penitenziari; in molti istituti penitenziari si richiede, da parte di detenuti e operatori, interventi del Governo per risolvere il problema del lavoro carcerario che ormai, insieme al problema della tossicodipendenza, rende ingovernabile qualsiasi efficace misura di risocializzazione; da anni la questione "lavoro carcerario" e' stata lasciata alla deriva di una politica contraddittoria e superficiale e da piu' parti si e' richiesto di rivedere la normativa in oggetto; su questa emergenza e' esemplare il caso del detenuto del carcere di Santa Maria Maggiore, Giovanni Gazzetta, la cui consorte Giovanna Gussoni ha lanciato un disperato appello a tutta la societa' affinche' suo marito possa ottenere la possibilita' di lavorare; tanti altri detenuti versano nelle sue stesse condizioni -: 1) se sia al corrente di quanto avviene nelle carceri italiane; 2) se non ritenga di dover assumere idonee iniziative, anche legislative al fine di modificare l'attuale normativa sul lavoro carcerario; 3) quali iniziative intenda assumere per rispondere all'appello del detenuto Giovanni Gazzetta e di tutti gli altri che versano nella stessa condizione. (3-00040)





 
Cronologia
sabato 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il giudice Giovanni Falcone resta ucciso in un gravissimo attentato di mafia a Capaci, nei pressi di Palermo. Falcone già capo del pool antimafia in Sicilia e direttore degli affari penali del Ministero della giustizia perde la vita insieme alla moglie, il magistrato Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.

lunedì 25 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta partecipano migliaia di persone e i più alti rappresentanti del mondo politico, che vengono duramente contestati dalla cittadinanza.

mercoledì 3 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Al quinto scrutinio e con 360 voti, è eletto Presidente della Camera Giorgio Napolitano.