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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01198 presentata da BUTTI ALESSIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920525

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per conoscere - premesso: che e' apparsa sulla stampa quotidiana (L'Indipendente del 6 maggio 1992) la notizia dell'avvenuto improvviso licenziamento del direttore di Italia 1 Carlo Freccero; che Carlo Freccero nell'apprendere la notizia ha testualmente dichiarato: "Non vorrei che fosse una scelta di natura politica"; che e' considerevole l'importanza che ormai rivestono, anche nella formazione del consenso, le reti televisive nazionali; l'interrogante ritiene che vi siano state indebite interferenze politiche nella vicenda in questione -: se risulti al Governo che siano state rispettate nel caso in questione le norme di legge relative ai licenziamenti individuali. (4-01198)

L'ispettorato provinciale del lavoro di Milano ha comunicato che il signor Carlo Freccero non ha cessato il proprio rapporto di lavoro con il gruppo Fininvest, bensi' e' stato chiamato a ricoprire un nuovo ed importante incarico all'interno della stessa societa'. L'interessato, infatti, in precedenza responsabile della direzione della rete televisiva Italia 1, dal 22 aprile 1991 ricopre la carica di consigliere personale per la strategia aziendale alle dirette dipendenze del presidente, dr. Berlusconi. Inoltre, e' stato accertato che il signor Freccero percepisce, per il suo incarico, una retribuzione di importo analogo a quella precedente e che attualmente ammonta, al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali, a lire 26.829.715 mensili. Si precisa, altresi', che il signor Freccero ricopre nel gruppo Fininvest la qualifica di dirigente e, pertanto, non e' soggetto alle norme che disciplinano il licenziamento individuale. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Cristofori.



 
Cronologia
sabato 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il giudice Giovanni Falcone resta ucciso in un gravissimo attentato di mafia a Capaci, nei pressi di Palermo. Falcone già capo del pool antimafia in Sicilia e direttore degli affari penali del Ministero della giustizia perde la vita insieme alla moglie, il magistrato Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.

lunedì 25 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta partecipano migliaia di persone e i più alti rappresentanti del mondo politico, che vengono duramente contestati dalla cittadinanza.

mercoledì 3 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Al quinto scrutinio e con 360 voti, è eletto Presidente della Camera Giorgio Napolitano.