Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01332 presentata da PISCITELLO CALOGERO (MOVIMENTO DEMOCRATICO RETE) in data 19920525
Ai Ministri per il coordinamento della protezione civile e della sanita'. - Per sapere - premesso che: nel dicembre del 1990 un incendio, cui segui' un'esplosione, nella funivia "Taormina-Mazzaro'" sita nel comune di Taormina (Me), rese inutilizzabile il trasformatore che si trovava all'interno della cabina elettrica; tale trasformatore, costruito nel 1970 dalla ditta Celme-Montebello, contiene Pcb "Clophen t64", un prodotto a base di difenile, un olio speciale il cui uso e' stato vietato in Italia, su disposizione CEE, con il decreto del Presidente della Repubblica n. 216 del 24 maggio 1988; tale olio, se sottoposto a particolari sollecitazioni, produce diossina, un gas micidiale capace di provocare danni irreparabili all'organismo umano e all'ambiente; il trasformatore si trova attualmente sepolto dalle macerie derivanti dalla parziale demolizione del fabbricato dell'impianto, in fase di ristrutturazione; una tale situazione costituisce un gravissimo pericolo: e' infatti presumibile - dai dati resi noti dai tecnici del dipartimento di chimica organica e biologica dell'universita' di Messina - che i prodotti contenenti Pcb abbiano sviluppato diossina in seguito all'azione del fuoco; in seguito all'incidente di cui sopra i responsabili della funivia di Taormina - dato per scontato che non lo sapessero prima - presero conoscenza del gravissimo problema; le procedure, allora avviate, per lo "smaltimento di rifiuti contaminati" sono state in seguito bloccate per l'elevato costo dell'operazione: una ditta di Genova aveva infatti chiesto la cifra di 24 milioni; soltanto il 17 gennaio 1992 il direttore tecnico dell'ATM (la societa' che gestisce l'impianto), ingegner Longo, ha deciso la chiusura della funivia per motivi di sicurezza -: se non ritengano di dover assumere prontamente idonee iniziative per porre fine ad una situazione di gravissimo pericolo per la popolazione; se non ritengano di dover predisporre, vista la gravita' del caso, un immediato contributo finanziario per la rimozione e lo smaltimento del trasformatore suindicato. (4-01332)
L'Ente ferrrovie dello Stato fa sapere che le Officine grandi riparazioni sono impianti di tipo specializzato allo scopo di garantire la migliore efficienza attraverso la concentrazione, in ciascuna di esse, di macchine, di impianti di processo e di conoscenze professionali relative a limitate tipologie di mezzi. In tale contesto l'officina di Foligno ha il compito preminente di provvedere alla riparazione delle locomotive elettriche. In questo specifico settore e' iniziato il graduale avviamento della nuova Officina G.R. di Saline Joniche verso la quale e' stata indirizzata una parte del carico al lavoro in passato destinato esclusivamente alle Officine G.R. di Foligno e di Verona. L'ente fa poi rilevare che l'allungamento degli intervalli di percorrenza tra una revisione e l'altra dei mezzi, insieme ad una piu' funzionale organizzazione del lavoro, hanno determinato il diradamento dei cicli di manutenzione. Si fa presente che le Officine grandi riparazioni di Foligno nell'anno 1988 avevano un organico di 1.407 unita', mentre nell'anno in corso il fabbisogno e' stimato in 1.087 unita', mentre alla data del 1^ agosto 1992 le unita' in servizio erano pari a 1.100. L'ente informa che, pur essendo l'Officina G.R. di Foligno attualmente interessata da problemi di riorganizzazione interna, viene esclusa senz'altro l'ipotesi prospettata di una sua graduale liquidazione poiche' l'impianto occupa una posizione preminente fra quelli adibiti alla grande riparazione. Il Ministro dei trasporti e ad interim della marina mercantile: Tesini.